Hibana: Sparks

Benritrovati a tutti nella nostra sezione dedicata alla recensione dei dorama. Questa volta in serbo per voi, cari lettori, ho una tra le prime serie TV di origine nipponica ad essere approdata su Netflix. A differenza delle precedenti, questa volta devo ammettere che la serie non è di così facile comprensione, a causa di alcuni “sentire” tipicamente giapponesi su cui fa perno.

Hibana: Sparks” è un adattamento dell’omonimo bestseller di Matayoshi Naoki, e racconta la storia di un giovano comico in erba, Tokunaga, che cerca di realizzare il suo sogno di diventare un comico manzai di successo ( Il manzai è una forma di comicità giapponese nella quale un duo, condividendo un microfono, esegue sketch basati sulla rapidità delle battute e su giochi di parole ). In mezzo alle tante difficoltà, delusioni e soddisfazioni del protagonista scopriamo il vastissimo mondo che si nasconde alle spalle delle scena comica di successo in Giappone, e le relative dinamiche. A fare però da filo conduttore della vicenda è il particolare rapporto che si instaura tra Tokunaga e Kamiya, un comico presente sulla scena già da tempo. Tra i due infatti si instaura subito un rapporto Senpai-Kohai che risulta essere di difficile comprensione per noi occidentali a causa delle sue dinamiche peculiari, soprattutto per chi è anche a digiuno di anime e manga. Tutto ha inizio quando Tokunaga chiede di diventare allievo di Kamiya, che accetterà a patto che il giovane scriva una sua biografia. Inizia così un legame molto particolare tra i due, che si ritrovano spesso a condividere pesanti sbornie ed esperienze fuori dalle righe. Ed è proprio sullo sfondo di una Tokyo notturna, popolata dai personaggi piu strani che Kamiya condivide la sua saggezza di comico manzai  navigato, impartendo lezioni di vita e comicità al giovane e adorante Tokunaga. Questo rapporto si sviluppa secondo queste dinamiche durante un arco di tempo lungo 10 anni, 1 per ogni puntata, che culmina celatamente in un rapporto omoerotico tra i due protagonisti.

Come potrete vedere in questo dorama vengono affrontati molti temi attuali che rendono la serie piu profonda ed impegnata rispetto alle precedenti; da questo punto di vista anche la regia, a mio parere, fa un passo in avanti distaccandosi da una fotografia piatta e immobile. Inoltre, se avete seguito questa rubrica e avete già potuto vedere Tokyo stories: Midnight Diner noterete due simpatici cameo di personaggi già incontrati. Mi sento di consigliarvi questa serie nonostante le difficoltà sopracitate, perchè vi permetterà di entrare meglio nell’ ottica di quella che è la società giapponese, lontana dalle idealizzazioni occidentali, con i suoi pregi e i suoi difetti. Buona Visione a tutti!

(Recensione di Giacomo Becchi)

SAMURAI GOURMET

 

Ciao a tutti, benvenuti a un altra recensione di una serie tv di produzione nipponica! Anche questa volta ci buttiamo su una serie originale Netflix intitolata “Samurai Gourmet”. In questi 12 episodi, della durata di appena 20 minuti circa, entriamo nel mondo di un “Salary-man” alle prese con un grosso cambiamento nella propria vita: la pensione. Infatti Kasumi rappresenta il classico uomo giapponese che, lavorando per tutta la vita nella stessa azienda, si ritrova “schiavo” della stessa routine per oltre 30 anni. Da questi presupposti prendono vita i dubbi e le insicurezze che Kasumi si trova ad affrontare una volta raggiunta la pensione e messosi a confronto con se stesso e il tempo libero che si ritrova a disposizione.

Superate le prime insicurezze il nostro protagonista riscopre i piaceri della vita tralasciati negli anni di lavoro, attraverso un percorso culinario che lo porterà al ricordo di piacevoli momenti dell’infanzia e del proprio passato. Anche questa serie tv ci permette di approfondire la nostra conoscenza del mondo culinario giapponese, anche se in modo spesso bizzarro. Infatti Kasumi verra “aiutato” nel suo percorso di riscoperta personale da un immaginario samurai di altri tempi che lo guiderà nell’ affrontare situazioni imbarazzanti e momenti di difficoltà.

Consiglio caldamente questa serie tv a chiunque sia interessato ad approfondire la propria conoscenza del mondo nipponico, soprattuto se interessati alla sfera culinaria. Fatevi condurre in questo fantastico mondo fatto di scoperte e di maturazione dall’atipico e stravagante “Samurai moderno”.

(Recensione di Giacomo Becchi)

MIDNIGHT DINER: TOKYO STORIES

Benvenuti in una nuova frizzante rubrica, attraverso la quale analizzeremo alcune serie televisive di produzione nipponica che, a mio parere, sono un interessante spunto di riflessione per comprendere meglio il panorama culturale di questo affascinantissimo paese.

MIDNIGHT DIENER: Tokyo Stories, è una serie originale Netflix che mi ha colpito fin dal primo episodio. A differenza della maggior parte delle serie che conosciamo, in questa non ritroviamo una narrazione continua suddivisa per episodi, ma una caratterizzazione autoconclusiva per ogni puntata. Alla base di ogni episodio troviamo la vita di un locale notturno nella città di Tokyo, aperto soltanto di notte, che offre ai proprio clienti un menu vario in base alla disponibilità di ingredienti e alle preferenze degli avventori. Il locale viene gestito da quello che potremmo definire il perno centrale della narrazione, un cuoco silenzioso e amichevole che ricopre il ruolo di “confidente” e amico del cosiddetto “popolo della notte”. Infatti,date le ridotte dimensioni del locale e l’ atmosfera intimistica, ogni notte clienti abituali o meno che si recano per mangiare in compagnia finiscono per discutere animatamente delle proprie vite. Ciò che caratterizza questa serie è lo sfondo culinario, in quanto ognuno dei 10 epidosi narra le vicende di un diverso avventore, che viene fin dai primi istanti caratterizzato per la scelta del piatto al suo arrivo al Diener. Secondo questa struttura, in ogni puntata, vengono approfondite le vite, le emozioni e le difficoltà che caratterizzano la vita giornaliera di ognuno. Il clima familiare tende a creare forti legami tra i personaggi che spesso vedono intrecciarsi le proprie vicende. Procedendo con gli episodi ogni frequentatore del diener mette in luce qualcosa di nuovo su di se, permettendo a chi si gode questo spettacolo, di affezionarsi quasi inconsapevolmente ai protagonisti. Questo sapore di quotidianità, unito alle tradizioni giapponesi e a una scena di carattere umoristico, sono i principali motivi per cui consiglierei caldamente a tutti di guardare questa serie televisiva. Davvero rilassante, generatrice di sorrisi e interessanti spunti,  si può tranquillamente assaporare di fronte a una tazza di te o in compagnia di amici.

(Recensione di Giacomo Becchi)