2017年・隆盛日本旅行 – Viaggio Takamori 2017!

 

Ed eccoci di nuovo in Giappone nel 2017! Come ormai nostra tradizione da ben otto anni, agosto ci vede protagonisti con i nostri ragazzi a zonzo per le città del Sol Levante! E’ sempre emozionante osservare e captare le reazioni di chi sognava di intraprendere questo viaggio da sempre. Soprattutto è bello costruire l’aspettativa del viaggio insieme, parlandone a lezione, incontrandoci, scambiando idee e raccontando il Giappone attraverso l’esperienza di chi ci è già passato. Di chi lo ha visto in precedenza. Di chi lo ama da sempre. Un paese che cambia a velocità impressionante, sempre stimolante, sempre nuovo per certi versi. Mai scontato. Ecco perché ogni viaggio è diverso. Ha una propria storia, un’alchimia differente. Per la nostra associazione, il viaggio è nato quasi per gioco. Per la voglia di condividere insieme una cultura e una latitudine geografica che ai tempi non conoscevano ancora il successo turistico e mediatico che di recente ha letteralmente travolto il paese. Di certo, Takamori ha accompagnato in Giappone qualche centinaio di studenti e appassionati che hanno portato a casa il loro personale ricordo di questo arcipelago. E alcuni di questi sono poi tornati di nuovo a visitarlo insieme ai propri cari. Alcuni addirittura sono rimasti a viverci costruendo un proprio percorso di crescita lavorativa e personale. Chissà quali novità ci riserva questa nuova avventura? Da come è partito il viaggio pare che tutti i nuovi protagonisti si stiano divertendo alla grande! Chissà che anche questo 2017 non sia l’inizio per alcuni dei nostri ragazzi di un altro lungo e affascinante viaggio verso nuovi orizzonti?…(to be continued)

La colazione giapponese

Lo sapevi che nel 2013 la cucina giapponese, comunemente nota come Washoku (和食), è stata indicata come Patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco? Oggi tratteremo della cucina giapponese, in particolare della colazione.

Un’occasione per conoscere la colazione giapponese, o Wachoshoku (和朝食), è data dall’omonimo seminario all’hotel Okura di Tokyo, dove ne vengono discussi i benefici e l’etichetta a tavola viene insegnata ai partecipanti, prima che l’albergo serva un’invitante pasto.

Secondo il professore Nakamura Teiji, preside della facoltà di Servizi Umani dell’Università di Kaganawa, le abitudini alimentai giapponesi sono cambiate enormemente dopo la Seconda Guerra Mondiale. Prima e dopo la guerra i giapponesi soffrirono di mancanza di cibo e di un’eccessiva enfasi sugli ingredienti di base che portarono a diversi tipi di malnutrizione. Tuttavia, con il miglioramento dell’economia e l’aumento delle scorte di cibo dopo la guerra, ci fu uno sforzo su larga scala per implementare l’educazione alimentare e l’equa distribuzione del cibo. I dietologi vennero dislocati nelle scuole, i pranzi scolastici divennero un esperimento sociale e dietetico di portata nazionale e vennero importati grano e latte dagli Stai Uniti.

L’occidentalizzazione della dieta è una tendenza universale nelle nazioni sviluppate ed esistono studi che indicano una correlazione con i disturbi legati allo stile di vita, perché questo tipo di alimentazione aumenta l’apporto di grassi e calorie. Il Giappone non fece eccezione e mentre molti dei problemi di malnutrizione vennero risolti con l’introduzione della dieta occidentale, il rovescio della medaglia fu l’aumento dell’apporto di calorie, grassi, vitamine e minerali che risultò nell’aumento dell’obesità, dell’iperlipidemia, dell’aumento della pressione sanguigna, del diabete e dell’arteriosclerosi. Questa tendenza durò fino all’inizio dell’era Heisei (平成), cominciata nel 1989, quando la consapevolezza delle persone si portò verso una dieta più sana. Da allora in Giappone è stato rilevato il minore tasso di disturbi cardiaci al mondo e l’aumento nei livelli di colesterolo si è più o meno fermato nel periodo dal 1990 al 2000. Tuttora, per l’ipernutrizione, per la deviazione dalle scelte alimentari corrette e a causa dei pasti irregolari, i disturbi legati allo stile di vita sono un problema diffuso.

Il professor Nakamura ha inoltre trattato degli effetti del salto della colazione, enfatizzando l’importanza di fornire energia alla mente e al sistema nervoso durante la mattinata, che porta a un più alto consumo di energia durante il giorno e a una minore probabilità di aumentare di peso.

All’hotel Okura servono riso caldo, salmone grigliato freddo, sottaceti, uova dolci, alghe secche e zuppa di miso calda. Per molti ospiti è un piacere sia per il palato che per gli occhi. Mandy Linn di Metropolis, il più importante giornale internazionale gratuito di Tokyo, ci ha deliziati con una presentazione basata su un sondaggio riguardante la Wachoshoku dal quale si osserva che è popolare anche tra i turisti.

Da parte dei turisti occidentali, la Wachoshoku ha attirato dei commenti come “era ben bilanciata, gustosa, salutare, ben servita e mi sono sentito pieno di energie dopo averla mangiata”,”mi sono sentito molto meglio che dopo aver mangiato una pesante colazione occidentale”. I turisti cinesi e coreani hanno aggiunto “il riso alla giapponese e gli altri piatti erano estremamente deliziosi”, “di solito non mangio pesce a colazione per via del suo odore. Ma questo non emanava odore ed era cucinato bene”. Se c’è una cosa su cui Giappone, Cina e Corea sono d’accordo, sembra essere la squisitezza della Wachoshoku.

Tuttavia, si deve sottolineare il fatto che il cibo giapponese fatto in casa sia un lusso. La cucina giapponese è sempre stata incentrata su un piatto di riso, seguito dalla grande varietà di portate secondarie che lo accompagnano. Come si può immaginare, serve un grande sforzo per preparare cinque piatti d’accompagnamento. Con l’aumento della povertà infantile, e la presenza di lavoratori indigenti nel paese, sembra irreale chiedere a un genitore lavoratore con un budget ridotto di comprare molti tipi di alimenti e di spendere un’ora in cucina ogni mattina. A meno che le cose non migliorino, la colazione giapponese sarà presto un ricordo del passato nelle famiglie giapponesi.

(articolo di Adriano Moro adattato da http://www.japansubculture.com/zeppin-%e7%b5%b6%e5%93%81-3-wachoshoku-japanese-breakfast-rules/)

ITAZURA NA KISS 2 – LOVE IN TOKYO!

Titolo: Itazura na kiss 2 – Love in Tokyo

Genere: commedia romantica

Paese: Giappone Anno:  2013

Durata: 16 episodi

Distributore: Netflix Italia

Itazura Na kiss, tradotto come Love in Tokyo “un bacio malizioso”, è una serie televisiva prodotta nel 2013 divisa in due stagioni da sedici puntate ciascuna, che vede protagonisti il bello della scuola Irie Naoki e la studentessa Aihara Kotoko, ragazza senza alcune dote particolare eccetto il suo grande coraggio, che la porterà a dichiarare i suoi sentimenti per il freddo ma intelligentissimo coetaneo sin dall’episodio pilota. Il secco rifiuto di Naoki per i sentimenti di quest’ultima innescherà una serie di conseguenze bizzarre che porteranno la giovane protagonista a perdere la casa e ritrovarsi a vivere proprio in casa di lui, ritrovandosi a fare i conti con un ambiente familiare totalmente diverso a quello da lei conosciuto e con dei sentimenti sempre più forti e ingombranti. La serie affronta temi di estrema importanza sociale con la leggerezza tipica delle serie tv giapponesi destinate ad un target adolescenziale, ma non per questo in modo superficiale. L’evoluzione della relazione amorosa tra Naoki e Kotoko procederà pari passo con l’insorgere di problematiche come il matrimonio, i doveri e gli obblighi che una società impone ai giovani. Troveremo i personaggi scontrarsi con le famiglie e con se stessi in una costante e frenetica ricerca del proprio posto nel mondo, a dispetto di tutte le pressioni, familiari e personali, che sembrano diventare sempre più gravose col procedere del tempo. Università, senso del dovere, famiglia e matrimonio si alternano in una cornice di spensieratezza, colorata e condita di ottimo cibo, altro tema fondamentale dello sceneggiato televisivo. Cibo che veicola le relazioni sociali e i picchi umorali dei protagonisti, offrendo uno spunto di riflessione sull’ importanza che esso assume all’interno della società giapponese, e proprio il cibo è un silenzioso protagonista e voce fuori campo di tutto il drama, con la sua valenza sentimentale, segnerà nella sua complessità e con le sue imperfezioni la rottura degli schemi che consentirà ad Irie e Kotoko, due ragazzi assolutamente imperfetti, ma complementari, di avvicinarsi e insieme trovare la propria stabilità. I protagonisti ci insegneranno che talvolta tirarsi fuori da una situazione che ci sembra rassicurante e lasciarsi andare ai propri sentimenti, tralasciando persino l’appartenenza alla comunità, è tutto ciò che ci serve per poter essere in pace con noi stessi e, in fin dei conti, felici.

(Recensione di Miryam Messina)