Bushi no kondate – Tale of Samurai Cooking || AFS Spring 2022

Ciao a tutt* e bentornat* sul nostro canale. Oggi vi presentiamo la quarta pellicola della rassegna AFS Spring 2022 in collaborazione con Asia Institute, Bushi no kondate di Asahara Yūzō.

I Funaki, un tempo una famiglia samuraica, si trovano relegati in cucina. A soffrirne più di tutti è Yasunobu, giovane erede dei Funaki, che ama tutto ciò che riguarda l’essere un samurai ma è costretto a rinunciarvi dopo l’improvvisa morte del fratello maggiore. Volendo partecipare a lotte e rivolte, non sopporta di dover stare ai fornelli ma è qui che interviene Haru, cameriera della moglie del damyō. Il padre di Yasunobu, infatti, nota la sua abilità culinaria e si convince che potrebbe aiutare il figlio. Così incentiva un matrimonio fra i due.

In questa pellicola è molto interessante il ruolo che assume il cibo: durante l’addestramento culinario di Yasunobu, ci vengono svelati alcuni dei segreti dei piatti e alcune delle attenzioni da riservare loro durante la preparazione. Durante una sfida fra Yasunobu e Haru capiamo che la bontà del pesce crudo, ad esempio, dipende dal taglio del cuoco. Un cattivo taglio lo porterebbe ad assorbire troppa salsa di soia, mentre un buon taglio ne conserverebbe tutte le qualità per poterlo gustare al meglio. Vi lasciamo immaginare di chi sarà il taglio migliore.

Bushi no kondate è stato presentato ai Film Festival di San Sebastian, delle Hawaii, di Tokyo e di Berlino. Ha ricevuto due nomination nel 2014 per migliore attrice e per migliore attrice non protagonista alla 37esima edizione del Japan Academy Film Prize. Inoltre, alcune delle ricette sono state prese davvero dalla tradizione della famiglia Funaki. Questo piccolo scorcio che ci offre  sulla cucina giapponese è sicuramente un motivo in più per guardarlo.

Vi aspettiamo quindi il 15 marzo alle 21 al Cinema Rialto con Bushi no kondate. Potete guardare il trailer cliccando qui, i biglietti invece sono acquistabili qui. A presto!

I’m a cyborg but that’s ok || AFS Spring 2022

Ciao a tutti e bentornati sul nostro canale. Oggi vi presentiamo la terza pellicola della nostra rassegna in collaborazione con Asia Institute, I’m a cyborg but that’s ok, un film coreano del 2006 diretto da Pak Chan-wook.

Cha Young-goon passa la sua infanzia con la nonna materna affetta da una malattia mentale che le fa credere di essere una mamma topo. Quando quest’ultima viene fatta internare in un ospedale psichiatrico dai figli, verrà privata della sua dentiera per evitare che continui a mangiare i suoi adorati rafani che mettono a rischio la sua salute. Young-goon, traumatizzata dal brusco distacco, si convince di essere un cyborg in grado di parlare, grazie alla dentiera della nonna, con gli apparecchi elettronici rimasti i suoi unici amici.

Un giorno, nel tentativo di ricaricare le proprie batterie, inserisce cavi elettrici nel suo polso. Verrà ricoverata in un ospedale dove, dopo un’iniziale solitudine, riuscirà a stringere un legame con Pak Il-sun, un paziente schizofrenico e asociale, convinto di poter rubare l’essenza altrui. È a lui che Young-goon chiederà aiuto per portare a termine la sua missione: uccidere tutti i ‘camici bianchi’ e riportare la dentiera alla nonna.

Fra i numerosi premi ricordiamo quelli al regista Pak Chan-wook al Festival internazionale del Cinema di Berlino e al Festival du Nouveau Cinéma di Montrèal e anche il premio per miglior sceneggiatura al Festival Internazionale del Cinema Fantastico della Catalogna.

Il film è un delicato e attento racconto delle malattie mentali e dalla solitudine del diverso che esse stesse causano. Ma non è su questo che è incentrata la pellicola: il regista abbandona l’approccio razionalista per dare vita a una commedia surreale nella quale i giochi e i sogni dei personaggi, spinti da un’iniziale anarchia, trovano il modo di unirsi e completarsi per dare vita a uno stadio di pace simile alla guarigione.

Vi aspettiamo il 22 febbraio alle 21 al Cinema Rialto con I’m a cyborg but that’s ok. Biglietti in vendita qui, trailer disponibile qui

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Unforgiven || AFS Spring 2022

Ciao a tutti e bentornati sul nostro canale. Oggi vi presentiamo il secondo film della nostra rassegna in collaborazione con Asia Institute, Unforgiven, di Lee Sang-il.

Poco dopo l’inizio del periodo Meiji, un ex samurai, Kamata Jūbei, dopo aver combattuto contro il governo imperiale, uccide i suoi inseguitori e si rifugia a nord, nell’isola dell’Hokkaidō. 11 anni dopo, in un villaggio di frontiera, una coppia di fratelli, dopo essere stati derisi da una prostituta, decidono di sfregiarla ma ricevono dallo sceriffo una punizione minima che fa indignare le donne.

La tranquilla vita che Jūbei conduce coi suoi due figli viene sconvolta dalla visita di Kingo, un suo ex compagno d’armi. Assoldato dalle prostitute del bordello desiderose di giustizia, chiede al vecchio amico di aiutarlo nel suo compito. Nonostante l’incertezza, Jūbei accetta e lascia i due figli in custodia alla vicina comunità di Ainu. I due sicari saranno presto affiancati da uno strambo giovane che li accompagnerà fino al villaggio 

La pellicola è un remake de Gli spietati, del 1992, diretto e interpretato da Clint Eastwood la cui trama è però adattata alla realtà del Giappone di tardo 19esimo secolo.

Il film è stato proiettato in anteprima mondiale, fuori concorso, durante la 70esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Diversamente dagli altri film a tema samuraico, Unforgiven non parla solo della rovina della figura del samurai, ma tratta anche degli abusi perpetrati dal governo giapponese contro gli Ainu, il gruppo etnico nativo dell’isola più a nord dell’arcipelago. Questi furono brutalmente costretti a sottomettersi al governo centrale e ad abbandonare le loro tradizioni e i loro costumi a favore della cultura dominante del Paese.

Guardate il nostro trailer qui!

Vi aspettiamo quindi l’8 febbraio alle 21 al Cinema Rialto con Unforgiven. I biglietti sono acquistabili cliccando qui.

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