Il lato positivo della vita || Recensione

Autore: Hada Keisuke

Traduzione: Alessandro Passarella

Editore: Atmosphere Libri (collana Asiasphere)

Edizione: 2021

Hada Keisuke nasce a Tokyo nel 1985. Debutta giovanissimo nel 2003, mentre frequenta la scuola superiore, vincendo il quarantesimo Premio Bungei con “Kureisui” (黒冷水). Si laurea poi alla facoltà di Commercio dell’Università Meiji e, dopo una breve parentesi lavorativa in azienda, si dedica interamente alla scrittura.

Nel 2015 Hada riceve il prestigioso Premio Akutagawa con l’opera “Scrap and Build”, assegnato nella stessa edizione anche al comico e scrittore Matayoshi Naoki. È proprio questo romanzo, tradotto in italiano da Alessandro Passarella, ad essere pubblicato nel 2021 da Atmosphere Libri, all’interno della collana Asiasphere, con il titolo “Il lato positivo della vita”.

Il romanzo, breve nella sua estensione (circa 105 pagine nell’edizione italiana), racconta la storia di Kento, un ventottenne che vive ancora con la madre, alle prese con un quotidiano fatto di piccole insicurezze e poca determinazione. Nella stessa casa vive anche il nonno, anziano e in declino, che esprime il desiderio di una morte dignitosa e pacifica. Kento decide di farsi carico di questo compito, assistendo il nonno nel suo percorso verso la fine della vita. Nel corso della convivenza forzata, è però il nonno, nella sua fragilità, a trasmettere al nipote gli strumenti per affrontare con più coraggio le difficoltà dell’esistenza.

L’opera si inserisce nel solco della tradizione neorealista giapponese, un filone letterario che si concentra sulla rappresentazione accurata e onesta della quotidianità di cittadini comuni, lontani da grandi aspirazioni o ambizioni. Vengono così messi in scena i ritmi ripetitivi di un’esistenza segnata dagli obblighi familiari, dalla routine lavorativa e dal peso delle aspettative sociali ereditate dal periodo postbellico. Al centro della narrazione resta comunque il rapporto intergenerazionale tra Kento e il nonno, osservato come luogo di scambio reciproco piuttosto che come semplice relazione di cura unidirezionale.

Il registro narrativo adottato da Hada unisce un approccio benevolo nei confronti dei personaggi a un tocco di ironia, che alleggerisce un tema delicato come quello della malattia e della fine della vita. Il volume rappresenta una delle opere che hanno consolidato la reputazione dell’autore in Giappone, grazie anche al conferimento del Premio Akutagawa, tra i riconoscimenti letterari più importanti del paese. Con la sua pubblicazione italiana, il testo si aggiunge al novero delle opere di narrativa giapponese contemporanea rese disponibili al pubblico italiano negli ultimi anni.

Recensione di Riccardo Bernazzani