
Autore: Hase Seishū
Traduzione: Antonietta Pastore
Editore: Marsilio
Edizione: 2022
Pubblicato per la prima volta nel 2020, Il bambino e il cane (Shōnen to inu, 少年と犬) è il romanzo con cui Hase Seishū ha vinto il 163º Premio Naoki. Noto soprattutto per i suoi romanzi noir, Seishū esplora qui una storia molto diversa da quelle a cui è maggiormente associato.
La storia comincia a Sendai, pochi mesi dopo il devastante terremoto e lo tsunami del 2011. Kazumasa, un giovane che cerca di mantenere la propria famiglia in una situazione precaria, incontra un cane randagio e decide di chiamarlo Tamon. Tra i due si crea presto un legame profondo e Tamon diventa una presenza costante, destinata ad accompagnare le vicende di molte persone nel corso del romanzo.
Le persone che incrocia sono spesso isolate, segnate dalla perdita o incapaci di trovare un senso. Il suo percorso lo porta progressivamente verso sud, seguendo un cammino che sembra conoscere soltanto lui, tra nuove vite accomunate dalla difficoltà di lasciarsi alle spalle ciò che è accaduto. Hase evita però di trasformarlo in una semplice figura salvifica e usa la sua presenza per riflettere su questi temi e sulla possibilità di trovare un po’ di luce anche nelle circostanze più buie.
La narrazione presta particolare attenzione ai gesti quotidiani e ai comportamenti dei personaggi, con una scrittura che rimane misurata anche nei momenti più duri. Il viaggio di Tamon in un Giappone ancora ferito introduce inoltre una dimensione quasi fiabesca, in contrasto con le storie spesso dolorose, e in alcuni casi violente, delle persone che incontra. È questa tensione a caratterizzare il romanzo, che riesce così a parlare del disastro e delle sue conseguenze con delicatezza, senza trasformarsi in un racconto sentimentale sugli animali. Nel complesso è delicata ma tutt’altro che fragile, capace di lasciare un’impressione duratura proprio perché non cerca facili emozioni.
Recensione di Connal Shaw