Autore: Kawakami Hiromi
Traduzione: Antonietta Pastore
Editore: Einaudi
Edizione: 2011

Kawakami Hiromi è nata a Tokyo nel 1958 e si è laureata nel 1980 all’Università femminile Ochanomizu. È una delle voci più note della narrativa giapponese contemporanea. Il suo esordio è la raccolta di racconti Kamisama (“Dio”), uscita nel 1994. Nelle sue opere la vita di tutti i giorni si intreccia spesso con elementi di fantasia e realismo magico.

La cartella del professore (titolo originale Sensei no kaban, 2001) è il suo primo romanzo pubblicato in Italia. Ha vinto il premio Tanizaki, uno dei riconoscimenti letterari più importanti del Giappone, ed è stato candidato al Man Asian Literary Prize. Il libro ha ispirato la graphic novel Gli anni dolci del maestro del fumetto Jiro Taniguchi. Einaudi ha poi pubblicato altri titoli dell’autrice, tra cui Le donne del signor Nakano e I dieci amori di Nishino.

La storia comincia in una piccola taverna giapponese, davanti a un bancone e a un bicchiere di sakè. Tsukiko, una donna sulla trentina che vive da sola, si ritrova seduta accanto al suo vecchio insegnante di giapponese del liceo. L’uomo ha ormai quasi settant’anni, è vedovo e mantiene i modi garbati e un po’ formali di un tempo. Lei non ricorda il suo nome e continua a chiamarlo “Sensei”, “professore”, proprio come faceva a scuola.

Da quel primo incontro casuale nasce un’abitudine. I due si rivedono nello stesso locale, ordinano gli stessi piatti, parlano di cibo, di poesia e di piccole cose, e a volte restano in silenzio. Con il passare delle stagioni escono dalla taverna e condividono altre occasioni: una gita, una passeggiata, una giornata all’aperto. Il tempo scorre al ritmo di ciò che si mangia e si beve. Tra due persone con età, abitudini e passati molto diversi prende forma un legame che nessuno dei due sa bene come chiamare.

Il romanzo si muove tra ironia e delicatezza, raccontando con semplicità le incertezze di chi fatica a lasciarsi andare. Tsukiko e il professore sono i protagonisti di una storia fatta di gesti minuti, di conversazioni sospese e di quotidianità. Il libro è adatto a chi cerca una narrazione lenta e raccolta, ambientata nel Giappone di oggi.

Recensione a cura di Riccardo Bernazzani