
Autore: Tanizaki Jun’ichirō
Traduzione: Gianluca Coci
Editore: Neri Pozza Editore
Edizione: 2022
Tanizaki Jun’ichirō nasce a Tōkyō nel 1886 in una famiglia di commercianti in declino. Non conclude il ciclo di studi universitario, inaugurando però la sua carriera letteraria tramite la pubblicazione su riviste quali Shinshichō (新市長) e Subaru (すばる), che gli fruttano presto un notevole successo. È considerato uno dei principali autori del periodo, ed è noto in particolare per il suo interesse nell’analizzare le pulsioni istintive e le perversioni dell’uomo, al punto di suscitare scandalo con la pubblicazione di alcune opere.
Un lavoro esemplare di questo suo profondo interesse è La chiave (Kagi, 鍵), pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1956. Ambientato negli anni ‘50 del secolo scorso, questo romanzo è composto da annotazioni fittizie provenienti dai diari segreti di due coniugi, che narrano delle difficoltà e sotterfugi legati alla loro complessa vita sessuale.
Lui è un professore universitario di mezza età, profondamente innamorato e desideroso di accendere nella moglie Ikuko una passione che, a suo avviso, è già presente, ma soffocata sotto il peso della rigida morale con la quale è stata cresciuta. Lei, d’altro canto, prova sentimenti contrastanti nei confronti del marito: dice di amarlo eppure lo trova a tratti persino ripugnante, continuando a concedersi a lui nel buio della loro camera da letto spinta un po’ dal desiderio, un po’ dal senso del dovere che la suddetta morale le induce.
La svolta che dà inizio alla storia è la stessa che dà il titolo al romanzo: la chiave del cassetto in cui il diario di lui è custodito, abbandonata in bella vista sul pavimento dello studio — un invito, Ikuko sospetta, a leggere le pagine sulle quali l’uomo descrive periodicamente i suoi più espliciti desideri. Questo avvenimento dà il via ad una scioccante danza tra appunti segreti, non detti e rapporti che rasentano la violenza. In questo equilibrio minaccia inoltre di insinuarsi il giovane Kimura, amico di famiglia, che entrambi i coniugi sospettano si sia invaghito della figlia Toshiko, se non di Ikuko stessa.
Romanzo dalla premessa narrativa intrigante, La chiave spedisce il lettore da un lato all’altro di questo tormentato rapporto di coppia, lasciando fino all’ultimo il dubbio rispetto alla veridicità delle parole scritte su entrambi i diari. Presenta inoltre due dei marchi di fabbrica dell’autore: l’onnipresenza della penombra, che il marito tenta di scacciare per godersi appieno i rapporti con la consorte, ed il gusto per il perverso, che lascia tuttavia l’amaro in bocca per via della retorica da istigatrice utilizzata per descrivere Ikuko, spesso e volentieri più simile ad una vittima.
Recensione di Isabella Sgargi