
Autore: Mishima Yukio
Traduzione: Andrea Maurizi
Editore: Feltrinelli
Edizione: 2009
Mishima Yukio, nom de plume di Hiraoka Kimitake, nasce a Tōkyō nel 1925; la sua prima opera degna di nota viene pubblicata mentre è ancora tra i banchi di scuola, ed inaugura la carriera di uno degli autori giapponesi più tradotti al mondo. Figura particolarmente controversa, è noto per la sua ossessione per la morte e i suoi ideali di patriottismo tradizionalista, che lo porteranno a togliersi la vita tramite seppuku nel 1970 in seguito ad un tentato colpo di stato.
Neve di primavera (春の雪, Haru no Yuki), pubblicato nel 1965, è il primo volume della tetralogia Il mare della fertilità (豊饒の海, Hōjō no Umi), composta dalle ultimissime opere dell’autore. Questo si concentra molto sulla dimensione emotiva dei personaggi, in particolare quella del protagonista, mostrando al lettore la vita attraverso ai suoi occhi con un linguaggio particolarmente poetico.
La storia vede un bellissimo e raffinato giovane, Kiyoaki, destreggiarsi tra complesse dinamiche sociali e relazionali del Giappone all’inizio del secolo scorso. Dotato di un caleidoscopico mondo interiore nel quale tende a perdersi, Kiyoaki mette a rischio i legami con le poche persone a cui tiene. Tra queste vi è il migliore amico Honda, fermo razionalista e dunque a lui caratterialmente opposto, col quale mantiene un fedele ma non sempre sincero rapporto di amicizia.
Fulcro della storia è Satoko, amica d’infanzia del protagonista, il quale cerca inizialmente di illudersi di non essere innamorato di lei. Tra i due nasce presto una relazione portata avanti in segreto, messa però a rischio dal fidanzamento della ragazza con un membro della famiglia imperiale e dalla testardaggine dello stesso Kiyoaki. I personaggi femminili della storia risultano in generale decisamente complessi, ma non per questo esenti da commenti misogini e atti di violenza perpetrati da quelli maschili.
In conclusione, Neve di primavera è un’opera dal forte carattere introspettivo, che ci mostra da un lato la crescita parallela del protagonista e dei suoi sentimenti, e dall’altro i complessi meccanismi che regolavano i rapporti tra le famiglie nobiliari giapponesi del tempo. Lungo tutta la storia, lo spettro della guerra russo-giapponese non abbandona mai veramente la narrazione, trasmettendo l’idea di un Giappone glorioso ormai svanito, morto assieme ai soldati caduti in battaglia.
Recensione di Isabella Sgargi
Commenti recenti