Autore: Hōjō Kie

Traduzione: Francesco Vitucci

Editore: Newton Compton editori

Edizione: 2026

Hōjō Kie nasce nel 1984 nella prefettura di Hyōgō, nella regione del Kansai. Formatasi nel Mystery Club dell’università di Kyōto, vede il suo debutto nel 2019 con l’assegnazione del Premio Tetsuya Ayukawa per romanzi mystery inediti. Si afferma dunque come nuova esponente del genere honkaku (giallo deduttivo giapponese), guadagnandosi per due anni consecutivi un posto da finalista all’Honkaku Mystery Award.

A permetterle di raggiungere questa vetta è L’hotel dei serial killer (Amulet Hotel, アミュレット・ホテル). Giallo del 2025, giunto in Italia l’anno seguente con un’edizione Newton Compton a cura di Francesco Vitucci, il romanzo è ambientato all’Amulet Hotel, albergo fittizio situato nel centro di Tōkyō. Questo edificio cela in sé un inquietante segreto: gli ospiti al suo interno sono in realtà criminali esperti, che trovano risorse e rifugio nell’hotel — in cambio del giusto prezzo, naturalmente, nonché del rispetto di due fondamentali regole: non arrecare alcun danno alla struttura e non ferire o uccidere nessuno al suo interno.

In un luogo dove si concentrano i criminali più spietati del Giappone, è destino che queste condizioni vengano prima o poi infrante. Quando ciò accade è compito di Kiryū, detective dell’hotel nonché ex-sicario, usare qualsiasi metodo pur di portare a galla la verità e punire il responsabile. Affiancata da Morooka, l’anziano proprietario dell’hotel, il dipendente Mizuta e il misterioso medico Doc, Kiryū indaga seguendo il suo personale metodo, sfruttando l’esperienza accumulata in una vita dedicata al crimine — senza mai ovviamente poter coinvolgere le forze dell’ordine, né rivelare l’accaduto agli ospiti dell’hotel.

Ogni capitolo del romanzo, o Episodio, affronta un caso nel quale Kiryū è coinvolta — principalmente in quanto detective, talvolta come sospettata — con un racconto in prima persona. La narrazione è non-lineare, con diversi Episodi dotati di un’enigmatica introduzione in medias res, seguita da un flashback che affronta l’inizio del caso. Nonostante ciò la storia risulta ben chiara e, donando al lettore un assaggio del mistero affrontato nel capitolo, alimenta efficacemente il desiderio di girare la pagina.

Dopo un primo capitolo saturo di dialoghi, L’hotel dei serial killer si riprende in maniera esemplare, divenendo il giallo che promette di essere: intrigante e innovativo, soprattutto dal punto di vista di narrazione e approccio. Il romanzo di Hōjō Kie trasporta il lettore nella mente di criminali esperti che si destreggiano tra leggi e crimine in un hotel ricco di mistero, con una storia coinvolgente meritevole del successo fruttato all’autrice, che non risentirebbe affatto della pubblicazione di un sequel.

Recensione di Isabella Sgargi