Autore: Hirano Keiichirō

Traduzione: Laura Testaverde

Editore: Lindau

Edizione: 2021

Con Racconto di una luna (titolo originale: ⼀⽉物語, Ichigetsu monogatari) Hirano Keiichirō trascina il lettore in un mondo in cui la linea tra il sogno, la visione, l’allucinazione e il mondo reale si fa sempre più sottile. Questa sovrapposizione di più piani e dimensioni rende progressivamente più faticoso il tentativo di distinguere ciò che è frutto della fantasia e ciò che invece costituisce la realtà, sia per il protagonista del romanzo, Masaki, sia per il lettore stesso.

Hirano Keiichirō, vincitore del Premio Akutagawa nel 1998 con il romanzo d’esordio Nisshoku, con il suo stile raffinato, spesso paragonato a quello di Yukio Mishima, mette in tensione non solo il piano reale e immaginario, ma anche due mondi diversi: dopo secoli di isolamento, il Giappone riapre le sue porte all’Occidente nella seconda metà del XIX secolo, inaugurando una nuova era di scambi culturali e trasformazioni profonde.

Ihara Masaki, giovane letterato raffinato, possiede uno spirito tormentato e per questo incarna il Giappone di epoca Meiji, con le sue contraddizioni e la ricerca di un equilibrio tra l’identità tradizionale, le innovazioni e le idee provenienti dall’esterno. Non a caso, infatti, il protagonista soffre di nevrastenia: quando è colto da una crisi, trova conforto e cura nei viaggi, allontanandosi dalla società.

La sua avventura inizia dopo aver visto una bellissima donna incontrata alla stazione di Shinbashi, che scopre dirigersi verso Yoshino. Guidato dai sentimenti piuttosto che da un piano, durante il viaggio segue il battito d’ali di una farfalla blu con due macchie rosse e finisce per perdersi nei boschi di Kumano, una zona colma di tradizione e misticismo. È qui che, dopo il morso di un serpente, viene soccorso dal monaco En’yū.

Sommerso in un’atmosfera onirica e in una natura rigogliosa e sovrastante, Masaki vive tra sogni, percezioni, ricordi, allucinazioni. La natura rappresenta un labirinto interiore: lo smarrimento nella foresta è sia fisico, sia riflessione e messa in discussione sul confine tra il sé e il mondo, finché egli non si sente completamente parte della natura, tutt’uno con essa. Inoltre, è una natura benevola e inquietante allo stesso tempo: il morso del serpente è simbolo di rinascita, ma anche di pericolo e accesso ad un’altra dimensione esistenziale. Anche la luna ha una forza misteriosa, che attrae verso l’ignoto.

Infine, il sogno ricorrente di una figura femminile indica una passione, un desiderio irraggiungibile che tormenta Masaki e lo porta a realizzare che solo la vista della donna amata potrà donargli quell’istante di assoluta beatitudine che insegue incessantemente.

È una lettura consigliata per chi ama suggestioni, atmosfere contemplative, simboli evocativi e vuole lasciarsi trasportare in un mondo sospeso che lascia spazio a diverse interpretazioni.

 Recensione di Valeria Varrenti