3 Marzo 2026 | Letteratura, Rassegna
L’associazione Takamori è lieta di invitarvi al secondo appuntamento della rassegna Giappone Noir. Mercoledì 4 marzo alle ore 18.00 il traduttore Stefano Lo Cigno presenterà il romanzo Strani disegni di Uketsu.

Chi è familiare con le novità letterarie giapponesi avrà probabilmente sentito parlare di Uketsu, diventato virale in anni recenti grazie ai suoi libri e video orrorifici e surreali. Di lui si sa estremamente poco, principalmente che vive a Kanagawa e che solamente una trentina di persone conosce la sua vera identità. Nei suoi video il suo volto appare nascosto da una maschera bianca di cartapesta; i suoi vestiti sono neri, ispirati ai kuroko, macchinisti teatrali vestiti in abiti scuri per confondersi con lo sfondo del palcoscenico. Inoltre, nemmeno la voce dello scrittore ci è nota: Uketsu la modifica, rendendola alta ed infantile. Strani disegni (変な絵, Henna e) esce nel 2022 è la sua unica opera tradotta in italiano, pubblicata da Einaudi nel 2025.
Il libro si compone di quattro capitoli, all’inizio apparentemente sconnessi, ma che si riveleranno parte di vite interconnesse. Nel primo, due studenti interessati all’occulto indagano uno strano blog, interrotto dal suo autore dopo aver scoperto qualcosa di imperdonabile. Nel secondo, i protagonisti sono un figlio e sua madre che vive nell’inquietudine. Il terzo capitolo si concentra sulla storia di un professore, mai tornato da una gita in montagna. Infine, si arriva al quarto e ultimo capitolo, che farà quadrare tutti i tasselli del caso, chiarendo il fitto mistero.
Gli episodi che ci vengono presentati hanno come punto di partenza uno o più disegni; le immagini che lo scrittore ci pone dinnanzi e che ci accompagneranno nell’inquieta lettura diverranno una chiave essenziale per la comprensione della storia. Essi, pur sembrando innocui di primo acchito, si scopriranno essere in verità collegamenti inaspettati con l’assassino che si cela dietro ai tetri avvenimenti.
Romanzo dalla prosa semplice e chiara, Strani disegni si pone nel panorama letterario giapponese – e internazionale – come un’opera innovativa, basata sul dialogo tra testo e immagini. Tutto è connesso, nulla è lasciato al caso: ogni parola pronunciata e tratto disegnato si inseriscono meravigliosamente nell’intrigante trama.
Uketsu crea un’atmosfera di tensione e inquietudine tramite la costruzione di una storia in cui niente è come sembra, e in cui tutto si può snocciolare fino a trovarne la vera essenza. La tensione cresce man mano che il mistero si infittisce, lasciando che l’inquietudine si faccia lentamente spazio nel lettore, inghiottendolo progressivamente.
Dove
Biblioteca Salaborsa, Sala Conferenze
Piazza del Nettuno, 3, 40124 Bologna
Quando
11 febbraio 2026 alle ore 18.00
Vi aspettiamo anche ai prossimi appuntamenti della rassegna:
Terzo appuntamento
11 marzo 2026 alle ore 18.00 – Il santuario della montagna silenziosa (Newton Compton Editori, 2025) di Kamon Nanami, con il traduttore Corrado Cucchi
Quarto appuntamento
25 marzo 2026 alle ore 18.00 – Goth (Atmosphere Libri, 2024) di Otsuichi, con il traduttore Andrea Filippi
1 Marzo 2026 | Letteratura, Recensioni

Autrice: Ayase Maru
Traduzione: Ozumi Asuka
Editore: add editore
Edizione: 2023
Ayase Maru nasce a Chiba nel 1986. La sua infanzia è segnata dalla vita in vari paesi, quali il Sudan e gli Stati Uniti, dove la famiglia si trasferisce per via del lavoro del padre. All’università consegue una laurea in letteratura presso la Sophia university a Tōkyō, dopo la quale lavorerà in un’azienda prima di dedicarsi alla scrittura. Debutta nel 2010 con Blinded by flowers (花に眩む Hana ni Mabayumu). Una delle sue opere più conosciute è anche One day, you will reach the sea (やがて海へと届く Yagate umi e to todoku), da cui è stato tratto l’omonimo film. La foresta trabocca (森が溢れる Mori ga afureru) esce in Giappone nel 2019 ed è il primo libro della scrittrice ad essere tradotto in italiano.
Figura centrale del romanzo è Rui, moglie dello scrittore Nowatari Tetsuya, un uomo che si è fatto strada nel mondo dell’editoria scrivendo romanzi che descrivono una bellezza fragile e vuota, come quella di una bambola. Centrali nella sua scrittura sono i personaggi femminili, reputati incantevoli proprio perché immacolati e puri. Il suo successo, in particolare, si deve molto al romanzo Lacrima (Rui), candidato persino ad un ambito premio letterario. Essa è un’opera che descrive – in estremo dettaglio – la relazione d’amore di una giovane coppia e, sebbene si tratti di fiction, sono in molti vedere nell’immacolata e docile figura femminile la moglie di Nowatari, più giovane di lui di dieci anni.
Il romanzo si apre con una narrazione da parte dell’editor Sekiguchi Masashi, che si è recato a casa Nowatari per discutere il prossimo libro dello scrittore. Mentre parlano, sebbene l’ospite abbia lo scrittore di fronte a sé, il suo sguardo vaga e inizia a seguire i movimenti della moglie che, seduta in cucina, sta mangiando in silenzio. Con un gomito appoggiato al tavolo, continua a portare alla bocca uno ad uno semi di diversa grandezza e colorazione.
Nel giro di un giorno, gli effetti dei semi ingoiati si fanno visibili: Rui inizia a germogliare, nel senso più concreto della parola. La sua pelle si ricopre di gemme verdi e piccole foglioline e, per assorbire meglio l’acqua, viene trasportata in un acquario pieno di terriccio. Sekiguchi, stupito dalla situazione – ma senza l’intenzione di intromettersi nella vita privata della coppia, – riceve come unica spiegazione da parte dello scrittore il fatto che lui e la moglie avevano litigato per colpa di alcuni malintesi, e che lei aveva deciso di punirlo trasformandosi.
Rui inoltre non solo germoglia, ma la sua foresta continuerà a crescere persino oltre ai confini del suo stesso corpo. Durante questo procedimento, osserveremo attoniti e immagineremo silenziosamente la complessità del suo vissuto e delle sue ragioni di quest’atto estremo. Solamente alla fine, la donna farà sentire la sua voce interiore, speranzosa di trovare un singolo momento in cui essere veramente ascoltata.
L’opera sublime di Ayase Maru riflette sulla realtà femminile, scendendo in temi quali le dinamiche di coppia, la manipolazione, e il ruolo della donna nella società. La foresta trabocca si fa così specchio di tutte le donne che, cresciute imparando ad essere affabili e condiscendenti, dopo aver compiuto tutte le scelte “giuste” finiscono per sentire una profonda discrepanza con il mondo esterno, sordo alle loro parole (mancate).
Recensione di Martina Gruden
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