FAR EAST FILM FESTIVAL 2026

24 aprile – 2 maggio 2026 – Udine (Friuli Venezia Giulia), Teatro Nuovo e Visionario

Inizia il conto alla rovescia per la 28a edizione del Far East Film Festival, che si terrà nella città di Udine dal 24 aprile al 2 maggio 2026 presso gli spazi del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e del Visionario. Anche quest’anno l’associazione Takamori parteciperà all’evento, portando affascinanti spunti e novità dalla città friulana, che per nove giorni si trasformerà nel principale punto di riferimento europeo per il cinema dell’Est e del Sud-Est asiatico.

Come ogni anno, il Festival si propone di creare un ponte tra Asia ed Europa, aprendo una coinvolgente finestra sul cinema asiatico per un pubblico diversificato – ideale ribadito anche dal poster ufficiale dell’edizione, realizzato dall’illustratore americano Andy Rementer, assistito dall’art director Margherita Urbani. Attraverso il suo design, Rementer pone l’attenzione su come il cinema abbia la facoltà di unire persone con storie, facce e vite diverse, rendendosi un luogo di condivisione e incontro.

Info dettagliate su https://www.fareastfilm.com/.

 

Kwaidan – Storie di fantasmi || Proiezione

L’associazione Takamori estende con piacere l’invito alla proiezione di Kwaidan – Storie di fantasmi (怪談 Kaidan, 1964) del regista Kobayashi Masaki. Essa si svolge nell’ambito della rassegna Graphic Japan della Cineteca di Bologna, e la anticiperà la presentazione del professore Francesco Vitucci.

L’attività di Kobayashi Masaki (1916-1996), il cui debutto risale al 1952, coincide con il periodo che spesso viene designato come età d’oro del cinema giapponese: gli anni Cinquanta e Sessanta in cui, dopo la guerra e una non trascurabile censura, la produzione cinematografica giapponese riprende a fiorire. Una delle figure di spicco che operano in questi anni è proprio quella di Kobayashi, che nel suo operato esplora numerose tematiche controverse legate alla guerra e ciò che seguì. Quest’ultime sono infatti esperienze che influenzano profondamente l’operato del regista, avendole vissute in prima persona: dopo essere stato arruolato nell’esercito e aver assitito alle atrocità dei combattimenti in Manciuria e nelle isole Ryūkyū, Kobayashi era stato fatto prigioniero a Okinawa, rimanendo in un campo di detenzione per un anno.

Kwaidan – Storie di fantasmi esce nel 1964 ed è considerato uno dei capolavori del regista, nonché classico del cinema horror giapponese. La pellicola si ispira alla raccolta Kwaidan – Storie spaventose dal Giappone di yōkai, fantasmi e demoni (Kwaidan: Stories and Studies of Strange Things), pubblicata originarialmente nel 1904. L’autore è Lafcadio Hearn, giornalista e scrittore trasferitosi in terra nipponica a quarant’anni e successivamente naturalizzato con il nome di Yakumo Koizumi. In un’epoca di enormi cambiamenti quale fu il periodo Meiji, egli decise di dedicarsi alla preservazione del folklore del Paese; in  Kwaidan raccolse così varie storie tramandate per via orale oppure basate su testi antichi.

Il film di Kobayashi si distingue rispetto alle sue precedenti opere, incentrate su temi quali la riflessione sulla sconfitta nela Seconda Guerra Mondiale, oppure sull’ipocrisia instituzionale vigente. Vengono selezionati quattro racconti del libro di Hearn: I capelli neri, La donna della neve, Hoichi senza Orecchie e In una tazza di tè. Ognuno di essi riflette determinati aspetti della cultura nipponica, ad esempio il conflitto tra ninjō (il sentimento umano) e il giri (il dovere sociale), oppure il tema del trauma storico.

Spiriti, samurai, musicisti ciechi e altri personaggi fondamentali dell’immaginario giapponese si susseguono così in un film dalle atmosfere inquietanti ed ipnotiche, estremamente attento all’estetica e all’esperienza sensoriale.

Rashōmon || Proiezione

L’associazione Takamori ha il piacere di annunciare la proiezione di Rashōmon (羅生門, Rashōmon) di Kurosawa Akira. Il film sarà introdotto dal professor Francesco Vitucci, e l’evento si terrà nell’ambito della rassegna Graphic Japan della Cineteca di Bologna.

Kurosawa Akira (1910-1998) entra nell’industria cinematografica nel 1936, quando inizia un periodo di apprendistato come aiuto regista. Il suo debutto risale al 1943, quando realizza il film Sanshirō Sugata (姿三四郎 Sugata Sanshirō). In questo primo periodo da direttore indipendente realizza anche L’angelo ubriaco (酔いどれ天使 Yoidore Tenshi), che la rivista Kinema Junpo seleziona come il miglior film dell’anno. La pellicola spicca anche per un altro motivo: si tratta della sua prima collaborazione con l’attore Mifune Toshinō, con il quale realizzerà la bellezza di sedici film negli anni a venire – incluso Rashōmon. 

È proprio quest’ultimo, terminato nel 1950, che porta il regista ad essere conosciuto a livello internazionale. Nel 1951 è infatti il primo film non-europeo a vincere il Leone d’Oro alla Mostra internazionale d’arte cinematografica a Venezia, provocando un’ondata di interesse per il cinema giapponese ed asiatico.

La trama del film combina due storie del celebre scrittore Akutagawa Ryūnosuke; una è il racconto omonimo Rashōmon (1915). In questo caso, il nome fa riferimento al portone che si trovava a sud della città di Kyōto; ridotto in macerie, si fa specchio del decadimento e immoralità della società giapponese. Esso è anche punto di inizio del film di Kurosawa. Per la storia in sé, però, il regista si rifà piuttosto al racconto Nel bosco (藪の中 Yabu no naka, 1922). In esso vengono proposte, da parte di personaggi che si vedono in qualche modo coinvolti nella faccenda, varie versioni riguardanti un assassinio di un samurai e allo stupro di sua moglie.

La pellicola esplora dunque la soggettività della verità, immergendoci in un evento che conosciamo soltanto grazie a narratori inaffidabili. È da questo capolavoro che, dopotutto, prende nome l’espressione effetto Rashōmon, usata per descrivere situazioni in cui un medesimo evento viene descritto in modo diverso da ciascuno degli individui convolti. Tra così tante testimonianze contrastanti, infatti, diventa impossibile individuare una verità assoluta e inconfutabile: la realtà sembra così frantumarsi, lasciando dietro di sé solamente prospettive.

Dove

Cinema Modernissimo
Piazza Re Enzo, 3
Bologna

Quando

Giovedì 26 febbraio alle ore 20:30

Vi aspettiamo anche alla prossima proiezione cui parteciperemo, sempre al cinema Modernissimo!

Venerdì 27 febbraio alle ore 22:00 – Kwaidan – storie di fantasmi di Kobayashi Masaki

Rassegna || Cinema Rialto

🎬 Nuovo appuntamento al cinema!

Dopo il successo di Close Knit, Takamori torna al cinema con un nuovo titolo imperdibile: Sword of Serenity,  Martedì 28 ottobre, ore 19:00 al Cinema Rialto. Un epico dramma di onore e redenzione: un samurai errante, diviso tra il dovere e la pace interiore, affronta la propria battaglia contro il destino.

Ma non finisce qui! Prossimamente in sala:

11 novembre: Himizu, Il ritratto intenso di un ragazzo che lotta per restare umano in un mondo distrutto dal disastro e dall’indifferenza.

25 novembre: Journey to the Shore, un viaggio tra vita e aldilà, dove l’amore supera il confine della morte in un racconto sospeso tra sogno e poesia.

Duelli, dolore, speranza… Ogni proiezione è un viaggio: tra il silenzio e la tempesta, tra la luce e l’ombra, tra chi eravamo e chi potremmo diventare. Vieni a perderti (e forse a ritrovarti) nella magia del cinema, dove ogni storia continua a vivere anche dopo i titoli di coda.

📍Proprio qui, al Cinema Rialto: dove non servono sottotitoli per vivere emozioni… Ma noi ce li mettiamo lo stesso!

Per acquistare la prevendita, vai a questo link! Ti aspettiamo!  https://ccb.18tickets.it/film/30471/963b0aaf-ddc8-4168-bdc7-980cec24bd9d

 

 

FAR EAST FILM FESTIVAL 2025

24 aprile/2 maggio 2025 – Udine, Italy, Teatro Nuovo e Visionario

FAR EAST FILM FESTIVAL 27: nuovi sguardi sul cinema asiatico!

L’immagine del FEFF 27, dedicata al potere dello sguardo e alle traiettorie della fantasia, porta ancora una volta la firma del graphic designer Roberto Rosolin.

Fino al 3 marzo prosegue la campagna accrediti con la speciale tariffa Early Bird.

UDINE – «La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre». C’è chi dice Frank Zappa, c’è chi dice James Dewar e c’è chi dice Albert Einstein: sull’autore non esistono certezze, ma sul valore dell’aforisma nessuno può questionare. Per fare in modo che la mente funzioni è necessario che funzioni la nostra capacità di osservare le cose. La nostra capacità di utilizzare lo sguardo, che della mente è il detonatore. Se gli occhi vedono, però, sono anche capaci di viaggiare, di spaziare, di andare oltre a ciò che stanno effettivamente vedendo? Al grande potere dello sguardo il graphic designer Roberto Rosolin ha dedicato l’immagine ufficiale del Far East Film Festival 27: un intenso ritratto femminile che ci porta altrove, al di là dei limiti e dei muri, lungo le mille possibili traiettorie della fantasia e della libertà.
La ventisettesima edizione del FEFF, che dal 24 aprile al 2 maggio animerà il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e gli spazi del Visionario, è pronta a restituire nuovi sguardi sul cinema asiatico. Nuove traiettorie della fantasia e della libertà che, per nove giorni, trasformeranno Udine nell’epicentro orientale d’Europa. Nato il 10 aprile 1999 e poi cresciuto fino a diventare – citando Variety – «uno dei 50 appuntamenti mondiali da non perdere», il Far East Film Festival non ha mai smesso di essere la casa di autentiche leggende (come Jackie Chan e Joe Hisaishi), registi cult (come Johhnie To, Takashi Miike, Takeshi Kitano, Zhang Yimou), dive e dive, key player.
La campagna accrediti del Far East Film Festival 27, ricordiamo, è in pieno svolgimento. Fino a lunedì 3 marzo, infatti, sarà possibile acquistare online il proprio accredito Red Panda o White Tiger (anche nella versione Under 26) con tariffa speciale Early Bird. I pacchetti Press e Black Dragon saranno invece disponibili a prezzo intero. Novità del 2025 l’accredito Under 18,
dedicato agli appassionati di cinema di età compresa tra i 16 e i 18 anni non
ancora compiuti. Info dettagliate sul sito www.fareastfilm.com.

Rassegna Primaverile JFS 2025

L’ associazione Takamori è lieta di presentarvi la rassegna autunnale JFS, realizzata in collaborazione con il Circuito Cinema Bologna, che si terrà tra Febbraio e Aprile, per un totale di 4 film!

 

Le proiezioni saranno alle 19, al cinema Rialto. I film verranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

 

Film:

 

18 Febbraio: “Nobi” – Tsukamoto Shin’ya

 

04 Marzo: “Kami No Tsuki” – Yoshida Daihachi

 

18 Marzo: “Yureru” – Nishikawa Miwa

 

01 Aprile: “Lesson in Murder” – Shiraishi Kazuya

 

Vi aspettiamo numerosi! Se volete sapere di più sulla rassegna o sui film che presenteremo, continuate a seguirci sui nostri canali Social!