L’ASSOCIAZIONE TAKAMORI SBARCA SU YOUTUBE

 

L’Associazione Takamori è ora su YouTube e vi aspetta con tanti contenuti riguardo rassegne, backstage e interessanti informazioni. Vi rimandiamo al primo video per delucidazioni sull’evento che si terrà a breve a Bologna, il Japanese Film Selection! Iscrivetevi al canale per non perdere nessun aggiornamento!

 


 

The Land of Hope (2012) – Sono Sion

希望の国

The Land of Hope

(Giappone, 2012)

Regia: Sono Sion

Cast: Natsuyagi Isao, Murakami Jun, Ōtani Naoko, Kagurazaka Megumi

Genere: dramma, fantascienza

Durata: 134 minuti

 

Presentato per la prima volta al 37° Festival del Cinema di Toronto nel 2012, The Land of Hope (希望の国) è il secondo film di Sono Sion dopo Himizu (ヒミズ) che ha come tema principale il nucleare. Argomento molto spinoso per il Giappone, specialmente perché sono chiari i riferimenti all’incidente della centrale di Fukushima accaduto il 3 marzo dell’anno precedente. Lo stesso regista ha affermato di essersi basato su racconti e testimonianze delle vittime di quel disastro, cercando di non lavorare troppo di fantasia e di concentrarsi sulla veridicità degli eventi narrati. È proprio per la profondità con cui ha trattato aspetti sociali e politici di un trauma nazionale che è stato insignito durante il Festival del premio NETPAC, riservato al miglior film asiatico.

La vicenda è ambientata a Nagashima, cittadina rurale e fittizia (il cui nome allude palesemente a Nagasaki, Hiroshima e Fukushima) in un futuro non troppo lontano. La trama si sviluppa attorno ai residenti, la cui vita cambia improvvisamente a seguito dell’esplosione di un reattore della centrale nucleare situata ad Ōba, nelle vicinanze, causata da una potente scossa di terremoto.

Il nucleo familiare, che all’inizio del film viveva in un clima di pace tra agricoltura e allevamento, si disgrega completamente. Infatti, il signor Ono, padre di famiglia (Natsuyagi Isao) ormai anziano, non vuole abbandonare il luogo in cui ha sempre abitato, non solo per i motivi sentimentali che lo legano a quella terra, ma soprattutto per non causare ulteriori traumi alla moglie Chieko (Ōtani Naoko) che soffre da tempo di demenza senile. Allo stesso tempo, egli esorta il figlio Yoichi (Murakami Jun) ad andarsene il più lontano possibile assieme alla moglie Izumi (Kagurazaka Megumi), che scopre in quel frangente di aspettare un bambino. Il giovane Mitsuru, invece, costretto con il padre e la madre ad abbandonare la propria casa, che si trova a 20 km di distanza dalla centrale, decide di fuggire dal rifugio adibito agli sfollati per aiutare la fidanzata Yoko a ritrovare i suoi genitori, originari della zona colpita dallo tsunami. In questa situazione di caos e grande difficoltà in cui entrano in gioco i valori affettivi e il pensiero per le nuove generazioni è costante, i personaggi si trovano tutti indistintamente a combattere un’unica grande guerra: la guerra invisibile delle radiazioni.

Sono Sion con questo film non si propone di dare una risposta in merito alla scelta del nucleare, ma piuttosto di generare un dubbio. È suo dovere da artista trattare questi aspetti nelle sue opere cinematografiche e il suo scopo è quello di far riflettere e portare il pubblico a prendere una posizione nei confronti di questo tema ad oggi molto importante. In questo senso, nonostante la speranza insita nel titolo non sia del tutto tangibile nel film, egli crede che possa scaturire dalla mente dello spettatore. Ciò che emerge, infatti, è che il paese non può fermarsi di fronte alle difficoltà, ma deve rialzarsi procedendo “passo dopo passo”.

— di Sara Grassilli


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La studentessa e altri racconti (2019) – Dazai Osamu

Autore: Dazai Osamu

Titolo originale: Joseito (女生徒)

Editore: Atmosphere Libri

Collana: Asiasphere

Traduzione: Alessandro Tardito

Edizione: 2019

Pagine: 207

Dazai Osamu è forse uno fra gli autori più noti e amati della letteratura del ventesimo secolo in Giappone. Nato nel 1909 nella prefettura di Aomori, ha vissuto una breve ma intensa vita, segnata dai numerosi tentativi di suicidio. Muore infatti nel 1948, insieme all’amante Tomie, in un doppio suicidio. Noto principalmente per i suoi romanzi “Il sole si spegne” (Shayō) e “Lo squalificato” (Ningen Shikkaku), durante la sua carriera, Dazai ha scritto numerosi racconti brevi che gli hanno permesso di conquistare una certa fama fra i lettori della sua epoca. In questo libro, troviamo, oltre alla novella che dà il titolo alla raccolta stessa, alcune delle storie scritte nel periodo della seconda guerra mondiale.

Nella prima novella, “La studentessa“, Dazai descrive la vita di una giovane ragazza di Tokyo, in uno stile simile al flusso di coscienza, esprimendone i pensieri e le paure in una maniera così naturale che quasi sembra di leggere pagine del diario scritte dalla ragazza stessa. Nonostante sia una storia scritta nel 1939, la descrizione di questa giovane donna rimane incredibilmente attuale e rispecchia i sentimenti dei giovani che si trovano a metà fra l’adolescenza e la maturità. È forse una delle novelle più belle scritte da Dazai.

Segue un racconto che l’autore ha scritto rielaborando una storia dell’immaginario giapponese scritta da Ihara Saikaku. Ne “Il mare delle sirene” lo stile di Dazai dà alla vicenda, da un lato caricaturale nella sua interpretazione dei bushi del tempo, una profondità che enfatizza l’emotività dei personaggi. Un’opera di rielaborazione avviene anche nel caso dei racconti “Una storia di onestà povertà” e “Bambù blu“. Questi ultimi sono presi dalla raccolta “Racconti straordinari dello studio Liao” stilata da Pu Songling. Dazai ripropone queste due storie in origine corte, in uno stile tutto suo in cui il tutto si risolve nelle ultime righe e a cui l’autore aggiunge un insegnamento morale e ulteriori riferimenti alla letteratura cinese.

Per ultime, ma non perché siano meno importanti, vi parlo delle due novelle che vedono come protagonisti i membri della famiglia Irie. In “Sull’amore e la bellezza” e “Lanterne di una storia d’amore“, Dazai descrive abilmente i cinque fratelli e sorelle della famiglia con la stessa naturalezza con cui ha rappresentato la giovane studentessa. In questo caso i personaggi ci vengono descritti non tramite le loro azioni, ma attraverso le diverse parti di storia che metteno insieme uno ad uno. Questi fratelli e sorelle, infatti, pur essendo molto diversi gli uni dagli altri, si trovano spesso insieme per cimentarsi nella composizione di storie di qualsiasi genere. Tramite la famiglia Irie, Dazai fa sfoggio della sua estesa e profonda conoscenza della filosofia e letteratura occidentale che ritroviamo in molte sue altre opere.

Il libro si chiude con un’interessante postfazione a cura del traduttore Alessandro Tardito che offre importanti e interessanti informazioni pertinenti alla raccolta e all’autore.

Per gli amanti di Dazai Osamu, questa raccolta è di sicuro una piacevole sorpresa tra le uscite del 2019 e di sicuro non delude. La studentessa è un racconto che tocca nel profondo e la traduzione italiana rende molto bene l’idea che l’autore voleva trasmettere anche nell’originale giapponese. Dazai purtroppo è un autore che in Italia non vanta di molta fama né viene tradotto spesso, oltre al fatto che i suoi due romanzi più famosi sono ancora pubblicati nella versione tradotta dall’inglese (in mancanza di una traduzione dal giapponese all’italiano). Con questo libro ci arrivano fra le mani alcuni dei più bei racconti brevi della letteratura giapponese da parte di un autore altrettanto importante nel quadro della letteratura giapponese del 1900. Per chiunque fosse un appassionato dei decadenti del primo ‘900 e della letteratura semi-biografica questa raccolta è assolutamente un “must read”.

— di Noemi Tappainer


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Loudness


LA BAND

I Loudness (ラウドネス, Raudonesu) sono un gruppo heavy metal giapponese, fondato ad Osaka nel 1981 dal chitarrista Akira Takasaki e Munetaka Higuchi. I Loudness furono una delle prime band giapponesi ad approcciarsi al genere dell’heavy metal e ad acquisire notorietà all’estero, nel loro periodo di maggior notorietà, fino ad entrare nella Billboard Top 100, pubblicando anche album per un’etichetta discografica statunitense.

LE ORIGINI (1980-1983)

Il gruppo nacque da una costola dei Lazy, gruppo pop rock scioltosi nel febbraio del 1980. Lo scioglimento fu in particolare voluto da Takasaki (noto come Suzy), Higuchi (detto Davy) e dal bassista Hiroyuki Tanaka (detto Funny), insoddisfatti del genere intrapreso e decisi a sperimentare nuovi percorsi musicali, tra cui l’heavy metal, genere allora poco diffuso in Giappone, seppure in crescita.
Sostituito Tanaka con Masayoshi Yamashita e completata la formazione con il cantante Minoru Niihara, i Loudness firmarono un contratto con la Nippon Columbia, per la quale pubblicarono (novembre 1981) il loro album di debutto, intitolato The Birthday Eve. Nonostante la mancanza di promozione, l’album riscosse un buon successo grazie alla buona prestazione dei quattro musicisti. I due album successivi, pubblicati in rapida successione (Devil Soldier del 1982 e The Law of Devil’s Land del 1983), accrebbero la notorietà dei Loudness in patria tanto che riuscirono ad organizzare il loro primo tour internazionale, avvenuto in Europa e negli Stati Uniti tra il giugno e il luglio del 1983.
Pubblicato pochi mesi dopo la costituzione del gruppo, The Birthday Eve è uno dei primi album heavy metal prodotti in Giappone. Interamente cantato in giapponese, anche se alcuni ritornelli e i titoli dei brani sono in inglese. L’album ebbe dei positivi riscontri di vendite, ma anche svariate critiche per il tipo di sonorità all’epoca inedita in Giappone.
Anche Devil Soldier venne pubblicato a pochi mesi dall’esordio discografico del gruppo, fu registrato con l’ausilio di tecnici provenienti dagli Stati Uniti a causa della scarsità di personale giapponese specializzato. Fu premiato come miglior album heavy metal giapponese dell’anno 1982. The Law of Devil’s Land rappresenta un punto di svolta nella storia del gruppo in quanto, grazie a brani ritenuti significativi nella produzione della band (alcuni di essi, saranno riregistrati in forma riadattata dagli stessi Loudness per l’album On the Prowl), i Loudness riusciranno ad ottenere il primo ingaggio per un tour in Europa e in Nord America.

L’OCCIDENTE (1984-1988)

Al termine della tournée il gruppo registrò Disillusion, primo album della band ad essere inciso al di fuori del Giappone, fu anche primo disco del gruppo ad essere pubblicato sia in lingua giapponese per il mercato interno, sia in lingua inglese per il mercato esterno. L’album ebbe un buon riscontro di vendite, nonostante alcune difficoltà di pronuncia da parte di Niihara, con alcuni brani (in particolare Crazy Doctor e Milky Way) che rimarranno capisaldi nella produzione del gruppo.
Il crescente successo dei Loudness al di fuori del Giappone attirò l’attenzione della Atlantic Records, con cui registrarono l’album Thunder in the East. Pur presentando delle sonorità differenti rispetto agli inizi, il disco ricevette consensi positivi, con il singolo Crazy Night che raggiunse la settantaquattresima posizione nella Billboard 200. Lightning Strikes (pubblicato in Giappone con il titolo Shadows of War e con una differente disposizione delle tracce) e Hurricane Eyes (caratterizzato da un uso più massiccio degli strumenti elettronici), pubblicati rispettivamente nel 1986 e nel 1987, perseguirono la stessa linea stilistica adottata con Thunder in the East confermando il successo negli Stati Uniti, ma comportando la perdita di fans della vecchia guardia in Giappone.

IL DECLINO (1988-1993)

Nel 1988, subito dopo la pubblicazione dell’EP Jealousy (destinato al solo mercato giapponese) Takasaki, su suggerimento del produttore Max Norman, licenziò Niihara prendendo come motivazione il fatto che la carente pronuncia inglese del cantante impedisse al gruppo di affermarsi adeguatamente all’estero. Al suo posto fu assunto il cantante statunitense Mike Vescera: inizialmente i Loudness seppero tenere il passo grazie ai riscontri di vendita di Soldier of Fortune (primo album in studio pubblicato con Vescera alla voce, nel 1989) e al seguente tour del 1990.
Nel 1991 l’esperienza con Vescera iniziò a declinare: dopo la pubblicazione di On the Prowl e il tour negli Stati Uniti, il cantante abbandonò i Loudness per unirsi ad un altro gruppo. Poco tempo dopo l’abbandono di Vescera, al ritorno in Giappone, anche Yamashita venne sostituito dall’ex bassista degli X Japan, Taiji Sawada. Reclutato l’ex cantante degli EZO Masaki Yamada il gruppo pubblicò, tra il 1992 e il 1993, l’album in studio Loudness e il live Once And For All, caratterizzati da sonorità più dure rispetto ai dischi prodotti negli Stati Uniti.

NUOVE FORMAZIONI (1993-1999)

La formazione durò però poco dal momento che, nel 1993, abbandonarono sia Higuchi che Sawada. Takasaki riuscì a ritrovare motivazioni per proseguire con il gruppo, a seguito della conversione al buddhismo dopo un viaggio in India: richiamato Yamada e reclutato l’ex batterista degli EZO Hirotsugu Homma, i Loudness produssero, nel 1994, l’album Heavy Metal Hippies, influenzato da sonorità più grunge. Completata la formazione con l’ex bassista degli Anthem, Naoto Shibata, i Loudness produssero tre album in studio (Ghetto Machine, Dragon ed Engine, caratterizzati da sonorità vicine al groove metal con forti influenze psichedeliche e della musica etnica) pubblicati tra il 1995 e il 1999.

LA REUNION (2000-oggi)

Nel 2000, su suggerimento di Yamada, Takasaki richiamò gli altri componenti originari (Niihara, Yamashita e Higuchi), dando vita alla reunion del gruppo in occasione del ventesimo anniversario della fondazione. Tale ricorrenza fu celebrata pubblicando, nel 2001, un nuovo album in studio intitolato Spiritual Canoe, seguito da un tour. Negli anni successivi la formazione originale restò unita continuando sia l’attività in studio, pubblicando sei album in sette anni (il gruppo continuò a proporre lo stesso genere adottato negli anni Ottanta, fortemente influenzato da vari generi anche lontani tra loro) sia quella dal vivo, sospendendo nell’aprile del 2008 a causa della diagnosi di un cancro al fegato di Munetaka Higuchi. La morte del batterista non arrestò l’attività del gruppo che continuò a registrare album in studio (tra cui The Everlasting, realizzato su parti di batteria pre-registrate da Higuchi) e ad effettuare tournée con Masayuki Suzuki chiamato a sostituire il suo predecessore deceduto.

— di Foschi Vittoria


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