Ningen Isu

Ningen Isu (dal giapponese 人間椅子, letteralmente “La sedia umana”) È una band heavy-metal formatasi a Hirosaki nel 1987. I fondatori della band, Shinji Wajima (chitarrista e cantante) e Ken-ichi Suzuki (bassista e cantante) presero spunto per il nome della band dall’omonimo racconto breve scritto nel 1924 da Edogawa Rampo.

Non a caso, molti dei testi delle band si riferiscono spesso alla letteratura giapponese classica e i suoi autori più famosi, tra i quali troviamo anche lo stesso Edogawa Rampo, Dazai Osamu e Akutagawa Ryunosuke. Sono presenti, però, anche riferimenti a scrittori della tradizione occidentale come Edgar Allan Poe, H.P. Lovecraft, Friedrich Nietzsche e tantissimi altri ancora.
Gli argomenti trattati nei testi sono, da un lato, di grande profondità a livello spirituale come l’inferno, il Buddhismo, l’universo. Dall’altro, invece, sono attaccati alla vita materiale e ai rapporti sociali del Giappone.

Una delle particolarità di questa band è che Wajima e Suzuki hanno un accento locale del tutto singolare, chiamato “il dialetto di Tsugaru” che aggiunge una atmosfera e un ritmo unico alle loro canzoni. La difficoltà nella comprensione dei testi , persino per alcuni giapponesi, è data anche dal fatto che i membri della band, in modo particolare Wajima, usino spesso parole difficili e appartenenti al giapponese antico (usate dal periodo Edo al periodo Showa).

Questo loro attaccamento alla tradizione classica giapponese è, inoltre, accentuato dal fatto che tutti i membri della band durante i concerti portino il Kimono e il Fundoshi.

 

—recensione di Cecilia Varisco.

BRATS – Brats (2018)

Il gruppo Brats nasce nel 2011 ad opera di due sorelle, Kuromiya Rei (voce, chitarra) e Kuromiya Aya (basso), partecipandovi dal 2015 al 2020 anche la chitarrista Hinako. Dopo il demo CD del 2012 “Gangan Do It!”, il gruppo pubblica alcuni singoli tra il 2015 e il 2017 (Misery, 14-sai byou), talora come colonne sonore di anime (Ainikoiyo per la produzione sino-giapponese To Be Hero) o di film (Nounai Shoukyo Game per la pellicola Slavemen). Finalmente, nel 2018 la band esordisce col primo album, l’eponimo Brats. Nel 2020 seguirà poi l’uscita del secondo album della band, Karma.

L’album Brats

 Le due sorelle ventenni hanno cominciato presto la loro carriera musicale e hanno avuto tempo per maturare una propria impronta musicale. Nell’album Brats questa prende per la prima volta una compiuta e organica espressione.

La sonorità generale è ascrivibile all’hard rock, con una chitarra elettrica dominante per la quantità, velocità e consistenza dei riffs che la rendono protagonista in diverse canzoni. La cantante ha maturato nel tempo un timbro che ben si addice alla potenza e rapidità dei pezzi ed è capace di una discreta estensione vocale, esprimendosi nella maggior parte dei pezzi in giapponese tranne alcune brevi parti in inglese in un limitato numero di canzoni (Pain, Seitoka Pride Monster).

La tracklist dell’album include:

 

  1. Un rock duro e puro con preponderanti riffs di chitarra elettrica.
  2. Kaihou Seyo. Sulla stessa impronta della canzone precedente, ma ad un ritmo più elevato e una voce più armoniosa
  3. Doudatte yokatta. Con l’importante contributo e spazio dato alla voce di Rei, l’approccio è più pesante e ben sottolinea l’attitudine heavy rock della band.
  4. Unfair
  5. Lost Place
  6. Kimarigoto
  7. Big Bad World
  8. Seitoka Pride Monster
  9. Nounai Shoukyo Game. Pur rimanendo in un contesto hard rock, la parte di chitarra di sottofondo offre un importante appiglio melodico ed entrambe le voci lavorano ad un risultato che in alcuni tratti fa l’occhiolino al pop.
  10. Dopo un inizio più cupo, la canzone acquisisce un bel groove, anche se la conclusione della canzone non sembra perfettamente delineata.

 

Questo album è un potente mix di energia, spesso misto a rabbia e delusione che emergono dalle note della voce di Rei. Un bel passo per la band, che mostra un’evoluzione rispetto agli inizi rock legati tuttavia a elementi anche techno, e che continua a mutare il suo approccio sonoro anche nell’album del 2020, Karma. Insomma, un gruppo rock al femminile tutto da scoprire!

 

—recensione di Antongiorgio Tognoli

THE ORAL CIGARETTES – FIXION (2016)

THE ORAL CIGARETTES è una band alternative rock giapponese composta da quattro membri nata a Nara nel 2010. Nei primi due anni di carriera la band fa uscire due album autoprodotti per poi firmare un contratto con l’importante etichetta “A-Sketch” (la stessa etichetta dei FLOW e, per un periodo di tempo, degli One Ok Rock) nel 2012. Da allora la band ha pubblicato altri 5 album in studio: The BKW Show!! (2014), FIXION (2016), Unofficial (2017), Kisses and Kills (2018) e Suck My World (2020).

Le due caratteristiche che saltano subito all’orecchio ascoltando un brano qualunque dei THE ORAL CIGARETTES sono l’imponenza della voce di Takuya Yamanaka (leader del gruppo) che riesce a raggiungere acuti importanti ed essere graffiante al punto giusto e la frenesia di chitarre che accompagna ogni canzone dalla più allegra a quella dai toni più tristi. Ma di canzoni dai tempi lenti ce ne sono veramente poche nel loro repertorio. Ascoltarli equivale a una vera e propria scarica di energia. Inoltre hanno anche un grado di versatilità abbastanza alto: non solo rock nelle loro canzoni ma anche elementi emo, funk, dance e anche una buona dose di musica demenziale.

Al momento i componenti della band sono:

Takuya Yamanaka (山中 拓也), voce e chitarra
Akira Akirakani (あきらかに あきら), voce e basso
Shigenobu Suzuki (鈴木 重伸), chitarra
Masaya Nakanishi (中西 雅哉), batteria

L’album di cui parleremo oggi è FIXION, uscito nei primissimi giorni del 2016. FIXION riscosse un gran successo in tutto il Giappone figurando anche nei primi 10 posti di prestigiose classifiche musicali del paese per alcune settimane.

Titolo dell’album: FIXION
Data di pubblicazione: 5 gennaio 2016
Numero dell’album: 2°
Durata: 39:24
Tracce: 10

Track list:

1. Kizukeyo Baby
2. Kyouran Hey Kids!!
3. MIRROR
4. STAY ONE
5. Amy
6. Manner Mode
7. Toorisugita Kisetsu No Sora De
8. Kantannakoto
9. A-E-U-I
10. Everything

L’album è molto coerente con il loro stile grintoso e i dieci brani procedono tutti con un ritmo molto rapido. Si apre con “Kizukeyo Baby” traccia che parla di amore ma senza ricadere nello stereotipo della canzone smielata grazie all’egregio lavoro svolto dal doppio comparto delle chitarre e della batteria che creano un climax fino al ritornello. In generale molte altre canzoni dell’album hanno come tema centrale l’innamoramento (vedi “Amy”, “STAY ONE” e “Everything”), ma c’è spazio anche a brani più spensierati come “Kyouran Hey Kids!!”, la traccia più famosa di tutto l’album con i suoi quasi 100 milioni di ascolti su Spotify. La canzone è un vero e proprio inno a scatenarsi come se non ci fosse un domani e l’ascoltatore è incitato a farlo sia grazie a un comparto strumentale molto energico supportato da sonorità elettroniche che grazie alla forte espressività della voce del frontman Takuya Yamanaka.

 

—recensione di Riccardo Avarello.

BAND-MAID – World domination (2018)

BAND-MAID è una rock band femminile giapponese formatasi a Tokyo, Giappone, nel 2013. La band intreccia il tipico sound rock ‘n’ roll con uno stile del tutto personale che richiama all’immagine dei maid café. Caratteristica fondamentale di un maid café è la maid, una ragazza in un particolare divisa da cameriera, riccamente decorata con pizzi e un grembiule. Ognuna delle ragazze del gruppo, infatti, si esibisce indossando un abito molto simile, ma pur sempre adattato in modo particolare in base alla personalità o ai gusti dei membri del gruppo.

L’idea di base viene dalla fondatrice del gruppo, Miku Kobato, che negli anni precedenti aveva lavorato come cameriera in un maid café a Akihabara.
L’apparenza docile e sottomessa delle ragazze è voluta per fornire un contrasto alla loro musica aggressiva e pungente, grazie anche alla voce delle due cantanti, scelte per la loro ampia varietà vocale.

Le influenze più evidenti sono sicuramente quelle delle star internazionali pilastri e fondatori del rock ‘n’ roll degli anni ‘70- ‘80, tra i quali ricordiamo Carlos Santana, Jimi Hendrix, i Deep Purple, gli Smashing Pumpkins e molti altri ancora.

Attualmente, i membri della band sono 5:

•Miku Kobato (小鳩 ミク), voce e chitarrista
•Kanami Tōno (遠乃 歌波) – chitarra
•Akane Hirose (廣瀬 茜) – batteria
•Misa – basso
•Saiki Atsumi (厚見 彩姫) – cantante principale

Titolo dell’album: World Domination
Data di pubblicazione: 14 Febbraio 2018
Numero dell’album: 5º
Durata: 53:56
Tracce: 14

Track list:
1. I can’t live without you
2. Play
3. One and only
4. Domination
5. Fate
6. Spirit!!
7. Rock in me
8. Clang
9. Turn me on
10. Carry on living
11. Daydreaming
12. Anemone
13. Alive-or-dead
14. Dice

L’album più conosciuto ed apprezzato dai fan delle BAND-MAID è certamente World Domination, nonché anche trampolino di lancio per il successo della band. Se nei primi album il sound della band si rifaceva molto ad influenze del passato, in questo l’atmosfera cambia notevolmente, lasciando i fan stupiti e increduli delle grandi capacità del gruppo. Importante è sicuramente lo sforzo impiegato da ogni membro del gruppo. In primo luogo abbiamo le chitarre elettriche, che attraverso un riff lesto ma allo stesso tempo delicato, riescono a creare un’emozione indescrivibile alla audience a cui le canzoni sono rivolte; in secondo luogo, anche le due voci portanti della band migliorano notevolmente, permettendo alle ragazze di cantare con una voce limpida ma allo stesso tempo molto potente.

—recensione di Cecilia Varisco

One Ok Rock – Renegades (2021)

One OK Rock, è una rock band giapponese, formatasi a Tokyo, Giappone nel 2005. La band è attualmente composta da Takahiro Moriuchi (vocalist), Toru Yamashita (chitarrista, bandleader), Ryota Kohama ( bassista) e Tomoya Kanki (batterista). Suonano molti stili musicali diversi, con canzoni che vanno dal rock alternativo e emo al post-hardcore e al pop rock.

In un totale di 10 album pubblicati, tra i più recenti troviamo:

• Jinsei×Boku= (2013)
• 35xxxv (2015)
• Ambitions (2017)
• Eye of the Storm (2019)

Inoltre, è stata annunciata la pubblicazione di un nuovo album per l’anno 2021.

Essendo una band relativamente giovane, le influenze , anche dichiarate, di gruppi molto famosi sono molteplici. Le influenze di base di One OK Rock sono Linkin Park, Foo Fighters, Good Charlotte, Ellegarden e The Used. Ad esempio, nel loro sesto album Jinsei×Boku, hanno espresso come esso sia stato influenzato dalle urla e dallo yell-rapping dei Linkin Park e dei Coldrain.

Oggi parleremo del loro singolo più recente: “Renegades”.

Titolo: Renegades

Anno di rilascio: 2021

Studio: Decoy Residental Recording Studios (Suffolk, Inghilterra)

Producer(s): Jamil Kazmi

Durata: 4 min. 5 sec.

“Renegades”, co-scritto da Ed Sheeran, fa parte della colonna sonora del film ” Rurouni Kenshin: The Final.(るろうに剣心最終章 The Final”) del 2021 ed è stato ascoltato per la prima volta nel trailer del film. Il cantante Takahiro ha affermato che la canzone è legata alla vicenda del protagonista, Kenshin, che ha “una leggerezza, un amore e una speranza che brillano dall’interno, aspetti davvero collegati alla nostra band”.

In un’altra intervista che è stata caricata sul canale YouTube ufficiale di One Ok Rock, Moriuchi avrebbe anche spiegato come “Renegades” avesse bisogno di tornare a un suono più rock per trasmettere correttamente il messaggio della canzone, che ha molta rabbia dentro:”Penso che dobbiamo risalire alle nostre intenzioni iniziali. Penso che la rabbia possa essere veramente espressa solo nella musica rock. Quindi è nostro dovere come musicisti rock suonare il rock”.

La canzone trasmette un messaggio urgente che mette in discussione lo stato attuale delle cose in tutto il mondo e funge da inno per i rinnegati di tutto il mondo che si rifiutano di permettere che le loro battaglie e passioni vengano ignorate. Questa rabbia e forza di volontà vengono trasmesse con efficacia dai potenti vocals del solista e dai cori che , in particolar modo durante i ritornelli, forniscono energia, e potenza al brano.

 

—recensione di Paolo Segala

Yorushika – Makeinuni encore wa iranai (2018)

Yorushika (ヨルシカ) è un un gruppo musicale giapponese nato nell’aprile 2017 composto dal chitarrista, dal compositoren-buna e dalla cantante Suis. Fin da subito hanno creato scalpore in Giappone, comparendo spesso tra i migliori nuovi 5 artisti del paese. Il loro genere è il pop-rock e fino ad oggi hanno pubblicato 3 album e 2 mini-album:

-Natsuzuka ya jama o suru, 2017 (Mini LP)

-Makeinuni encore wa iranai, 2018 (Mini LP)

-Dakara boku wa ongaku o yameta, 2019

-Elma, 2019

-Tōsaku, 2020

Oggi parleremo del Mini LP intitolato Makeinuni encore wa iranai (負け犬にアンコールはいらない), rilasciato il 5 maggio 2018. L’album rimane coerente con il loro genere musicale principale: il pop-rock. Sei delle nove tracce presenti sono molto vivaci e ascoltandole è facile riuscire a ricrearle come immagini nella nostra mente. Le altre tre tracce, invece, sono brevi pezzi strumentali della durata di circa un minuto e le possiamo trovare all’inizio, in mezzo e in chiusura dell’album.

Titolo: Makeeinuni encore wa iranai (負け犬にアンコールはいらない

Anno di rilascio: 2018
Tracce: 9
Durata: 28 min. 45 sec.

Tracklist:

  1. Past Life (前世)
  2. A Loser Doesn’t Need an Encore (負け犬にアンコールはいらない)
  3. Compulsive Bomber (爆弾魔)
  4. Hitchcock (ヒッチコック)
  5. Falling (落下)
  6. Semi-Transparent Boy (準透明少年)
  7. Just a Sunny Day for You (ただ君に晴れ)
  8. Hibernation (冬眠)
  9. Summer, Bus Stop, Waiting for You (夏、バス停、君を待つ)

 

Come già accennato, l’album si apre con una traccia strumentale: Past Life (前世), la quale è molto delicata e mette l’ascoltatore a proprio agio. Dopodichè si salta subito in delle tracce pop-rock particolari e suggestive, infatti in A Loser Doesn’t Need an Encore (負け犬にアンコールはいらない), la seconda traccia, si sentono dei versi di animali che ricreano un’atmosfera unica. Tuttavia, ad affascinare l’ascoltatore è anche la voce molto fine e calmante di Suis, la cantante, la quale emerge particolarmente nel brano Hitchcock (ヒッチコック).

 

—- recensione di Marta Bonfiglio