Cornelius (コーネリアス) – Point

                                                                                         

    L’ARTISTA

Cornelius (pseudonimo di Oyamada Keigo 小山田 圭吾) è un artista giapponese, nato il 27 gennaio 1969 nel quartiere di Setagaya a Tokyo. È emerso inizialmente sulla scena musicale grazie a Flipper’s Guitar, band co-fondata nel 1989 insieme ad Ozawa Kenji e che definirà il sound dello Shibuya-kei. In seguito allo scioglimento della band nel 1991, Cornelius si imbarcherà in una carriera solista che lo vedrà diventare uno degli artisti giapponesi più apprezzati a livello internazionale.

Cornelius – il cui pseudonimo è un tributo ad un personaggio del romanzo/film Il Pianeta delle Scimmie – è conosciuto per la sua musica eclettica, che incorpora elementi spesso dissonanti con suoni armonicamente più piacevoli. Il suo approccio visionario e avanguardistico si riflette non solo nel sound, ma anche nei videoclip musicali e nelle performances live.

 

POINT (2002)

L’album che proponiamo oggi è Point, rilasciato a livello internazionale nel 2002 per l’etichetta Matador Records e di cui è stata pubblicata recentemente (31 luglio 2019) una versione rimasterizzata. Quest’ultima si compone di 14 tracce (11 già presenti nella versione originale e 3 aggiuntive):

  1. Bug (Electric Last Minute)
  2. Point of View Point
  3. Smoke
  4. Drop
  5. Another View Point
  6. Tone Twilight Zone                                                               
  7. Bird Watching at Inner Forest
  8. I Hate Hate
  9. Brazil
  10. Fly
  11. Nowhere
  12. Point of View Point (Yann Tomita Mix)
  13. Drop (The Tusen Takk Rework – Kings of Convenience Remix)
  14. Drop (Herbert’s Kangaroo Dub/ Matthew ‘cactus’ Herbert Mix)

 

Cornelius raggiunge il culmine della sua carriera con Fantasma, il suo geniale progetto del 1997. Grazie ad esso si fa conoscere a livello internazionale per la sua creatività e per la sua brillante capacità di reinterpretare suoni diversi sfruttandone al massimo le potenzialità. Se Fantasma trascina l’ascoltatore in un mondo più colorato e caotico, in cui ci si muove freneticamente in mezzo a paesaggi di ogni tipo, il mondo in cui ci trasporta Point appare più monocromatico, armonioso ed equilibrato.

Point si configura come un collage eterogeneo, fatto di sonorità che convergono geometricamente in una sola direzione, e risulta difficilmente ascrivibile ad un unico genere, date le svariate influenze musicali. Quello che colpisce sono la precisione e l’armonia con cui suoni diversi vengono mescolati insieme, in modo sintetico e meccanico, creando un risultato davvero avvincente ed originale. Un elemento da sottolineare è senza dubbio la natura, dalla quale Cornelius trae ispirazione per creare beats orecchiabili e dalla vena particolarmente funky. Ne è esempio la traccia forse più azzeccata e geniale dell’album, Drop, in cui viene campionato un suono comune e tipico della nostra quotidianità come lo scorrere dell’acqua, che accompagna tutta la traccia creando con la chitarra acustica un fantastico groove.

Uno dei tratti compositivi prevalenti riguarda il contrasto tra una tensione, che si accumula in crescendo, e la sua risoluzione, con cui si torna all’armonia iniziale. Una traccia significativa a questo proposito è Smoke, che termina – dopo un grande assolo – con la dissolvenza della voce e della chitarra in una calda atmosfera ambient contornata dal calmo rumore delle onde.

L’album è pervaso da un senso generale di serenità e pace, per cui mi sentirei di definirlo decisamente “luminoso”, eccezion fatta per I Hate Hate, il cui sound metal stona con il resto dei brani. Tracce come Tone Twilight Zone e Bird Watching at Inner Forest creano immagini vivide e stimolano l’immaginazione dell’ascoltatore, trascinandolo in mezzo alla natura. Anche qui risulta notevole l’abilità dell’artista di incorporare suoni naturali (in questo caso il cinguettio degli uccelli) nei brani; in particolare in Bird Watching at Inner Forest, dove il sample del loro fischio contribuisce ad un ritmo upbeat incalzante, grazie anche ad un’onnipresente chitarra acustica.

All’eterogeneità dell’album si aggiunge la meravigliosa cover di Brazil, il classico di Ary Barroso, reinterpretato in chiave robotica con una voce modificata a cui fanno da sfondo bip elettronici e un accordo di chitarra in loop. La versione di Cornelius, impregnata di malinconia e lontana dall’allegria dell’originale, appare un tributo ad un mondo musicale, quello brasiliano, dal quale trae sicuramente ispirazione (basti pensare alla bossa nova).

Il culmine si raggiunge a mio parere con Another View Point, brano oscuro e travolgente, dominato da una linea di basso prepotente ed aggressiva perfettamente amalgamata agli altri strumenti. La transizione al minuto 4:00 in cui lentamente riappare in crescendo la voce delicata presente in Point of View Point – la sua controparte eterea ed angelica – rappresenta il momento più trionfale dell’album, dal quale non potrete non farvi coinvolgere.

Point è un gioiello che ancora oggi, 17 anni dopo il suo primo rilascio, stupisce per originalità ed organicità. Sebbene alcuni possano contestarne l’eccessiva pulizia e meccanicità, l’eterogenea ricchezza di suoni e la scioltezza con cui ogni traccia confluisce in quella successiva ne fanno un ascolto estremamente piacevole, destinato a catturarvi.

 

— di Daniele Cavelli

 


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Suda Masaki (菅田・将暉)

L’ARTISTA

Suda Masaki (pseudonimo di Sugō Taishō – 菅生 大将), nato il 21 febbraio 1993 ad Ōsaka, è un famoso attore e cantante giapponese.

Nel corso della sua carriera attoriale, iniziata all’età di soli 16 anni con il dorama Kamen Rider W (仮面ライダーW), debutta come cantante nel 2017 con il brano Mita koto mo nai keshiki (見たこともない景色) che riscuote fin da subito un grande successo.

La sua carriera musicale si sviluppa e ha seguito grazie a numerosi ruoli che interpreta come attore. Già a partire dal 2015, infatti, si trova per la prima volta a dover mettere in mostra le sue doti canore quando ottiene il ruolo da protagonista per Chanpon Tabetaka (ちゃんぽん食べたか), serie tv basata sulla vera storia di Sada Masashi, un famoso cantante e cantautore giapponese degli anni ’70-’80. Proprio per prepararsi al meglio, Suda Masaki inizia anche a prendere lezioni di chitarra e l’anno successivo ottiene il ruolo di uno studente universitario che fa parte di una rock band nel dorama Nanimono (何者).

Mita koto mo nai keshiki (見たこともない景色)

Il 2017 si presenta come un anno produttivo per lui da tutti i punti di vista.

Il 22 marzo decide di prestare in anonimato la sua voce per la canzone Mita koto mo nai keshiki (見たこともない景色) per lo spot cinematografico di Au Santaro, creato con lo scopo di incoraggiare la squadra nazionale di calcio. Proprio in questo periodo, una volta scoperta l’identità del cantante, nella sorpresa generale di tutti, ha inizio il suo vero e proprio debutto musicale. Il 6 luglio, infatti, viene pubblicato il singolo in cui, oltre alla versione strumentale del brano principale, è presente anche un’altra canzone da lui composta dal titolo Baka ni nacchatta no kana (ばかになっちゃったのかな). Con questo singolo vince anche il primo disco d’oro.

 

 

 

 

Successivamente, lavora per il film Kiseki: Sobito of That Day (キセキ あの日のソビト), che narra la vera storia dei GReeeeN, gruppo musicale giapponese conosciuto soprattutto per la particolare caratteristica dei membri di non avere mai mostrato, nemmeno durante le performance, i loro volti. Suda e gli altri componenti del cast cantano nuove versioni dei brani di quella band e pubblicano un CD sotto il nome di Green Boys.

Kokyu (呼吸)

 

Lo stesso anno, il cantante Yonezu Kenshi gli propone di collaborare insieme alla realizzazione di Haiiro to ao (灰色と), grazie al quale vincono il disco di platino e il premio per la miglior collaborazione. Il video musicale, tutt’ora molto apprezzato, allora raggiunse e superò in breve tempo le 100 milioni di visualizzazioni sulla piattaforma Youtube.

Il 30 agosto rilascia Kokyu (呼吸), il suo secondo singolo, che presenta come seconda traccia la canzone Ame ga agaru koro ni (雨が上がる頃に) e raggiunge il secondo posto nell’Oricon Daily Chart e il primo posto nell’ITunes Album Chart.

 

Sayonara Elegy (さよならエレジー)

 

 

Nel 2018, assieme al compositore Ishizaki Huwie lavora alla produzione di Sayonara Elegy (さよならエレジー) per il dorama Todome no kiss (トドメの接吻(キス). Questo brano, che riscuote un grandissimo successo, viene pubblicato come terzo singolo, composto da altre due versioni della stessa canzone: acustica e strumentale.

Il 21 marzo dello stesso anno rilascia il suo primo album: PLAY.

 

Long Hope Philia (ロングホープ・フィリア )

 

 

In agosto pubblica il quarto singolo Long Hope Philia (ロングホープ・フィリア ), brano realizzato per l’uscita nelle sale cinematografiche del film del famoso anime My Hero Academia (僕のヒーローアカデミア). Il singolo ne contiene anche la versione strumentale e la canzone Soft Vinyl Figure (ソフトビニールフィギア ).

Il 28 marzo 2019 rilascia la canzone Machigai Sagashi (まちがいさがし), composta e prodotta dall’ormai amico Yonezu Kenshi per la serie televisiva Perfect World (パーフェクトワールド).

Il 10 luglio scorso, invece, è uscito il suo secondo album, dal titolo LOVE.

 

La sua carriera musicale, nonostante non sia lunga quanto quella attoriale, l’ha portato a realizzare molti brani con testi significativi e carichi di sentimenti. Le canzoni che oggi qui vogliamo consigliare sono quelle dei due album completi da lui pubblicati.

 

PLAY

PLAY regular edition

Il primo album di Suda Masaki, partendo dal titolo, ci fa intuire che lo scopo dell’artista sia proprio quello di esprimere la sua passione e il suo divertimento nel fare musica, con l’intento di trasmettere le stesse sensazioni a chi lo ascolta.

È stato pubblicato il 21 marzo 2018 in tre edizioni diverse: regular, limited edition e limited edition (first press).

Si compone di 12 tracce:

  1. さよならエレジー (Sayonara Elegy)
  1. いいんだよ、きっと (Iindayo, kitto)
  1. 見たこともない景色 (Mita koto mo nai keshiki)
  1. ピンクのアフロにカザールかけて (Pink no afuro ni kazāru kakete)
  2. 風になってゆく (Kaze ni natte yuku)

    PLAY limited edition

  1. 台詞 (Serifu)
  1. スプリンター (Sprinter)
  1. ゆらゆら (Yurayura)
  1. 呼吸 (Kokyu)
  1. 浅草キッド (Asakusa kid)
  1. 灰色と青 (Haiiro to ao)
  1. 茜色の夕日 (Akaneiro no yuuhi)

 

 

PLAY limited edition (first press)

In generale, l’album presenta canzoni molto orecchiabili in cui si alternano stili pop e rock e ritmi lenti con toni malinconici (Haiiro to ao – 灰色と青 )  ad altri più potenti ed energici (Pink no afuro ni kazāru kakete –ピンクのアフロにカザールかけて ) in cui la chitarra, che sia elettrica o acustica, è sempre presente.

Il primo brano, Sayonara Elegy (さよならエレジー ) è particolarmente emozionante, poiché parla di una storia d’amore che ormai è finita e del dolore che si è costretti ad affrontare. Il cantante, però, decide di non abbandonarsi completamente alla solitudine e alla disperazione; al contrario ha la forza di sopportare tutto questo e di mantenere vivi i ricordi dei momenti passati insieme all’amata.

 

 

LOVE

LOVE regular edition

LOVE è il secondo album di Suda Masaki. Pubblicato pochi giorni fa, si trova ora al quarto posto nella classifica dell’Oricon Album Chart. Il titolo, come per il primo album, è molto importante perché si tratta di un esplicito riferimento al fatto che la passione dell’artista per la musica non è più un semplice “gioco”, ma è diventato puro amore.

Anche questo è stato rilasciato in tre edizioni diverse: regular, limited edition e limited edition (first press).

Si compone di 11 tracce:

  1. まちがいさがし (Machigai sagashi)
  1. クローバー (Clover)
  1. ロングホープ・フィリア (Long Hope Philia)
  1. 7.1oz
  1. ドラス (Drasu)
  1. つもる話 (Tsumoru hanashi)
  1. キスだけで feat. あいみょん (Kisu dake de feat. Aimyon)

    LOVE limited edition

  1. りびんぐでっど (Living dead)
  1. TONE BENDER LOVE
  1. あいつとその子 (Aitsu to sono ko)
  1. ベイビィ(Baby)

 

Gli stili pop e rock tipici dell’artista sono percepibili in tutti i brani presenti in questo album. L’ordine delle tracce ci porta ad ascoltare canzoni da iniziali ritmi pacati (Clover – クローバー) a canzoni dal ritmo più movimentato (Drasu –ドラス), per poi tornare a ritmi dolci e lenti (Kisu dake de – キスだけで). Uno dei temi principali, come si può facilmente intuire, è l’amore nelle sue varie sfaccettature, accompagnato come sempre dall’immancabile suono della chitarra.

 

LOVE limited edition (first press)

Questo tema, in particolare, è molto presente nella canzone Long Hope Philia (ロングホープ・フィリア). Come lo stesso Suda ha affermato in una recente intervista, “Philia” è una parola greca che esprime l’affetto che si prova verso coloro che ami e la canzone ha proprio questo significato: la speranza per un legame con qualcuno a cui tieni che duri per sempre.

 

 

 

 

 

— di Sara Grassilli


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BUCK-TICK (バクチク) – No.0

IL GRUPPO

I BUCK-TICK (バクチク bakuchiku) sono un gruppo rock giapponese, attivo dal 1984. La band si è formata a Fujioka ed è considerata, insieme agli X Japan, uno dei precursori del genere visual kei. Il nome è una curiosa trascrizione in katakana del termine giapponese 爆竹 (bakuchiku), che significa “fuochi d’artificio”.

Precedentemente noti come GO-GO, i BUCK-TICK fanno il loro esordio nella scena mainstream nel 1987 con l’album Hurry Up Mode. Da allora, la formazione non ha più subito cambiamenti.

Il gruppo si compone di cinque membri:

  • Sakurai Atsushi 櫻井敦司, voce
  • Imai Hisashi 今井寿, chitarre e cori
  • Hoshino Hidehiko 星野英彦, chitarre, tastiere e cori
  • Higuchi Yutaka 樋口豊, basso
  • Yagami Toll ヤガミトール, batteria

 

No.0

L’album che proponiamo è intitolato No.0. Uscito nel 2018 per l’etichetta Lingua Sounda, si tratta del ventunesimo, nonché più recente, album del gruppo.

Si compone di 13 tracce:

  1. Reishiki juusan kata ( 零式13型 )
  2. Bishuu Love ( 美醜LOVE )
  3. Gustave
  4. Moon sayounara wo oshiete ( Moon さようならを教えて )
  5. Harairojuujidan – Rosen Kreuzer – ( 薔薇色十字団 – Rosen Kreuzer – )
  6. Salome – femme fatale ( サロメ – femme fatale )
  7. Ophelia
  8. Hikari no teikoku ( 光の帝国 )
  9. Nostalgia – vita ( ノスタルジア – ヰタ メカニカリス – )
  10. Igniter
  11. Babel
  12. Guernica no yoru ( ゲルニカの夜 )
  13. Tainai kaiki ( 胎内回帰 )

 

L’album presenta il sound tipicamente hard rock / heavy metal della band, a cui vengono aggiunte spiccate influenze elettroniche. Il risultato è un’opera che difficilmente è assimilabile al visual kei, genere peraltro appartenente ad un’epoca oramai passata: piuttosto, le atmosfere cupe e sinistre ricordano a tratti il gothic rock e il doom metal. Questo vale soprattutto per la prima parte dell’album, che invece va via via ad ammorbidirsi con il passare delle tracce.

L’album si apre con Reishiki juusan kata: dopo un’epica introduzione strumentale, fa il suo ingresso la voce di Sakurai Atsushi, in un brano dalle atmosfere molto scure. Atmosfere che rimangono tali nella seconda traccia Bishuu Love, in cui si avvertono le prime influenze elettroniche. Tuttavia bisogna attendere il terzo, magnifico brano Gustave per rendersi conto appieno delle potenzialità che il mix rock / musica elettronica possiede: un intro che ricorda i Muse di Unsustainable sfocia in una canzone dalle sonorità quasi EDM. Certamente uno dei brani più riusciti dell’album.

La quarta traccia Moon sayounara wo oshiete è altresì uno dei due singoli estratti dall’album: lo si può facilmente intendere dal ritornello orecchiabile e dalla presenza, anche in questo caso, di molti elementi elettronici che ricordano la musica degli anni ottanta.

Dal quinto brano Harairojuujidan – Rosen Kreuzer – vediamo diminuire leggermente le sonorità cupe, che lasciano spazio ad un sound meno metal e decisamente più rock. La sesta traccia Salome – femme fatale, che rispecchia certamente il titolo, si distingue per un intermezzo strumentale piuttosto straniante e per un assolo di tastiere di Hoshino Hidehiko. La seguente Ophelia lascia invece spazio alla voce di Sakurai, alternando sezioni ritmiche acustiche con altre elettroniche. L’ottava canzone Hikari no teikoku è certamente una di quelle con le maggiori influenze elettroniche, seguita da Nostalgia – vita, che mantiene questo sound.

Con la decima traccia Igniter tornano le atmosfere gotiche e distopiche che caratterizzavano i primi brani dell’album. Questo vale anche per la seguente Babel, l’altro singolo estratto dall’album. Ma la vetta, a mio modesto parere, si raggiunge con gli ultimi due brani. Guernica no yoru si apre con un’atmosfera molto malinconica, per poi sfociare in una ballad ossessiva. La conclusione epica la rende una delle canzoni più belle dell’album. Album che si chiude con l’orecchiabile ma gloriosa Tainai kaiki, brano in cui lo strumento prevalente è la chitarra acustica.

L’album è caldamente consigliato ai fan di qualunque sottogenere del rock: sono infatti presenti influenze goth, doom, progressive e new wave, oltre alle già citate influenze elettroniche. Certamente un ascolto non semplice, ma al tempo stesso molto gratificante.

—di Pietro Spisni


Guarda anche:

Joint Recital: L’opera italiana e oltre

 

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Joint Recital
L’opera italiana e oltre

21 maggio 2019, ore 20.00

Cantanti Yasuko Arimitsu & Vasili Karpiak
Pianista Claudio Cirelli (Teatro Regio di Parma)

Teatro San Leonardo – Via San Vitale 63, 40125 Bologna

SI ACCEDE SOLO CON INVITO (DA CONSEGNARE ALL’ENTRATA)

Yonezu Kenshi (米津 玄師) – Lemon

L’ARTISTA

Yonezu Kenshi, nato il 10 marzo 1991 a Tokushima, è un musicista e compositore giapponese.

Da sempre appassionato di musica, nel 2006 decide di fondare una band con l’amico Nakajima Hiroshi dal nome Late Rabbit Edda, con la quale si esibivano durante i festival scolastici. I primi brani, composti da lui, vengono pubblicati online sul sito Nico Nico Douga (sito giapponese di condivisione video) ma hanno scarso successo.

La sua carriera musicale vera e propria ha inizio nel 2009 quando, durante il periodo di studi a Ōsaka all’accademia delle belle arti, utilizza per la prima volta il software vocaloid (sintetizzatore vocale) e, cantando sotto il nome di Hachi (ハチ), riscuote un immediato ed enorme successo con la pubblicazione del brano Musunde Hiraite Rasetsu to Mukuro (結ンデ開イテ羅刹ト骸).

Nonostante la realizzazione di molte canzoni registrate con la sua vera voce, quelle vocaloid diventano molto più popolari, tanto che il suo blog, chiamato prima Tekitō Edda (適当EDDA) e successivamente rinominato Denshi-chō Hachibangai (電子帖八番街) viene premiato con il Diamond Award al WebMoney Awards.

Solo nel 2012 debutta per la prima volta con il suo vero nome rilasciando l’album Diorama, il primo con canzoni interamente registrate con la propria voce. Dal genere alternative rock, raggiunge la sesta posizione nell’Oricon Albums Chart (grafico di popolarità degli album standard dell’industria musicale giapponese), vendendo 25.000 copie, e il primo posto nella Billboard Japan’s Top Independent Albums and Singles Chart.

Da questo momento in poi, la sua carriera si divide in due per via dell’alternanza di pubblicazioni di brani vocaloid e non. Yonezu Kenshi non solo si occupa interamente della composizione dei testi e della sua musica (suona, infatti, chitarra e batteria), ma si è sempre occupato anche delle illustrazioni per i video e delle cover dei suoi album. Il fatto di essere un vero e proprio artista a tutto tondo è una delle caratteristiche che lo rende tanto amato dal pubblico giapponese ed internazionale.

SINGOLO CONSIGLIATO

Il singolo che oggi proponiamo di ascoltare è Lemon, rilasciato il 14 marzo dell’anno scorso, che comprende in totale 3 tracce:

  1. Lemon
  2. Cranberry and Pancake
  3. Paper Flower

Con più di 2 milioni di download, la canzone principale dal titolo Lemon, appunto, ha vinto numerosi premi tra cui il Best Theme Song al 96° Drama Academy Awards e anche il Best Theme Song al Tokyo Drama Awards 2018. Il video, caricato su YouTube il 26 febbraio, presenta ad oggi più di 300 milioni di visualizzazioni ed è ritenuto, perciò, uno dei video musicali giapponesi più visti.

Tutte e tre le tracce costituiscono il ritratto della vita e della morte secondo la visione personale del cantante, il quale, in un’intervista per la Billboard Japan del 9 marzo 2018, afferma proprio che “cercando di raffigurare la vita umana come si deve, si finisce poi per esaltarne la parte opposta”.

“I frutti sono colorati e bellissimi, giusto? Personalmente, penso che siano simili agli esseri umani. Hanno la buccia, la polpa e i semi, quindi, in termini di struttura, sono come il corpo umano. La musica è una forma di comunicazione tra persone e, in genere, le mie canzoni parlano di esseri umani.”, questa è la sua risposta alla domanda relativa alla scelta del frutto in questione come titolo del brano principale. Successivamente, egli spiega, però, che il tutto è avvenuto in maniera casuale, quasi inconscia, soprattutto dopo aver pensato alla frase: “Nel mio cuore non resta che il profumo amaro di un limone che non va più via” (胸に残り離れない 苦いレモンの匂い). Il titolo iniziale della canzone, infatti, era Memento, ma siccome doveva essere la colonna sonora del drama Unnatural (アンナチュラル), la cui trama prevede l’investigazione da parte di medici legali in merito a cosa si nasconde dietro a decessi accaduti in circostanze anomale, Yonezu sceglie volutamente di utilizzare un oggetto che normalmente nessuno assocerebbe alla morte se non in senso metaforico.

Durante la stesura del testo, suo nonno, già malato da tempo, purtroppo viene a mancare. Perciò, la canzone, che aveva lo scopo di avvicinarsi a coloro che soffrono per la perdita di qualcuno, diventa in un certo senso anche molto personale, poiché il cantante si trova improvvisamente a vivere sulla propria pelle l’esperienza della morte di una persona a lui cara. Questo fatto lo porta a ragionare su come prima lui trattasse il tema della morte nei testi dei suoi brani con uno sguardo molto più distaccato e ideologico.

Tuttavia, questo brano, nel quale chiunque può identificarsi, lascia un bagliore di speranza: “Anche ora tu continui ad essere la mia luce.” (今でもあなたはわたしの光) dice una frase del testo. Lo scopo di Yonezu, infatti, è quello di far convergere ciò che è negativo in una direzione positiva. La figura del limone racchiude proprio questo pensiero: alleggerisce e dà freschezza, bilanciando la sensazione malinconica che permane a seguito del vuoto lasciato da chi se ne va. La melodia da lui creata, infatti, nonostante la tematica consistente, è nel complesso molto armonica e piacevole all’ascolto.

Cranberry and Pancake, invece, scritta e composta in uno stato di mal di testa da postumi da sbornia della sera prima, oltre a rispecchiare la terribile sensazione che il cantante stava provando in quel momento, si discosta da Lemon per il fatto che il ritmo è più veloce e assume un tono per certi versi spensierato, pur facendo trasparire un sentimento di nostalgia. Anche per questo brano, il titolo rinvia al cibo poiché l’atto di mangiare è fondamentale per vivere, perciò è sinonimo, secondo Yonezu, della vita umana.

Infine, l’ultima canzone, Paper Flower, presenta un ritmo più fluido, dolce e calmo senza distaccarsi troppo dalla canzone principale del singolo. Anche in questo brano emerge, infatti, una sensazione di vuoto dovuta all’impossibilità di raggiungere ciò che si desidera.

Dopo il ritmo vivace di Cranberry and Pancake, con Paper Flower si chiude il cerchio e si completa la prospettiva puramente soggettiva di Yonezu Kenshi in merito alla vita umana e la sua fugacità.

—di Sara Grassilli


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ONE OK ROCK (ワンオクロック)

 

IL GRUPPO

I ONE OK ROCK (ワンオクロック) sono una rock band giapponese formatasi a Tokyo nel 2005. Il gruppo è composto da quattro membri:

  • Taka (森内貴寬 Moriuchi Takahiro), voce
  • Toru (山下亨 Yamashita Tōru), chitarra
  • Ryota (小浜良太 Kohama Ryōta), basso
  • Tomoya (神吉智也 Kanki Tomoya), batteria

Il gruppo è nato grazie a Toru che, volendo formare un gruppo rock ai tempi delle superiori, chiese la partecipazione di Ryota come bassista, Alexander Reimon “Alex” Onizawa come chitarrista e Yu Koyanagi come batterista. Al tempo Taka faceva parte di un altro gruppo, che però lasciò per unirsi ai One Ok Rock.

Nel 2006 firmarono un contratto con la Amuse, Inc. e subito dopo Yu Koyanagi lasciò il gruppo per proseguire con la carriera di attore. Per quanto riguarda Alexander Reimon “Alex” Onizawa, fu annunciato che il gruppo avrebbe continuato senza di lui nel maggio del 2009, dopo che fu arrestato per molestie. Tomoya invece si unì al gruppo nel 2006, ma divenne un membro ufficiale solo quando debuttarono, nel 2007.

L’origine del nome ‘One Ok Rock’ è curiosa. Deriva infatti dall’inglese one o’clock, l’ora alla quale erano soliti trovarsi per provare. Nella lingua giapponese non c’è differenza tra i suoni delle lettere L ed R, per cui o’clock può essere pronunciato anche o’krock che diventò poi ok rock. Da qui nasce appunto il nome ONE OK ROCK.
Il gruppo ha continuato a sperimentare coi generi musicali nel corso del tempo, ma i principali sono l’alternative rock, l’emo, il post-hardcore ed il pop rock. Al momento il gruppo ha pubblicato nove album.

ALBUM

ゼイタクビョウ (Zeitakubyō)

  1. 内秘心書 (naihishinsho)                   
  2. Borderline
  3. (you can do) everything
  4. 夜にしか咲かない満月 (yoru ni shika sakanai mangetsu)
  5. 努努-ゆめゆめ- (yume yume)
  6. カゲロウ (kagerō)
  7. Lujo
  8. ケムリ(kemuri)
  9. 欲望に満ちた青年団 (yokubō ni michita seinendan)
  10. エトセトラ (et cetera)
  11. A new one for all, All for the new one

 

Zeitakubyō è il primo album del gruppo, pubblicato il 21 novembre 2007. L’uscita dell’album fu preceduta dall’uscita dei singoli 内秘心書 (naihishinsho) il 25 aprile, 努努 -ゆめゆめ- (yume yume) il 25 luglio, ed infine エトセトラ (et cetera) il 24 ottobre. Tutti e tre i singoli raggiunsero una buona posizione nella classifica Oricon.
Nonostante fosse il loro primo album, riscosse da subito successo catturando l’attenzione. Dopo la pubblicazione dell’album fecero il loro primo tour in Giappone.

I testi delle canzoni sono prevalentemente in giapponese con qualche verso in inglese. In questo album, il gruppo inizia a sperimentare, ma possiamo riconoscere i generi pop punk ed il post-grunge.

BEAM OF LIGHT

  1. 必然メーカー (hitsuzen maker)
  2. Melody Lineの死亡率 (melody line no shibōritsu)
  3. 100%(hundred percent)
  4. Abduction-Interlude
  5. 燦さん星 (sansan dama)
  6. 光芒 (kōbō)
  7. Crazy Botch
  8. Yap

BEAM OF LIGHT è stato pubblicato il 28 maggio 2008. La band non ha mai eseguito in live i brani di questo album perché lo considera come un album di crescita, di ricerca. Questo è percepibile ascoltandolo perché le canzoni presentano molta varietà di generi.

Anche in questo album i testi sono principalmente in giapponese ma aumenta la presenza dell’inglese. È inoltre presente una traccia totalmente in inglese, 100% (hundred percent).

感情エフェクト (Kanjō Effect)

  1. 恋ノアイボウ心ノクピド (koi no aibō kokoro no cupido)     
  2. どっぺるゲンガー (doppelganger)
  3. 皆無 (kaimu)
  4. 20 years old
  5. Living Dolls
  6. Break My Strings
  7. 存在証明 (sonzai shōmei)
  8. CONVINCING
  9. My sweet baby
  10. Reflection
  11. Viva Violent Fellow ~美しきモッシュピット~(utsukushiki mosh pit)
  12. JUST

 

感情エフェクト (Kanjō Effect) è stato pubblicato il 12 novembre 2008. Con quest’album il gruppo vuole affermarsi come rock band, infatti la sperimentazione nei suoni che era una costante degli album precedenti, lascia spazio ai suoni più duri del rock.

I testi sono in giapponese con qualche verso in inglese, ma in alcuni la presenza dell’inglese è preponderante. Alla fine dell’ultima traccia è inoltre presente una traccia nascosta, Bossa Nova.

Nicheシンドローム (Niche Syndrom)

  1. Introduction                                                               
  2. Never Let This Go
  3. 完全感覚Dreamer (kanzen kankaku dreamer)
  4. 混雑コミュニケーション (konzatsu communication)
  5. Yes I am
  6. Shake it down
  7. じぶんROCK (jibun rock)
  8. Liar
  9. Wherever you are
  10. Riot!!!
  11. アダルトスーツ (adult suit)
  12. 未完成交響曲 (mikansei kōkyōkyoku)
  13. Nobody’s Home

 

Nicheシンドローム (Niche Syndrom) è stato pubblicato il 9 giugno 2010, preceduto dal singolo 完全感覚Dreamer (kanzen kankaku dreamer), pubblicato il 3 febbraio e che raggiunse la nona posizione nella Weekly Oricon Chart (classifica settimanale Oricon). Quest’album segna un punto importante nella crescita del successo del gruppo, posizionandosi quarto nella classifica Oricon.
Quest’album rappresenta una sorta di rinascita, dove il gruppo vuole riaffermarsi dopo aver perso un membro.

In quasi tutti i testi la presenza di giapponese e inglese si equivalgono ma じぶんROCK (jibun rock) è completamente in giapponese e Never Let This Go è completamente in inglese. Questo è uno degli album più forti del gruppo, dove infatti il genere si sposta sul post-hardcore.

残響リファレンス (Zankyō Reference)

  1. Coda                                                   
  2. LOST AND FOUND
  3. アンサイズニア (answer is near)
  4. NO SCARED
  5. C.h.a.o.s.m.y.t.h.
  6. Mr.現代Speaker (Mr. gendai speaker)
  7. 世間知らずの宇宙飛行士 (seken shirazu no uchuhikōshi)
  8. Re:make
  9. Pierce
  10. Let’s take it someday
  11. キミシダイ列車 (kimishidai ressha)

 

 

残響リファレンス (Zankyō Reference) è stato pubblicato il 5 ottobre 2011, preceduto dalla pubblicazione dei singoli アンサイズニア (answer is near) il 16 febbraio, e Re:make/NO SCARED il 20 luglio. Con アンサイズニア (answer is near) vinsero il  premio come ‘Best Rock Video’ agli MTV Video Music Awards Japan nel 2012.
Per quest’album annunciarono un concerto di due giorni il 21 e 22 gennaio 2012 nella Yokohama Arena. Quest’ultima è l’arena più grande della regione del Kantō e il concerto andò sold-out.
La band inoltre annunciò il loro primo tour all’estero nel maggio e giugno del 2012, dove oltre al Giappone, si esibirono in Corea del Sud, in Taiwan e a Singapore.

Come nell’album precedente, la presenza nei testi di inglese e giapponese si equivalgono. Sono però presenti tre tracce completamente in inglese che sono: LOST AND FOUND, NO SCARED e 世間知らずの宇宙飛行士 (seken shirazu no uchuhikōshi). Quest’album è probabilmente il più “pesante” a livello musicale. Nelle canzoni spiccano suoni forti e caotici anche della voce del cantante, il tutto completato da un sottofondo armonioso.

人生×僕=(Jinsei Kakete Boku Wa)

  1. Introduction~Where idiot should go~                             
  2. Ending Story??
  3. ONION!
  4. Nothing Helps
  5. Juvenile
  6. All Mine
  7. Smiling down
  8. 69
  9. the same as…

 

人生×僕=(Jinsei Kakete Boku Wa) è stato pubblicato il 6 marzo 2013, preceduto dalla pubblicazione dei singoli The Beginning il 22 agosto 2012, e Deeper Deeper/Nothing Helps il 9 gennaio 2013. The Beginning è una della delle loro canzoni più  famose per la quale nel 2013 vinsero per la seconda volta il premio come ‘Best Rock Video’ e anche quello come ‘Best Video for a Film’ agli MTV Video Music Awards Japan, ed il premio ‘Best Your Chioce’ agli Space Shower Music Vide Awards.
Nell’ottobre del 2013 il gruppo andò in tour per la prima volta anche in Europa con cinque date, quattro delle quali andarono quasi subito sold-out. Nel 2014 annunciarono anche un tour in Nord America.

I testi delle canzoni sono in inglese ed in giapponese con una forte predominanza dell’inglese. Qui sono presenti quattro tracce completamente in inglese: Be the light, Nothing Helps, Juvenile e All Mine. In quest’album la musica si addolcisce ed è come se traccia dopo traccia, il gruppo volesse spronare chi ascolta ad avere un sogno e a fare tutto quello che è nelle loro capacità per realizzarlo.

35xxxv

  1. 3xxxv5                                                                                                                             
  2. Take me to the top
  3. Cry out (Video Ufficiale di Cry out (35xxxv DELUXE EDITION))
  4. Suddenly
  5. Mighty Long Fall
  6. Heartache
  7. Memories
  8. Decision
  9. Paper Planes(featuring Kellin from Sleeping with Sirens)                               
  10. Good Goodbye
  11. One by One
  12. Stuck in the middle
  13. Fight the night

 

 

35xxxv è stato pubblicato l’11 febbraio 2015, preceduto dalla pubblicazione del singolo Mighty Long Fall/Decision il 30 luglio 2014. Quest’album è quello che afferma il successo internazionale della band, raggiungendo il 28 febbraio 2015 l’undicesima posizione nella Billboard’s Heatseekers Albums. Raggiunse poi la 43esima posizione nella Billboard’s Indipendent Albums, la 23esima posizione nella Billboard Hard Rock Albums Chart (classifica Billboard degli album Hard Rock) ed infine la prima posizione nella Billboard World Albums Chart (classifica mondiale Billboard degli album). Nel luglio 2015 la band annunciò di aver firmato un contratto con la Warner Bros. Records, pubblicando poi la Deluxe Edition di 35xxxv interamente in inglese il 25 settembre 2015. La Deluxe Edition contiene due tracce aggiuntive:

14. Last Dance
15. The Way Back

Come nell’album precedente c’è una predominanza dell’inglese ma il giapponese è comunque presente. Le tracce Take me to the top, Suddenly, Paper Planes(featuring Kellin from Sleeping with Sirens), Good Goodbye e Fight the night sono interamente in inglese. Il genere di quest’album è l’alternative rock e in generale nelle canzoni è percepibile l’influenza americana, ma lo scopo del gruppo con quest’album, era quello di espandere la loro popolarità negli Stati Uniti. Tra i fan c’è chi lo ama e c’è a chi proprio non è piaciuto, definendo esagerata l’influenza americana.

 Ambitions (Japanese ver.)

  1. Ambitions -Introduction-     
  2. Bombs away
  3. Taking Off
  4. We are
  5. 20/20
  6. Always coming back
  7. Bedroom Warfare
  8. Lost in Tonight
  9. I was King
  10. Listen (featuring Avril Lavigne)
  11. One Way Ticket
  12. Bon Voyage
  13. Start Again
  14. Take what you want (featuring 5 Seconds of Summer)

Ambitions (English ver.)

  1. Ambitions -Introduction-       
  2. Bombs away
  3. Taking Off
  4. We are
  5. Jaded (featuring Alex Gaskarth)
  6. Hard to Love
  7. Bedroom Warfare
  8. American Girls
  9. I was King
  10. Listen
  11. One Way Ticket
  12. Bon Voyage
  13. Start Again
  14. Take what you want (featuring 5 Seconds of Summer)

 

Dell’album Ambitions esistono due versioni: la Japanese ver. che è stata pubblicata l’11 gennaio 2017 con l’etichetta A-Sketch; la English ver. che è  stata invece pubblicata il 13 gennaio 2017 con l’etichetta Fueled by Ramen. Ambitions (Japanese ver.) contiene la canzone Always coming back, che era stata pubblicata l’11 marzo del 2016. Entrambi gli album contengono Taking Off, pubblicata il 16 settembre 2016 dopo aver firmato il contratto con l’etichetta Fueled by Ramen.

I testi delle canzoni sono principalmente in inglese con qualche verso in giapponese. Le tre tracce esclusive (Jaded, Hard to Love e Americadn Girls)  di Ambitions (English ver.) sono completamente in inglese. Nonostante alcuni fan sperassero in un ritorno ai suoni più forti dell’inizio, il genere dell’album è il pop rock. Il gruppo infatti, come precedentemente affermato, con questo album desidera che la loro musica arrivi a più persone possibile, oltre che espandere ancora di più il loro successo a livello internazionale.

Eye of the Storm

  1. Eye of the Storm     
  2. Head High
  3. Grow Old Die Young
  4. Push Back
  5. Letting Go
  6. Worst in Me                           
  7. In the Stars (feat Kiiara)
  8. Giants
  9. Can’t Wait
  10. The Last Time

 

 

Eye of the Storm è attualmente il loro ultimo album. È stato pubblicato in Giappone il 13 febbraio 2019 e fuori dal Giappone il 15 febbraio 2019. Contiene la traccia Change pubblicata precedentemente il 16 febbraio del 2018. Attualmente la band si trova in tour, con una data in Italia il 29 maggio a Milano.

Come per Ambitions, i testi sono prevalentemente in inglese con qualche verso in giapponese, ma non è presente nessuna canzone totalmente in inglese. Questo album continua ad avere come genere principale il pop rock. Il gruppo però continua a sperimentare e questa volta il genere dell’album si sposta sul pop.

—di Ludovica Fenati


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