Arcipelago Giappone || Rassegna sulla letteratura giapponese moderna in Biblioteca Salaborsa – 2022

Come a voler ricucire uno strappo di conoscenza e rinnegando la narrazione editoriale di una letteratura giapponese senza un passato moderno, come ogni altra letteratura, la collana editoriale Arcipelago Giappone, edita da Luni editrice e diretta da Francesco Vitucci, vuole far conoscere, per la prima volta in traduzione originale dal giapponese, quali sono gli autori punto di riferimento e i capisaldi della letteratura moderna giapponese, su cui si sono formati e che hanno nutrito l’immaginario degli autori contemporanei giapponesi più amati.

Biblioteca Salaborsa

L’Associazione Takamori è orgogliosa di annunciare che gli incontri si svolgeranno nella prestigiosa Biblioteca Salaborsa, luogo di massima autorevolezza, promotrice di diffusione della cultura in ogni sua forma nella città di Bologna.


Il calendario aggiornato prevede gli appuntamenti con:

  • 26 Ottobre alle ore 18:00
    Il libro dei morti di Orikuchi Shinobu, traduzione e curatela di Alessandro Passarella.
  • 23 Novembre alle ore 18:00
    Labirinto d’erba di Izumi Kyöka, traduzione e curatela di Alessandro Passarella.
  • 11 Gennaio alle ore 18:00
    La maledizione di Oiwa di Tanaka Kōtarō, traduzione e curatela di Stefano Lo Cigno.
  • 8 Febbraio alle ore 18:00
    La torre spettrale di Edogawa Ranpo.
  • 8 Marzo alle ore 18:00
    L’inferno delle ragazze di Yumeno Kyūsaku
  • 26 Aprile alle ore 18:00
    La luce, il vento e il sogno di Nakajima Atsushi

Ulteriori aggiornamenti sui prossimi incontri verranno comunicati sul sito di Associazione Takamori e su tutti i nostri social.

Link all’articolo di bibliotecasalaborsa.it

Ingresso gratuito

Una volta raggiunta la capienza massima consentita non sarà possibile entrare e sostare in piedi. Anche se non è più obbligatorio, per entrare in biblioteca e per partecipare alle attività raccomandiamo ancora l’uso della mascherina (chirurgica o FFP2).

Tokyo Soup – Murakami Ryū || Recensione

Autore: Murakami Ryū
Titolo originale: In the Miso Soup (イン ザ・ミソスープ)
Editore: Mondadori Editore
Collana: Strade Blu
Traduzione: Tashiro Kaoru e Bagnoli Katia
Edizione: 2006
Pagine: 232

Tokyo Soup, come altri libri di Murakami Ryu, è più di quello che promette. Spesso definito un thriller, sfocia in realtà nell’horror più viscerale, con uno splatter che ha molto di psicologico e ha poco a che fare con il “pulp” a buon mercato.

Tutto inizia quando Kenji, un ventenne che fa la guida per stranieri in cerca di turismo sessuale a Tokyo, viene ingaggiato da Frank, un americano che da subito gli trasmette quella sensazione istintiva e profonda di “qualcosa che non va”. Man mano che lo osserva e ci interagisce, Kenji trova Frank sempre più bizzarro e inumano: la sua pelle sembra quasi artificiale, le sue espressioni facciali sembrano un’imitazione di quelle di un essere umano, i suoi occhi sono profondi e privi di luce e sospetta che tutto ciò che racconta siano bugie. L’inumanità grottesca di Frank fa sì che un’idea inizi a farsi strada nella mente di Kenji: e se la ragazza trovata fatta a pezzi qualche giorno prima nel quartiere fosse stata uccisa da Frank?

I temi trattati da Murakami sono molteplici e su più livelli; il primo è sulla natura intrinseca dell’essere umano e su come affronta la più autentica e antica delle emozioni: la paura. Essa permea l’intero romanzo ed è il motore di molte delle azioni del protagonista, mantenendolo sulle prime vigile e cauto, e portandolo allo shock quando l’orrore esploderà come una diga. Così anche gli altri personaggi reagiranno in modo quasi buffo di fronte al terrore assoluto che li investe, e a rendere il tutto assolutamente terrificante sono la plausibilità e il realismo. Nemmeno Frank è immune alla paura: in un’occasione ha infatti una crisi che il protagonista fatica a comprendere, ma che ci ricorda che, di base, Frank è un essere umano, disturbato e traumatizzato, tuttavia capace di provare a modo suo emozioni.

Le reazioni dei personaggi sono in realtà una critica non troppo velata che porta al secondo livello tematico affrontato nell’opera, ovvero una critica impietosa dello stato del Giappone odierno. I personaggi non sanno come reagire alla paura e restano fermi o ridacchiano come idioti perché stanno vivendo una vita vuota, insulsa e insipida che cercano di rendere meno insopportabile con chiacchiere, alcool, sesso e consumismo. Frank si lamenta di come gli stranieri sappiano della cultura giapponese più dei Giapponesi stessi: essi hanno perso contatto con la loro storia, la loro natura più vera; vivono nell’adorazione degli Stati Uniti e nella vuota venerazione di accessori e oggetti di marchi altisonanti, ma che non sono nemmeno in grado di apprezzare. Ne esce il ritratto di un paese che ha sempre avuto dei grossi limiti nel relazionarsi con “l’altro”, e ora che sta perdendo la sua stessa identità la sta ricercando nel posto sbagliato, vivendo inavvertitamente e senza passione al punto che anche davanti al pericolo non sa come reagire e si lascia morire in modo ridicolo.

Kenji uscirà trasformato dall’esperienza, ma il finale non è propriamente edificante. Non c’è una apertura speranzosa al futuro e un superamento della condizione iniziale, perché forse l’unica parvenza di percorso l’ha fatta Frank, unico personaggio veramente padrone e consapevole delle proprie azioni e che giunge a una sorta di catarsi. Frank viene presentato quasi come un Hannibal Lecter dei poveri, che spesso si cimenta in riflessioni filosofiche e aforismi che il lettore potrebbe sulle prime interpretare come pensiero dell’autore, ma che in realtà non necessariamente lo sono. I pensieri di Frank sono infatti uno strumento per muovere una critica, ma sono anche stranianti e talvolta presuntuosi e stupidi. Alcuni hanno visto in queste contraddizioni una carenza di Murakami nella costruzione dell’opera, ma si tratta forse proprio del messaggio che l’autore voleva consegnare, dando una chiave di lettura per andare oltre il caos del mondo.

–Recensione di Chiara Coffen

Il libro dei morti di Orikuchi Shinobu | Arcipelago Giappone – Luni Editrice

L’associazione Takamori e’ lieta di presentarvi la nuova collana Arcipelago Giappone della casa Luni Editrice, che apre al lettore una nuova dimensione nella quale ogni opera, proposta in traduzione dalla lingua giapponese originale, è un’esperienza letteraria orientata verso il Giappone moderno e contemporaneo nella sua complessità.
La line-up iniziale della collana comprende Labirinto d’erba di Izumi Kyōka, La maledizione di Oiwa e altri racconti di Tanaka Kōtarō e Il libro dei morti di Orikuchi Shinobu, che introduciamo oggi in questo articolo.

Traduzione e curatela: Alessandro Passarella
Postfazione e glossario: Alessandro Passarella
Numero di pagine: 192
ISBN: 9788879848145

IL LIBRO:

Giappone, VIII secolo. Un morto si risveglia nel proprio tumulo ma non riesce a ricordare chi fosse stato in vita.
L’unico legame che lo trattiene in questo mondo è il ricordo di una donna.
Nel frattempo, una giovane di nobili natali fugge nella notte inseguendo una visione luminosa apparsale sulla sommità di un monte.
In questo romanzo modernista, impressionistico e inquietante, il Giappone dell’antichità riemerge dalle tenebre del tempo con la gravità
sacrale di un mondo in cui il mistero faceva ancora parte della vita.

La vicenda della giovane protagonista diventa l’occasione per guidarci alle scaturigini stesse di ogni letteratura, dove i temi universali della vita, dell’amore e della morte tornano a pulsare della primordiale vitalità dei miti.

L’AUTORE:

Orikuchi Shinobu (Ōsaka, 1887 – Tōkyō, 1953) fu un etnologo, poeta e romanziere i cui interessi si concentrarono principalmente sulle origini più antiche del folklore nazionale.

Non c’è dubbio che la sua attività di ricerca, culminata nei monumentali Studi sull’antichità (1929-1930), abbia profondamente plasmato la visione contemporanea del popolo giapponese sul proprio passato premoderno, influenzandone fortemente l’arte e la letteratura. Tracce della sua ricerca si riscontrano in opere quali Il mare della fertilità di Mishima Yukio e 1Q84 di Murakami Haruki, dove la visione di un mondo permeabile a dinamiche invisibili contigue al quotidiano è forse il lascito più duraturo che Orikuchi ci ha lasciato.

Per altre informazioni riguardo il libro vi invitiamo a visitare la pagina web dedicata sul sito della casa editrice, accessibile premendo qui; per avere ulteriori informazioni riguardo la collana, invece, vi invitiamo a visitare la relativa pagina web premendo qui.
Vi ricordiamo che nelle prossime settimane usciranno altri due articoli riguardanti la collana Arcipelago Giappone, quindi seguiteci sui social per non perdervi tutte le novità !


Collana Arcipelago Giappone – Luni Editrice:

La collana Arcipelago Giappone apre al lettore una nuova dimensione nella quale ogni opera, proposta in traduzione dalla lingua giapponese originale, è un’esperienza letteraria orientata verso il Giappone moderno e contemporaneo nella sua complessità.
Un accurato apparato di note e postfazioni guida il lettore in questo lungo viaggio, in cui ogni opera è unica e al tempo stesso, anche specchio delle altre.
Ne risulta un ampio affresco di generi e concetti che sorprendono tanto per la loro originalità quanto per le profonde, imprevedibili analogie con correnti letterarie di respiro mondiale.

Collana diretta da Francesco Vitucci
Comitato Scientifico (Arcipelago Giappone)
Paolo La Marca, Stefano Lo Cigno, Alessandro Passarella, Bonaventura Ruperti, Marco Taddei, Francesco Vitucci

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