27 Settembre 2026 | Letteratura, Recensioni

Autore: Ibuki Yuki
Traduzione: Daniela Travaglini
Editore: Garzanti
Edizione: 2025
Dove si filano le nuvole è un’opera di Ibuki Yuki, autrice nata nella prefettura di Mie nel 1969 e laureata all’Università Chūō di Tokyo. Dopo un lungo percorso professionale nel settore editoriale, si è affermata con forza nella narrativa contemporanea giapponese, ottenendo un ampio riscontro e prestigiose candidature a premi letterari nazionali come il Premio Naoki e il Japan Booksellers’ Award.
La formazione dell’autrice e la sua profonda sensibilità verso le tradizioni locali emergono con limpidezza nel racconto. La sua scrittura mette al centro i legami familiari e il dialogo tra generazioni differenti, trasformando i gesti della lavorazione artigianale in una raffinata metafora delle relazioni umane e della cura degli affetti.
La vicenda ruota attorno a Mio, una giovane donna che affronta un momento di smarrimento e decide di rifugiarsi nel vecchio laboratorio di filatura della lana della sua famiglia. Attraverso l’apprendimento delle antiche tecniche di tintura, la protagonista scopre la pazienza del lavoro manuale e, allo stesso tempo, ricompone la memoria e le scelte taciute delle generazioni che l’hanno preceduta.
Dal punto di vista della resa narrativa, il romanzo si distingue per un’atmosfera ovattata, calorosa e profondamente confortante. Il ritmo della storia scorre con lentezza, rispecchiando i tempi propri della lavorazione della lana; questa scelta stilistica dona grande poesia alle pagine, anche se potrebbe apparire fin troppo contemplativa per chi predilige strutture narrative dinamiche o ricche di colpi di scena.
Nel complesso, il romanzo si rivela un’opera delicata e profonda, capace di trasmettere un senso di guarigione emotiva attraverso l’importanza del tempo e della memoria. Dove si filano le nuvole offre una riflessione universale sul valore delle proprie radici e sulla possibilità di ricostruire se stessi a partire dai fili del passato.
Recensione di Riccardo Bernazzani
20 Settembre 2026 | Letteratura, Rassegna, Recensioni

Autore: Hōjō Kie
Traduzione: Francesco Vitucci
Editore: Newton Compton editori
Edizione: 2026
Hōjō Kie nasce nel 1984 nella prefettura di Hyōgō, nella regione del Kansai. Formatasi nel Mystery Club dell’università di Kyōto, vede il suo debutto nel 2019 con l’assegnazione del Premio Tetsuya Ayukawa per romanzi mystery inediti. Si afferma dunque come nuova esponente del genere honkaku (giallo deduttivo giapponese), guadagnandosi per due anni consecutivi un posto da finalista all’Honkaku Mystery Award.
A permetterle di raggiungere questa vetta è L’hotel dei serial killer (Amulet Hotel, アミュレット・ホテル). Giallo del 2025, giunto in Italia l’anno seguente con un’edizione Newton Compton a cura di Francesco Vitucci, il romanzo è ambientato all’Amulet Hotel, albergo fittizio situato nel centro di Tōkyō. Questo edificio cela in sé un inquietante segreto: gli ospiti al suo interno sono in realtà criminali esperti, che trovano risorse e rifugio nell’hotel — in cambio del giusto prezzo, naturalmente, nonché del rispetto di due fondamentali regole: non arrecare alcun danno alla struttura e non ferire o uccidere nessuno al suo interno.
In un luogo dove si concentrano i criminali più spietati del Giappone, è destino che queste condizioni vengano prima o poi infrante. Quando ciò accade è compito di Kiryū, detective dell’hotel nonché ex-sicario, usare qualsiasi metodo pur di portare a galla la verità e punire il responsabile. Affiancata da Morooka, l’anziano proprietario dell’hotel, il dipendente Mizuta e il misterioso medico Doc, Kiryū indaga seguendo il suo personale metodo, sfruttando l’esperienza accumulata in una vita dedicata al crimine — senza mai ovviamente poter coinvolgere le forze dell’ordine, né rivelare l’accaduto agli ospiti dell’hotel.
Ogni capitolo del romanzo, o Episodio, affronta un caso nel quale Kiryū è coinvolta — principalmente in quanto detective, talvolta come sospettata — con un racconto in prima persona. La narrazione è non-lineare, con diversi Episodi dotati di un’enigmatica introduzione in medias res, seguita da un flashback che affronta l’inizio del caso. Nonostante ciò la storia risulta ben chiara e, donando al lettore un assaggio del mistero affrontato nel capitolo, alimenta efficacemente il desiderio di girare la pagina.
Dopo un primo capitolo saturo di dialoghi, L’hotel dei serial killer si riprende in maniera esemplare, divenendo il giallo che promette di essere: intrigante e innovativo, soprattutto dal punto di vista di narrazione e approccio. Il romanzo di Hōjō Kie trasporta il lettore nella mente di criminali esperti che si destreggiano tra leggi e crimine in un hotel ricco di mistero, con una storia coinvolgente meritevole del successo fruttato all’autrice, che non risentirebbe affatto della pubblicazione di un sequel.
Recensione di Isabella Sgargi
17 Settembre 2026 | Film e Serie TV, Proiezioni, Registi, Senza categoria

L’Associazione Takamori è lieta di invitarvi alla presentazione e proiezione del film L’innocenza (怪物, Kaibutsu), di Koreeda Hirokazu!
L’evento si terrà al cinema Modernissimo, come parte della rassegna Un affare di famiglia: il cinema di Hirokazu Koreeda della Cineteca di Bologna, dedicata al noto regista del Sol Levante in occasione dell’uscita del suo ultimo film, Sheep in the Box (箱の中の羊, Hako no naka no hitsuji).
Nato a Tōkyō nel 1962, Koreeda inaugura la sua carriera da regista lavorando a diversi documentari, per poi passare alla cinematografia a metà degli anni Novanta con Maborosi – I bagliori dell’anima (幻の光, Maboroshi no hikari), che gli frutta il Premio Osella per la migliore sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia. La sua carriera prosegue facendogli ottenere diversi altri riconoscimenti, raggiungendo la fama con Nessuno lo sa, nel 2004.
L’innocenza, thriller drammatico del 2023, vede la madre dell’undicenne Minato indagare l’origine dell’improvviso malessere del figlio. Coerentemente con gli altri lavori di Koreeda — nonostante questi l’abbia diretto senza esserne sceneggiatore — il film affronta temi quali la vita delle persone comuni, famiglia e genitorialità.
L’evento avrà luogo mercoledì 30 settembre alle 17:00, al cinema Modernissimo in Piazza Re Enzo.
Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina web della Cineteca di Bologna:
https://cinetecadibologna.it/programmazione/proiezione/linnocenza-2/?repeat=22552
https://cinetecadibologna.it/programmazione/rassegna/un-affare-di-famiglia-il-cinema-di-hirokazu-koreeda/
Vi aspettiamo numerosi!
13 Settembre 2026 | Letteratura, Recensioni

Autore: Hase Seishū
Traduzione: Antonietta Pastore
Editore: Marsilio
Edizione: 2022
Pubblicato per la prima volta nel 2020, Il bambino e il cane (Shōnen to inu, 少年と犬) è il romanzo con cui Hase Seishū ha vinto il 163º Premio Naoki. Noto soprattutto per i suoi romanzi noir, Seishū esplora qui una storia molto diversa da quelle a cui è maggiormente associato.
La storia comincia a Sendai, pochi mesi dopo il devastante terremoto e lo tsunami del 2011. Kazumasa, un giovane che cerca di mantenere la propria famiglia in una situazione precaria, incontra un cane randagio e decide di chiamarlo Tamon. Tra i due si crea presto un legame profondo e Tamon diventa una presenza costante, destinata ad accompagnare le vicende di molte persone nel corso del romanzo.
Le persone che incrocia sono spesso isolate, segnate dalla perdita o incapaci di trovare un senso. Il suo percorso lo porta progressivamente verso sud, seguendo un cammino che sembra conoscere soltanto lui, tra nuove vite accomunate dalla difficoltà di lasciarsi alle spalle ciò che è accaduto. Hase evita però di trasformarlo in una semplice figura salvifica e usa la sua presenza per riflettere su questi temi e sulla possibilità di trovare un po’ di luce anche nelle circostanze più buie.
La narrazione presta particolare attenzione ai gesti quotidiani e ai comportamenti dei personaggi, con una scrittura che rimane misurata anche nei momenti più duri. Il viaggio di Tamon in un Giappone ancora ferito introduce inoltre una dimensione quasi fiabesca, in contrasto con le storie spesso dolorose, e in alcuni casi violente, delle persone che incontra. È questa tensione a caratterizzare il romanzo, che riesce così a parlare del disastro e delle sue conseguenze con delicatezza, senza trasformarsi in un racconto sentimentale sugli animali. Nel complesso è delicata ma tutt’altro che fragile, capace di lasciare un’impressione duratura proprio perché non cerca facili emozioni.
Recensione di Connal Shaw
12 Settembre 2026 | News, Proiezioni, Rassegna, Registi

L’Associazione Takamori è lieta di invitarvi alla rassegna autunnale Japanese Film Selection, in collaborazione con Circuito Cinema Bologna! I film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano, secondo il programma che segue.
13 ottobre: “Happyend” – Sora Neo
Film drammatico dall’impronta distopica, segue la storia di due amici che frequentano l’ultimo anno di liceo; questi rispondono in maniere differenti all’installazione di un sistema di sicurezza nella loro scuola, mettendo alla prova la loro amicizia.
27 ottobre: “Midsummer Formula” – Nishitani Hiroshi
In questo film mystery, Yukawa Manabu, invitato a tenere una presentazione ad Harigaura, si ritrova coinvolto nell’investigazione sulla morte di un uomo che alloggiava nella sua stessa locanda.
10 novembre: “Doll House” – Yaguchi Shinobu
Questo thriller vede Suzuki Yoshie, in preda al lutto per la morte della figlia, trovare conforto in una bambola che tratta come un surrogato, fino a che la nascita di un altro bambino non conduce ad inquietanti cambiamenti.
24 novembre: “Summer Blooms” – Nakagawa Ryūtarō
In questo film drammatico, l’ex insegnante Takimoto Hatsumi riceve una lettera da una persona importante del suo passato. In seguito all’incontro con una sua ex studentessa, la ragazza decide di confessare un segreto.
Tutte le proiezioni avverranno al Cinema Rialto alle ore 19:00. Per saperne di più su questa rassegna, non dimenticatevi di seguire le nostre pagine social!
Vi aspettiamo!
Commenti recenti