L’innocenza || Presentazione

L’Associazione Takamori è lieta di invitarvi alla presentazione e proiezione del film L’innocenza (怪物, Kaibutsu), di Koreeda Hirokazu!

L’evento si terrà al cinema Modernissimo, come parte della rassegna Un affare di famiglia: il cinema di Hirokazu Koreeda della Cineteca di Bologna, dedicata al noto regista del Sol Levante in occasione dell’uscita del suo ultimo film, Sheep in the Box (箱の中の羊, Hako no naka no hitsuji).

Nato a Tōkyō nel 1962, Koreeda inaugura la sua carriera da regista lavorando a diversi documentari, per poi passare alla cinematografia a metà degli anni Novanta con Maborosi – I bagliori dell’anima (幻の光, Maboroshi no hikari), che gli frutta il Premio Osella per la migliore sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia. La sua carriera prosegue facendogli ottenere diversi altri riconoscimenti, raggiungendo la fama con Nessuno lo sa, nel 2004.

L’innocenza, thriller drammatico del 2023, vede la madre dell’undicenne Minato indagare l’origine dell’improvviso malessere del figlio. Coerentemente con gli altri lavori di Koreeda — nonostante questi l’abbia diretto senza esserne sceneggiatore — il film affronta temi quali la vita delle persone comuni, famiglia e genitorialità.

L’evento avrà luogo mercoledì 30 settembre alle 17:00, al cinema Modernissimo in Piazza Re Enzo.

Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina web della Cineteca di Bologna:

https://cinetecadibologna.it/programmazione/proiezione/linnocenza-2/?repeat=22552

https://cinetecadibologna.it/programmazione/rassegna/un-affare-di-famiglia-il-cinema-di-hirokazu-koreeda/

Vi aspettiamo numerosi!

 

Rassegna Autunnale JFS 2026

L’Associazione Takamori è lieta di invitarvi alla rassegna autunnale Japanese Film Selection, in collaborazione con Circuito Cinema Bologna! I film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano, secondo il programma che segue.

13 ottobre: “Happyend” – Sora Neo

Film drammatico dall’impronta distopica, segue la storia di due amici che frequentano l’ultimo anno di liceo; questi rispondono in maniere differenti all’installazione di un sistema di sicurezza nella loro scuola, mettendo alla prova la loro amicizia.

27 ottobre: “Midsummer Formula” – Nishitani Hiroshi

In questo film mystery, Yukawa Manabu, invitato a tenere una presentazione ad Harigaura, si ritrova coinvolto nell’investigazione sulla morte di un uomo che alloggiava nella sua stessa locanda.

10 novembre: “Doll House” – Yaguchi Shinobu

Questo thriller vede Suzuki Yoshie, in preda al lutto per la morte della figlia, trovare conforto in una bambola che tratta come un surrogato, fino a che la nascita di un altro bambino non conduce ad inquietanti cambiamenti.

24 novembre: “Summer Blooms” – Nakagawa Ryūtarō

In questo film drammatico, l’ex insegnante Takimoto Hatsumi riceve una lettera da una persona importante del suo passato. In seguito all’incontro con una sua ex studentessa, la ragazza decide di confessare un segreto.

Tutte le proiezioni avverranno al Cinema Rialto alle ore 19:00. Per saperne di più su questa rassegna, non dimenticatevi di seguire le nostre pagine social!

Vi aspettiamo!

Kwaidan – Storie di fantasmi || Proiezione

L’associazione Takamori estende con piacere l’invito alla proiezione di Kwaidan – Storie di fantasmi (怪談 Kaidan, 1964) del regista Kobayashi Masaki. Essa si svolge nell’ambito della rassegna Graphic Japan della Cineteca di Bologna, e la anticiperà la presentazione del professore Francesco Vitucci.

L’attività di Kobayashi Masaki (1916-1996), il cui debutto risale al 1952, coincide con il periodo che spesso viene designato come età d’oro del cinema giapponese: gli anni Cinquanta e Sessanta in cui, dopo la guerra e una non trascurabile censura, la produzione cinematografica giapponese riprende a fiorire. Una delle figure di spicco che operano in questi anni è proprio quella di Kobayashi, che nel suo operato esplora numerose tematiche controverse legate alla guerra e ciò che seguì. Quest’ultime sono infatti esperienze che influenzano profondamente l’operato del regista, avendole vissute in prima persona: dopo essere stato arruolato nell’esercito e aver assitito alle atrocità dei combattimenti in Manciuria e nelle isole Ryūkyū, Kobayashi era stato fatto prigioniero a Okinawa, rimanendo in un campo di detenzione per un anno.

Kwaidan – Storie di fantasmi esce nel 1964 ed è considerato uno dei capolavori del regista, nonché classico del cinema horror giapponese. La pellicola si ispira alla raccolta Kwaidan – Storie spaventose dal Giappone di yōkai, fantasmi e demoni (Kwaidan: Stories and Studies of Strange Things), pubblicata originarialmente nel 1904. L’autore è Lafcadio Hearn, giornalista e scrittore trasferitosi in terra nipponica a quarant’anni e successivamente naturalizzato con il nome di Yakumo Koizumi. In un’epoca di enormi cambiamenti quale fu il periodo Meiji, egli decise di dedicarsi alla preservazione del folklore del Paese; in  Kwaidan raccolse così varie storie tramandate per via orale oppure basate su testi antichi.

Il film di Kobayashi si distingue rispetto alle sue precedenti opere, incentrate su temi quali la riflessione sulla sconfitta nela Seconda Guerra Mondiale, oppure sull’ipocrisia instituzionale vigente. Vengono selezionati quattro racconti del libro di Hearn: I capelli neri, La donna della neve, Hoichi senza Orecchie e In una tazza di tè. Ognuno di essi riflette determinati aspetti della cultura nipponica, ad esempio il conflitto tra ninjō (il sentimento umano) e il giri (il dovere sociale), oppure il tema del trauma storico.

Spiriti, samurai, musicisti ciechi e altri personaggi fondamentali dell’immaginario giapponese si susseguono così in un film dalle atmosfere inquietanti ed ipnotiche, estremamente attento all’estetica e all’esperienza sensoriale.

Rashōmon || Proiezione

L’associazione Takamori ha il piacere di annunciare la proiezione di Rashōmon (羅生門, Rashōmon) di Kurosawa Akira. Il film sarà introdotto dal professor Francesco Vitucci, e l’evento si terrà nell’ambito della rassegna Graphic Japan della Cineteca di Bologna.

Kurosawa Akira (1910-1998) entra nell’industria cinematografica nel 1936, quando inizia un periodo di apprendistato come aiuto regista. Il suo debutto risale al 1943, quando realizza il film Sanshirō Sugata (姿三四郎 Sugata Sanshirō). In questo primo periodo da direttore indipendente realizza anche L’angelo ubriaco (酔いどれ天使 Yoidore Tenshi), che la rivista Kinema Junpo seleziona come il miglior film dell’anno. La pellicola spicca anche per un altro motivo: si tratta della sua prima collaborazione con l’attore Mifune Toshinō, con il quale realizzerà la bellezza di sedici film negli anni a venire – incluso Rashōmon. 

È proprio quest’ultimo, terminato nel 1950, che porta il regista ad essere conosciuto a livello internazionale. Nel 1951 è infatti il primo film non-europeo a vincere il Leone d’Oro alla Mostra internazionale d’arte cinematografica a Venezia, provocando un’ondata di interesse per il cinema giapponese ed asiatico.

La trama del film combina due storie del celebre scrittore Akutagawa Ryūnosuke; una è il racconto omonimo Rashōmon (1915). In questo caso, il nome fa riferimento al portone che si trovava a sud della città di Kyōto; ridotto in macerie, si fa specchio del decadimento e immoralità della società giapponese. Esso è anche punto di inizio del film di Kurosawa. Per la storia in sé, però, il regista si rifà piuttosto al racconto Nel bosco (藪の中 Yabu no naka, 1922). In esso vengono proposte, da parte di personaggi che si vedono in qualche modo coinvolti nella faccenda, varie versioni riguardanti un assassinio di un samurai e allo stupro di sua moglie.

La pellicola esplora dunque la soggettività della verità, immergendoci in un evento che conosciamo soltanto grazie a narratori inaffidabili. È da questo capolavoro che, dopotutto, prende nome l’espressione effetto Rashōmon, usata per descrivere situazioni in cui un medesimo evento viene descritto in modo diverso da ciascuno degli individui convolti. Tra così tante testimonianze contrastanti, infatti, diventa impossibile individuare una verità assoluta e inconfutabile: la realtà sembra così frantumarsi, lasciando dietro di sé solamente prospettive.

Dove

Cinema Modernissimo
Piazza Re Enzo, 3
Bologna

Quando

Giovedì 26 febbraio alle ore 20:30

Vi aspettiamo anche alla prossima proiezione cui parteciperemo, sempre al cinema Modernissimo!

Venerdì 27 febbraio alle ore 22:00 – Kwaidan – storie di fantasmi di Kobayashi Masaki

Rassegna Primaverile JFS 2026

L’associazione Takamori è lieta di invitarvi alla rassegna primaverile JFS, realizzata in collaborazione con il Circuito Cinema Bologna, che si terrà tra marzo e aprile, per un totale di 4 film.


Le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli in italiano, e si terranno al cinema Rialto alle ore 19.00.

Film:

martedì 3 marzo: One day, you will reach the sea (2022) di Nakagawa Ryūtarō
martedì 17 marzo: Hogawa No Hotori (2011) di Shinohara Tetsuo
martedì 31 marzo: Silent Parade (2022) di Nishitani Hiroshi
martedì 14 aprile: Beyond the infinite two minutes (2020) di Yamaguchi Junta

Luogo:

Cinema Rialto
Traduzione: Antonietta Pastore

 

 

 

 

Il ragazzo e l’airone || Proiezione

L’associazione Takamori è lieta di invitarvi alla proiezione de Il ragazzo e l’airone (君たちはどう生きるか Kimitachi wa dō ikiru ka) di Miyazaki Hayao. Il film sarà presentato dal professor Francesco Vitucci, e l’evento si terrà nell’ambito della rassegna Graphic Japan della Cineteca di Bologna.

 

Il regista Miyazaki Hayao, nato a Tōkyō nel 1941, non ha bisogno di approfondite presentazioni, trattandosi di uno dei maestri dell’animazione giapponese più conosciuti e stimati anche all’estero. Esordisce nel 1963 presso Toei Dōga, studio di animazione che ha successivamente cambiato nome in Toei Animation. Nel 1985 fonda, con il collega Takahata Isao, lo Studio Ghibli, la cui popolarità non tarderà a crescere, e che raggiungerà una posizione di prestigio anche grazie alle vittorie di numerosi premi.

Il ragazzo e l’airone, che viene distribuito a partire da luglio 2023, è il secondo film di Miyazaki ad aggiudicarsi l’Oscar per il miglior film d’animazione. Esso viene realizzato ben dieci anni dopo l’ultima opera dello Studio Ghibli (Si alza il vento, del 2013), in occasione della quale il regista aveva annunciato il suo ritiro. Il film prende ispirazione da molteplici fonti ed esperienze, tra le quali il riferimento più chiaro è il romanzo omonimo di Genzaburō Yoshino, risalente 1937, da cui vengono tratte varie tematiche – ma non il contenuto in sé.

La storia è ambientata nel Giappone della Seconda Guerra mondiale e segue il giovane Mahito, che perde sua madre – ricoverata in un ospedale – a causa di un incendio. Dopo questo tragico evento, il padre si sposa con Natsuko, sorella della defunta moglie, e la famiglia si trasferisce in una località rurale. Lì, Mahito incontra un misterioso airone grigio, e si ritroverà presto trasportato in un mondo mistico, pieno di creature misteriose e immagini del passato che torneranno alla luce.

Ennesimo capolavoro del regista, il film è ricco di riferimenti, simbolismi e metafore, ed esplora suggestivamente la natura umana e le varie sfaccettature della nostra esistenza, spesso segnata da dolore e da momenti di perdita e debolezza. Infatti, il tedioso viaggio di Mahito si fa portatore di un messaggio più profondo che, come allude il titolo giapponese, riguarda proprio come viviamo la nostra vita – un significato che sta anche anche a ciascuno di noi, seduti in sala, cogliere ed interpretare.

Dove

Cinema Modernissimo
Piazza Re Enzo, 3
Bologna

Quando

Sabato 21 febbraio alle ore 15:30

Vi aspettiamo anche alle prossime proiezioni cui parteciperemo, sempre al cinema Modernissimo!

Giovedì 26 febbraio alle ore 20:30 – Rashomon di Kurosawa Akira
Venerdì 27 febbraio alle ore 22:00 – Kwaidan – storie di fantasmi di Kobayashi Masaki