Giappone Misterioso || Castroreale Mystery Festival

L’associazione Takamori è lieta di invitarvi al Castroreale Mistery Festival, terza edizione del festival del giallo e del noir che si terrà in P.zza Pertini – Castroreale (ME) nei giorni 21/22/23 Luglio 2022.

In particolare, il 22 Luglio alle ore 20:00, per l’evento Giappone Misterioso, verranno presentati i gialli La locanda del gatto nero e Fragranze di morte di Yokomizo Seishi, tradotti dal professor Francesco Vitucci per Sellerio Editore.

A seguire potrete visionare gli ulteriori eventi, le date e gli orari nelle locandine qui sotto.

Vi aspettiamo in numerosi!

Yukio Mishima – Neve di primavera

Autore: Yukio Mishima

Titolo originale: 春の雪, Haru no Yuki (neve di primavera)

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica Feltrinelli

Traduzione: Andrea Maurizi

Edizione: 2015

Pagine: 336

Primo romanzo della “quadrilogia della fertilità”, Neve di primavera rappresenta ad oggi uno dei lavori più maturi dello scrittore Yukio Mishima.

LA TRAMA

La storia è ambientata nel Giappone dei primi novecento e il protagonista è Kiyoaki Matsugae, un giovane dai tratti delicati e gusti raffinati, che trascorre l’adolescenza a casa dei conti Ayakura.

Carattere malinconico e sensibile, quanto capriccioso e instabile, Kiyoaki rimane troppo a lungo ignaro del proprio affetto nei confronti di Satoko, figlia dei conti Ayakura che, ora ventenne, deve decidere ad accettare un pretendente. Vittime e carnefici del crudele mondo che li circonda, i sentimenti di entrambi giocano in circostanze a loro sfavorevoli.

Trascinati in una passione senza vie d’uscita, Honda Shigekuni, unico confidente di Kiyoaki, assiste inerme ai tormenti dell’anima e ai giudizi lapidari dell’alta società, che tanto si aggrappa al passato quanto osserva precariamente al futuro.

LO STILE

“Neve di primavera” mescola alla straziante storia d’amore un’analisi introspettiva dell’animo umano che, grazie allo stile raffinato di Mishima, scava nell’animo profondo dei personaggi. Una cura estetica alla parola, quasi ritualistica, che invita a leggere oltre e che permette ai personaggi di permeare con le loro emozioni il lettore. Ogni evento dell’opera altro non è che lo specchio percettivo dei personaggi che, così come la loro anima, sono travagliati, complessi, instabili, in continuo bilico tra l’identificazione e la rinnegazione della realtà circostante, ora decadente.

Kiyoaki più d’ogni altro, si lascia trascinare tra inerzia e turbolenza dalla sua stessa storia.

Uno squisito connubio tra storia e introspezione psicologica, storica e culturale che fanno di “Neve di primavera” non solo un’opera estremamente complessa, ma un autenticocapolavoro della letteratura giapponese firmato Yukio Mishima.

— recensione di Claudia Ciccacci

Nagasaki: memories of my son (2015

Nagasaki: Memories of My Son, 母と暮せば
(Giappone, 2015)

Regia: Yamada Yōji

Cast: Yoshinaga Sayuri, Ninomiya Kazunari, Kuroki Haru

Genere: drammatico

Durata: 130 minuti

Nagasaki: Memories of My Son è un film drammatico del 2015 diretto da Yamada Yōji. È stato selezionato per essere presentato come film giapponese alla 89ª edizione degli Academy Awards, per la categoria di Miglior Film Internazionale, senza poi ricevere la nomina.

La pellicola si apre sul 9 agosto 1945; Koji è uno studente di medicina che si appresta a salutare la madre Nobuko per andare a lezione. Poche ore dopo, l’aeronautica militare americana sgancia la bomba atomica sulla città di Nagasaki.

Passano tre anni, Nobuko è rimasta sola, avendo perso anche il marito e il figlio maggiore in guerra. Il 9 agosto va a visitare la tomba del defunto Koji come suo solito, questa volta finalmente intenzionata ad accettare la morte del figlio e andare avanti con la sua vita. Una volta tornata a casa, però, riceve la visita del fantasma di Koji. Da quel momento i due passano molto tempo insieme, ricordando i tempi andati, e insieme a loro Machiko, la fidanzata di Koji, che non è mai riuscita a dimenticarlo.

Con Nagasaki: Memories of My Son, Yamada Yōji sceglie di rappresentare i temi della sofferenza e della morte all’interno della dimensione intima e privata di una madre rimasta sola, concentrandosi sulla sua riflessione ed evitando la rappresentazione globale del massacro di massa. Attraverso i discorsi di Nobuko e Koji, veniamo a conoscenza della dimensione del lutto causato da un trauma nazionale, e dell’assurdità di spingere i sopravvissuti a dimenticare e andare avanti nonostante tutto.

Ninomiya Kazunari e Kuroki Haru, grazie alle loro interpretazioni di Koji e Machiko, hanno vinto il 39° Japan Academy Prize per Miglior Attore e Miglior Attrice non Protagonista rispettivamente.

—recensione di Matteo Aliffi.

Melancholic (2018) – Tanaka Seiji

 

メランコリック

Melancholic

(Giappone, 2018)

Regia Tanaka Seiji
Cast Minagawa Yōji, Isozaki Yoshitomo, Yoshida Mebuki
Genere Quirky-noirish drama
Durata 113 minuti
Lingua giapponese

Premiato con il Gelso Bianco come miglior opera prima alla ventunesima edizione del Far East Film Festival, il giovane Tanaka Seiji ha esordito come regista con il film Melancholic. Melancholic è stato definito come un “quirky-noirish drama”, essendo alquanto complesso collocarlo all’interno di un solo genere. Il giovane regista, infatti, ha gestito in maniera eccezionale uno zibaldone di generi, creando un connubio equilibrato di elementi e temi: thriller, humor nero, storia d’amore, disoccupazione, scontro generazionale.

Minagawa Yōji, nelle vesti dello strampalato Kazuhiko, è stato in grado di rendere tramite il gesticolare delle mani e i tick la goffaggine del giovane ragazzo. Sebbene sia laureato presso una prestigiosa università di Tokyo, Kazuhiko ha poca fortuna nella ricerca di un impiego, a differenza dei suoi coetanei. Troverà occupazione presso un sentō (bagno pubblico giapponese) come inserviente. Inizialmente pare un lavoro regolare agli occhi di Kazuhiko, in cui le persone vengono ogni giorno per lavarsi, tra cui una sua ex compagna di cui si invaghirà. Dopo l’orario di chiusura, tuttavia, il bagno si trasforma in un luogo di esecuzioni della yakuza.

Dopo aver scoperto accidentalmente le reali finalità del luogo, il signor Azuma, il proprietario del sentō, assegnerà a Kazuhiko, assieme a Matsumoto, il compito di ripulire a fondo il bagno pubblico dal sangue delle vittime. Kazuhiko perderà presto il controllo della situazione e il suo nuovo impiego inciderà non solo sulla sua vita ma anche su quella dei suoi familiari e della sua amata. Fino a che punto sarà disposto ad arrivare Kazuhiko pur di proteggere i suoi cari?

“Se c’è qualcuno di malinconico in questa sala, sono sicuro che dopo il film gli tornerà il sorriso.”
Questa è stata la premessa, interamente letta in italiano, del regista Tanaka Seiji in occasione del debutto internazionale di Melancholic al Far East Film Festival. Ed è proprio col sorriso stampato in volto che gli spettatori hanno lasciato la sala del Teatro Nuovo Giovanni di Udine.

— di Gene Delos Santos


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