Autrice: Kamon Nanami
Traduzione: Corrado Cucchi
Editore: Newton Compton editori
Edizione: 2025

Kamon Nanami nasce nel 1963 a Tōkyō, città nella quale completerà i suoi studi presso la Tama Art university. Dopo aver lavorato come curatrice di musei, debutta come scrittrice nel 1992 con il romanzo Hitomaru chōfukurei (人丸調伏令). In seguito, pubblicherà più di settanta volumi, che rientrano prevalentemente nella categoria horror, trattandosi ad esempio di storie di fantasmi. Le sue opere hanno molteplice ispirazione, e spesso attingono a esperienze personali dell’autrice, nonché alle sue approfondite conoscenze del folklore giapponese, del soprannaturale e dello feng shui. Il santuario della montagna silenziosa (祝山 Iwaiyama) viene pubblicato in originale nel 2007, e arriva in Italia ad aprile 2025.

Kazuno Minami, scrittrice a tempo pieno specializzata in storie horror e sull’occulto, si trova in una posizione di stallo: sebbene si stia dedicando con costanza al suo nuovo romanzo, che dovrebbe consegnare a fine estate, si sente del tutto dissociata dalla storia che sta inventando. Per i suoi protagonisti, infatti, ha ideato un’avventura consistente in una rischiosa prova di coraggio, una situazione in cui lei non prenderebbe mai parte, essendo convinta che sia opportuno evitare ciò che potrebbe provocare la collera dei fantasmi.

Quando le arriva per mail un invito ad uscire da parte di Yaguchi Asako, un’amica con la quale aveva perso i rapporti, la cosa le sembra quasi uno scherzo del destino. Asako le racconta di aver preso parte a una sfida di coraggio e di essersi recata con tre amici in un edificio misterioso in piena notte. Dopo essere scesi dalla montagna inquietante che avevano visitato, terribilmente angosciati, si erano purificati in un santuario adiacente. La cosa, però, sembrava non essere stata efficace, perché ora stavano accadendo loro cose assai strane.

Dopo un po’ di titubanza, Minami decide di incontrare la sua vecchia conoscenza e i suoi tre temerari colleghi: Tazaki Masato, dal sorriso da bambino, Onodera Jun, ostentatamente allegro, e Wakao Yūko, che la colpisce per la sua modestia e riservatezza. Benché inizialmente la storia sembri un po’ ingigantita, la scrittrice non tarda ad accorgersi che i cambiamenti nelle vite dei quattro stanno diventando sempre più evidenti: alcuni di loro cambiano del tutto carattere, diventando fortemente irascibili, altri invece subiscono alterazioni dal punto di vista corporeo, come il rapido propagarsi di uno sfogo cutaneo dopo alcune punture d’insetto. Inoltre, mettendo a confronto le testimonianze della fatidica notte, Minami scopre che il gruppo ha assistito a cose differenti, e che le foto scattate da Jun presentano dettagli molto più inquietanti di quanto le fosse sembrato ad una prima occhiata.

Al voltare di ogni pagina, la conoscenza degli inquietanti segreti che il luogo sacro cela renderanno sempre più impossibile il restare estranei alla vicenda: più Minami cerca di prendere le distanze dalla pericolosa situazione, più sembra che la montagna le precluda questa libertà. Dopotutto, la maledizione pare quasi contagiosa, e nessuno sembra potersi sottrarre dal diventare vittima di quel luogo e della sua presenza funesta. Sarà possibile porre fine a questo delirio prima che qualcuno ne rimanga severamente ferito?

Recensione di Martina Gruden