
Autore: Kirino Natsuo
Traduttrice: Antonietta Pastore
Editore: Neri Pozza
Edizione: 2004
Morbide guance (やわらかな頬) è un romanzo onirico e introspettivo scritto da Kirino Natsuo, già celebre grazie a Le quattro casalinghe di Tokyo. Con Morbide guance vince il prestigioso premio Naoki nel 1999.
Kasumi vive con il marito Michihiro e le due figlie Yuka e Risa a Tokyo. Dopo essere scappata a diciott’anni da Rumoi, uno sperduto e squallido villaggio dell’Hokkaidō senza avvisare i genitori, riesce a essere assunta presso l’impresa di design di Michihiro, con cui è convolata a nozze per comodità. Infatti, da due anni intrattiene una liaison clandestina con Ishiyama, il più fidato cliente di Michihiro. In lui vede tutto ciò che non trova nel marito: un amante passionale, un confidente fidato e un’ancora a cui appigliarsi nelle giornate più buie.
Per permettere alla coppia di amanti di passare più tempo insieme, Ishiyama decide di comprare uno chalet nell’Hokkaidō, proprio vicino al paesello della famiglia di Kasumi, che lei non vede più dal fatidico giorno della fuga. Davanti all’incertezza della donna, Ishiyama decide di invitare anche Michihiro e le figlie allo chalet per non destare sospetti. La vacanza inizia come una tranquilla gita fuori città tra amici di famiglia: Kasumi fa amicizia con la moglie di Ishiyama, i figli delle due coppie giocano amabilmente insieme, si ammira il paesaggio verdeggiante del lago Shikotsu…
Finché tutto non va a rotoli: dopo una notte infuocata tra i due amanti in cui Kasumi pensa di poter anche abbandonare le figlie per stare con Ishiyama, Yuka scompare nel nulla. Mentre al villaggio di Izumi-go le ricerche cominciano, Kasumi si pente del desiderio terribile ma irrefrenabile espresso la sera prima: con la scomparsa della figlia pensa di aver ricevuto la punizione adeguata per quel pensiero degenerato. Tra ipotesi di rapimento, chiamate anonime e testimonianze fasulle, Kasumi è costretta a far fronte a una spirale di dolore che la porterà a scendere a compromessi con le sue azioni passate.
Morbide guance è un romanzo pieno di rimorso, in cui i sogni sono l’unico modo per risanare il presente e scoprire la verità del passato: le vite di molteplici personaggi si intrecciano in incubi che possono portare alla risoluzione del mistero mai svelato. Yuka, identica a Kasumi da bambina sia nell’aspetto che nel carattere, diventa la sua punizione per essere scappata da Rumoi. Lo stile di Kirino, spoglio e senza fronzoli, accompagna il lettore nella risoluzione dell’enigma attraverso il pensiero e la psicologia di ciascun personaggio.
Recensione di Martina Benedetta Calabrese
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