Autore: Suzuki Kōji

Traduttrice: Chiara Salina

Editore: Nord

Edizione: 2004

Spiral (らせん) è il secondo libro della trilogia opera di Suzuki Kōji. A differenza del celeberrimo prequel Ring, in cui il mistero è legato ad una maledizione, in Spiral il male sembra trasformarsi: non si parla più di uno spirito vendicativo che torna nel mondo terrestre per punire il genere umano, ma di una maledizione virulenta più legata all’ambito medico-scientifico che al soprannaturale.

Nonostante la narrazione sia direttamente consequenziale agli eventi di Ring, stavolta il protagonista non è più Asakawa – giornalista di Ring – ma Mitsuo Ando, un medico legale la cui esistenza è segnata dal dolore per la recente scomparsa del figlio, morto per annegamento. Ando viene coinvolto nella misteriosa morte del suo vecchio amico e collega universitario Ryūji Takayama, deceduto per arresto cardiaco senza alcuna spiegazione apparente. Durante l’autopsia avviene una scoperta agghiacciante: nello stomaco di Takayama viene trovato un foglietto con una misteriosa stringa di cifre. Grazie alla sua mente scientifica, Ando riesce a risolvere il codice che lo porterà a scoprire l’esistenza della cassetta maledetta, causa di una serie di morti inspiegabili.

Indagando e interpretando il filo di indizi davanti a sé, Ando scopre che il virus che uccide chi guarda il video non è un semplice fenomeno soprannaturale creato dal desiderio di uno spirito maligno, ma un agente biologico, un virus mimetico che si trasmette tramite informazioni prima in forma audiovisiva, poi anche in forma scritta. Il confine tra biologia e maledizione viene completamente abbattuto: il virus Ring è in grado di riscrivere il DNA e propagarsi come un’epidemia. L’atmosfera si fa sempre più cupa e inquietante quando si scopre che Sadako Yamamura, la ragazza al centro della maledizione, starebbe utilizzando il corpo di Ryūji per ritornare in vita attraverso un processo di manipolazione genetica.

La rinascita e l’immortalità sono dunque temi chiave nel romanzo: Sadako diventa un’entità in grado di sfidare la morte tramite la scienza, dimostrando quanto il desiderio possa cambiare le sorti del mondo e portare alla luce un nuovo assetto scientifico. Sadako non è più solo un’ombra vendicativa ma una forma di vita in evoluzione, capace di usare il corpo umano come incubatore. Ando dovrà far fronte alla nuova natura della maledizione, cercando di non finire sullo stesso tavolo delle autopsie su cui lavora quotidianamente…

Con Spiral, Suzuki riesce a trasformare un horror classico in un thriller biotecnologico, dimostrando una spiccata conoscenza in ambito genetico. L’idea che il virus/maledizione si possa trasmettere in forma scritta è forse l’elemento più inquietante: lo stesso romanzo Spiral, narrazione scritta della maledizione, diventa vettore del virus. Il lettore diventa così parte integrante della storia, creando una metafiction inquietante: Spiral si legge come un thriller, ma si insinua nella mente come un virus.

Recensione di Martina Benedetta Calabrese