
Autore: Yokoyama Hideo
Traduttore: Bruno Forzan
Editore: Mondadori
Edizione: 2018
Uno Sette (クライマーズ • ハイ, Climber’s High), è un thriller che esplora la cruda realtà giornalistica scritto da Yokoyama Hideo. L’autore, prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno, è stato difatti per dodici anni giornalista d’inchiesta. La sua rigorosa etica del lavoro è riflessa nel comportamento ossessivo dei personaggi del romanzo, che sacrificano forze e vita sociale per il bene del giornale. Yokoyama morirà per un attacco cardiaco in seguito a una sessione di lavoro durata settantadue ore.
Kuzumasa Yūki è un giornalista del Kita Kantō Shinbun, un piccolo quotidiano locale che ogni giorno deve combattere per il miglior scoop contro altri giornali nipponici più influenti. Nel poco tempo libero che rimane dopo gli sfiancanti turni in redazione, Yūki coltiva la passione dell’arrampicata: a spronarlo c’è l’amico e collega Anzai, esperto nel campo. Insieme decidono di scalare il ripidissimo Tsuitate, chiamato anche “monte del diavolo” per il corposo numero di vittime cadute nel vuoto durante la scalata. Tuttavia, due catastrofi incombono all’orizzonte…
Il 12 agosto 1985 un Jumbo della Japan Airlines in volo da Tokyo a Osaka riporta dei problemi al velivolo, manda due comunicazioni urgenti, se ne perdono le tracce. Il giorno dopo, la scoperta della tragedia: l’aeroplano si è schiantato sul monte Osutaka con oltre 500 passeggeri a bordo, rendendolo il più grande incidente aereo mai accaduto. La redazione del Kita Kantō Shinbun elegge Yūki come responsabile del caso: nonostante le volontà dei piani alti di concentrarsi sulle breaking news sulla sciagura per tenere alto il nome della testata, più volte Yūki dimostrerà il suo interesse nel pubblicare notizie legate alla dimensione umanitaria dell’incidente, nell’intento di aiutare le famiglie delle vittime a superare la terribile e improvvisa perdita.
Attraverso le indagini sulla tragedia aerea e le interazioni tra Yūki e i suoi colleghi, emergono la sua infanzia travagliata e il rapporto tormentoso con il figlio Jun. Nonostante il desiderio del padre di riallacciare una relazione forse mai esistita, Jun è ormai un adolescente ribelle, irrequieto e che sembra considerare il padre una seccatura. Al contrario, Yūki sembra costruire un rapporto di giorno in giorno più profondo con il figlio di Anzai, Rintarō, che si aggrappa a lui come un’ancora dopo una disgrazia che ha stravolto la sua vita di dodicenne.
La vita personale di Yūki e le vicissitudini in redazione si intrecciano magistralmente per creare il complesso ritratto di un uomo che sta perdendo di vista ciò che è realmente importante. Un’infanzia tormentosa, un figlio acquisito e l’immagine del monte Tsuitate all’orizzonte: quanto il passato può condizionare l’uomo che vive nel presente?
Recensione di Martina Benedetta Calabrese
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