Scattered All Over the Earth || Recensione

Author: Tawada Yoko
Translation: Margaret Mitsutani
Publisher: Granta Books
Edition: 2022

Tawada Yoko is an author and poet born in Tokyo in 1960 who moved to Germany in the early 1980s. Her works, written in both Japanese and German, explore themes of language, cultural identity, and estrangement, often blending realism with dreamlike scenarios and imagined futures. Scattered All Over the Earth (地球にちりばめられて, Chikyū ni Chiribamerarete), originally published in 2018 and later translated into English by Margaret Mitsutani, is the first volume of a trilogy that explores such themes in a near future shaped by displacement and the gradual erosion of cultural identity.

The novel opens in a world where Japan has disappeared off the map, lingering only in half-remembered stories and distorted cultural references. Characters struggle even to remember the country’s name, vaguely describing it instead as “an archipelago somewhere between China and Polynesia,” while elements of its culture persist detached from their origins, as when sushi is referred to as a Finnish invention. How Japan came to vanish is never explicitly stated. Instead, Tawada scatters possible explanations throughout the narrative, from extreme urbanisation and the flattening of the country’s mountain ranges to collapsing birth rates and a society no longer capable of distinguishing between the virtual and real worlds.

At the centre of the story is Hiruko, one of the few people who still identifies herself as Japanese, constantly travelling across Scandinavia in search of others who share her origins and native tongue. In order to communicate wherever she goes, she speaks “Panska,” a hybrid language combining Norwegian, Danish, and Swedish. This improvised language allows her to be understood, yet it also mirrors her sense of displacement, enabling communication without ever quite providing a sense of belonging. Margaret Mitsutani’s English translation masterfully reinforces this feeling through lowercase writing and unusual punctuation, conveying the ungrammatical and improvised nature of Hiruko’s speech. This gradual linguistic detachment is further reflected in the original Japanese edition, where Hiruko’s name appears in the Latin alphabet rather than Japanese script, subtly emphasising her growing separation from the country she is trying to keep alive in memory.

Rather than centring itself around a single protagonist, the narrative continually shifts perspective between multiple characters across its chapters, allowing the reader to experience this evolving world through a rich variety of voices and cultural backgrounds. Through awkward encounters, linguistic misunderstandings, and gradually deepening relationships, Tawada draws these seemingly disconnected lives together, keeping the reader invested both in Hiruko’s search and in the way this unlikely group attempts to define itself in a world that no longer offers a fixed sense of belonging.

Scattered All Over the Earth is an unconventional and ambitious novel that combines philosophical reflection with linguistic experimentation. Tawada’s prose and narrative choices can at times feel deliberately disorienting, but this instability ultimately becomes one of the book’s greatest strengths. Rather than presenting a dystopian future centred solely on destruction, Tawada tells a story about the fragile human desire to be understood, highlighting the importance of language and communication in a world where fixed national identities have begun to dissolve and the idea of home itself has started to disappear.

Review by Connal Shaw

Autrice: Tawada Yoko
Traduzione: Margaret Mitsutani
Editore: Granta Books
Edizione: 2022

Tawada Yoko è un’autrice e poetessa nata a Tokyo nel 1960, trasferitasi in Germania nei primi anni Ottanta e nota per le sue opere scritte sia in giapponese che in tedesco. Gran parte della sua produzione esplora i temi del linguaggio, dell’identità culturale e dell’estraneità, fondendo il realismo con atmosfere oniriche e visioni di futuri possibili. Scattered All Over the Earth (地球にちりばめられて, Chikyū ni Chiribamerarete), pubblicato nel 2018 e successivamente tradotto in inglese da Margaret Mitsutani, è il primo volume di una trilogia ambientata in un futuro prossimo segnato dallo sradicamento e dalla progressiva dissoluzione dell’identità culturale.

Il romanzo si apre in un mondo in cui il Giappone è scomparso, ridotto ormai a ricordi confusi e riferimenti culturali deformati dal tempo. I personaggi faticano persino a ricordarne il nome, limitandosi a descriverlo vagamente come “un arcipelago da qualche parte tra la Cina e la Polinesia”, mentre frammenti della sua cultura continuano a esistere separati dalle proprie origini, come nel caso del sushi, considerato un’invenzione finlandese. Le cause della scomparsa del paese non vengono mai spiegate apertamente. Tawada dissemina invece nel corso della narrazione diverse ipotesi, dall’urbanizzazione estrema e dallo spianamento delle montagne sacre fino al crollo della natalità e all’incapacità di distinguere il mondo virtuale da quello reale.

Al centro della storia vi è Hiruko, una delle poche persone che continuano a identificarsi come giapponesi, in continuo viaggio attraverso i paesi scandinavi alla ricerca di qualcuno che condivida le sue origini e la sua lingua madre. Per comunicare, parla il “Panska”, una lingua ibrida composta da norvegese, danese e svedese. Questo idioma improvvisato le permette di farsi comprendere ovunque vada, ma riflette anche la sua condizione di chi comunica con tutti senza appartenere davvero a nessun luogo. La traduzione inglese di Margaret Mitsutani cattura perfettamente questo senso di spaesamento attraverso l’uso delle minuscole e di una punteggiatura insolita, trasmettendo il carattere sgrammaticato e improvvisato del suo modo di parlare. Lo stesso senso di distacco emerge anche nell’edizione originale giapponese, dove il nome della protagonista appare scritto in alfabeto latino anziché in caratteri giapponesi, sottolineando la sua separazione dal paese che cerca disperatamente di mantenere vivo nella memoria.

Piuttosto che seguire un unico protagonista, la narrazione si sposta continuamente tra personaggi diversi nel corso dei capitoli. Attraverso incontri imbarazzanti, incomprensioni linguistiche e rapporti che si consolidano poco a poco, Tawada intreccia le vite di questo improbabile gruppo, accompagnando il lettore tanto nella ricerca di Hiruko quanto nel tentativo dei personaggi di definire la propria identità in un mondo che non offre più alcun senso stabile di appartenenza.

Scattered All Over the Earth è un romanzo insolito e intellettualmente ambizioso, capace di unire riflessione filosofica e sperimentazione linguistica. La prosa e le scelte narrative di Tawada possono risultare volutamente disorientanti, ma è proprio questa instabilità a rappresentare uno dei maggiori punti di forza dell’opera. Anziché costruire una distopia fondata unicamente sulla distruzione, Tawada racconta una storia che riflette sul fragile desiderio umano di essere compresi, ponendo al centro il linguaggio e la comunicazione in un mondo dove le identità nazionali si dissolvono e perfino l’idea stessa di casa sembra destinata a svanire.

Recensione di Connal Shaw