Autore/Autrice: Kirino Natsuo

Traduzione: Gianluca Coci

Editore: Neri Pozza Editore

Edizione: BEAT 2015

Kirino Natsuo, scrittrice ormai nota per i suoi romanzi noir, debutta nel 1993 proprio con il romanzo Pioggia sul viso (titolo originale 顔に降りかかる雨, Kao ni furikakaru ame), grazie al quale vincerà il premio Edogawa Ranpo.

Il romanzo si apre con un incubo: Murano Miro, protagonista e voce narrante dell’opera, sogna il suo defunto marito Hiroo che, anche se ormai scomparso da tempo, continua ad opprimerla nella sua quotidianità. Lo vede accanto a sé, ma non riesce a raggiungerlo. Mentre si accinge ad afferrargli la mano, si sveglia: i clacson assordanti del sogno si rivelano essere il suo telefono che squilla senza sosta, benché siano le tre di notte. Murano però non alza la cornetta: da quando Hiroo era venuto a mancare, si era tacitamente ripromessa di non rispondere più alle telefonate notturne, ritenendole presagi di cattive notizie.

La mattina seguente, ascoltando la segreteria, si accorge ben presto che il messaggio silenzioso lasciatole è privo di mittente. Sebbene potrebbe trattarsi di un semplice errore, la ragazza non riesce a scuotersi di dosso uno strano senso di malessere. Non tarda poi a complicare la situazione una chiamata da Naruse, partner della sua cara amica Usugawa Yōko, stravagante scrittrice amante di temi poco convenzionali. Dopo aver superato i convenevoli l’uomo, turbato, arriva al punto: Yōko è scomparsa durante la notte senza lasciare alcuna traccia di sé.

Dopo che Naruse si presenta a casa di Murano senza preavviso, accompagnato da uno sconosciuto vestito in modo sgargiante e dall’aspetto da yakuza, la ragazza capisce di trovarsi in una situazione alquanto scomoda. I due le rivelano, spazientiti, che la sua amica non solo è sparita, ma si è portata dietro un’ingente somma di denaro sporco. Si tratta della bellezza di cento milioni di yen, soldi affidati a Naruse dalla losca società di cui fa parte la sua concessionaria – compagnia cui Murano viene trascinata senza poter contrastare. Nei piani alti di un lussuoso palazzo, si trova così faccia a faccia con Uesugi, un pericoloso boss dello yakuza che le concede una sola settimana di tempo per ritrovare Yoko e i soldi, dimostrando così la propria estraneità ai fatti.

Murano si vede così costretta a improvvisarsi detective, affiancata da Naruse e dal giovane – e facilmente irascibile – yakuza Kimishima. Interroga familiari, amici e conoscenti di Yoko: dalla segretaria Yukari, rancorosa e insoddisfatta, alla veggente cui la scrittrice si recava regolarmente, fino ai vari personaggi del mondo del bondage e sadomaso che tanto la interessavano. Mettendo insieme i frammenti delle testimonianze, Murano scoprirà un’immagine inaspettata di Yōko, segnata da una gran mole di preoccupazioni, problemi e interessi che le aveva taciuto. Tra questi, spicca un misterioso reportage stilato dopo un intenso viaggio nei quartieri più pericolosi di Berlino. Nessuno sembra saperne molto – ma che sia proprio questo il pezzo mancante per risolvere l’enigma della sua scomparsa?

Recensione di Martina Gruden