
Autore: Matsumoto Seichō
Traduzione: Alessandro Passarella
Editore: Adelphi
Edizione: 2025
Matsumoto Seichō , pseudonimo di Matsumoto Kiyoharu, è stato uno scrittore giapponese della seconda metà del ‘900. Nato a Kokura, abbandona gli studi giovanissimo, iniziando a lavorare in una tipografia. A partire dal 1942 inizia a lavorare per una rivista, attività che gli permette di pubblicare anche diversi suoi racconti di stampo storico. Proprio grazie ad una di queste pubblicazioni, riesce a vincere il premio Akutagawa: questo sarà il trampolino di lancio che gli permetterà di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. A partire dal 1955, inizia a pubblicare opere di stampo poliziesco, opere che vanno a toccare problematiche sociali e
che gli valgono il titolo di Simeon giapponese. Oltre che essere stato un prolifico scrittore –nel corso della sua carriera ha pubblicato ben oltre 300 opere- ha anche ricevuto svariati premi, come il Kikuchi Kan Prize nel 1970. Muore all’età di 82 anni, nell’agosto del 1992.
L’opera di cui parliamo, Vangelo nero, è ispirata a fatti realmente accaduti. Essa si divide in due parti: nella prima metà l’autore si concentra sulla vita dei padri dell’ordine Basiliano -nello specifico di due padri: padre Villiers e padre Tolbecque – all’apparenza retta e dedita a Dio, che cela però oscuri segreti. La seconda parte si apre con un colpo di scena: un omicidio. Chi è stato? Come si è verificato? Sono queste le domande che si pongono investigatori e giornalisti, ora protagonisti dell’opera. Quando le loro indagini li porteranno ad avvicinarsi agli ambienti ecclesiastici, la loro ricerca verrà ostacolata dalla Chiesa, pronta a
tutto pur di proteggere i propri interessi.
Il racconto inizia molto lentamente: ampio spazio viene lasciato alle descrizioni, senza però cadere nell’eccesso. Man mano che la storia prosegue e nuovi personaggi vengono introdotti, l’opera diventa sempre più dinamica e incalzante: ogni nuova voce presentata è come un tassello di un puzzle, e ad ogni nuovo pezzo abbiamo una visione sempre più completa di ciò che sta accadendo. Inoltre, il linguaggio usato all’interno del testo, a parte qualche sporadica parola ricercata, è molto facile, il che rende l’opera molto piacevole e scorrevole. Per concludere, quest’opera tratta temi sociali importanti, quali, fra i più ovvi, la corruzione
delle cariche politiche ed ecclesiastiche, servendo da monito e da riflessione sulla società odierna in cui viviamo.
Recensione di Nina Secci
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