2 Maggio 2025 | FEFF, Registi

Matsui Daigo, nato il 2 novembre 1985 a Kitakyushu, nella prefettura di Fukuoka, è una delle voci più originali del cinema giapponese contemporaneo. Laureato in letteratura francese alla Waseda University, ha iniziato la sua carriera come sceneggiatore per la NHK, diventando il più giovane autore per l’emittente giapponese con la serie Two Speakers nel 2009. La sua passione per il teatro lo ha spinto a fondare nel 2008 la compagnia Gojiden, in cui ha ricoperto ruoli di commediografo, regista e attore. Nel 2012 debutta come regista con Afro Tanaka, una commedia eccentrica che ottiene una selezione al Far East Film Festival di Udine. Con questa pellicola si fa notare per il suo mix di ironia, malinconia e riflessioni sulla giovinezza.
Da quel momento, Matsui ha consolidato il suo stile unico, caratterizzato da storie di adolescenti e giovani adulti alle prese con i cambiamenti della vita. Tra le sue opere più note ci sono Daily Lives of High School Boys (2013), Wonderful World End (2015), #HandballStrive (2020) e Just Remembering (2022), che ha riscosso grande successo al Far East Film Festival, dove è stato apprezzato per il suo omaggio a Jim Jarmusch e per la sua particolare struttura narrativa.

Il suo ultimo lavoro, Rewrite, rappresenta una novità per Matsui, segnando la sua prima incursione nel genere di fantascienza. Il film, tratto dal romanzo di Yasutaka Tsutsui, si inserisce nel filone dei drammi romantici giapponesi che esplorano il tema del viaggio nel tempo, ormai quasi un cliché del cinema nipponico. Tuttavia, Rewrite si distingue non solo per la sua trama coinvolgente ma anche per il suo tributo al classico di Obayashi Nobuhiko, The Girl Who Leaped Through Time (1983), ambientato nella città costiera di Onomichi, la stessa che ha ispirato diversi lavori del defunto regista.
La modalità comica che ha sempre contraddistinto il cinema di Matsui si fa sentire anche in Rewrite, con sviluppi che si spingono verso il confine dello slapstick. Nonostante l’approccio giocoso, il film esplora un tema serio: come un amore giovanile possa segnare la vita adulta, un concetto che il regista aveva già esplorato in Just Remembering (2022). In quel film, infatti, il tempo, seppur non tramite il viaggio nel tempo, svolgeva un ruolo centrale nella narrazione.
Rewrite, presentato in anteprima mondiale al Far East Film Festival di Udine, è un ulteriore passo importante nella carriera di Matsui. La sua capacità di fondere elementi di commedia e dramma, unita a un’attenzione sempre più profonda alle emozioni e alle sfide della vita, lo ha reso uno dei registi giapponesi più interessanti sulla scena internazionale.
1 Maggio 2025 | FEFF, Registi

Michimoto Saki, regista e sceneggiatrice giapponese, è una delle voci emergenti più interessanti del cinema contemporaneo. Nata nel 1987 a Tokushima e laureata in arti visive all’Università di Osaka, Michimoto ha costruito una carriera che fonde sensibilità visiva e riflessioni profonde sulla condizione umana. La sua capacità di esplorare temi universali attraverso una narrazione intima e poetica le è valsa il riconoscimento internazionale.
Il debutto alla regia di Michimoto, Mirror’s Edge (2017), le ha permesso di emergere nel panorama cinematografico indipendente, con una storia di solitudine e conflitto interiore che affascina per la sua eleganza visiva e il suo stile narrativo onirico. Il film è stato acclamato per l’uso evocativo della luce e delle immagini, creando un’atmosfera che trasporta lo spettatore in un mondo emotivamente intenso.

Nel 2018, il suo cortometraggio 19: Nineteen ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria al Pia Film Festival, un riconoscimento che ha consolidato la sua posizione come una regista promettente nel panorama cinematografico giapponese. Questo premio ha evidenziato il suo talento nel raccontare storie intime, confermando il suo stile distintivo e la capacità di esplorare le complessità emotive in modo raffinato.
Nel 2020, Michimoto ha continuato a consolidare il suo stile con Echoes of Silence, un’opera che esplora le tensioni tra memoria e relazioni interrotte. Il film ha ricevuto ampi consensi per la sua capacità di trattare temi complessi senza cedere al melodramma, concentrandosi invece su una riflessione delicata e sottile sulla fragilità dei legami umani.
Un punto di forza nel cinema di Michimoto è l’attenzione maniacale ai dettagli visivi e alla simbologia, che rendono ogni film una riflessione sul tempo e sul cambiamento. La regista gioca abilmente con la temporalità, esplorando come i ricordi, le esperienze passate e le scelte di vita influenzino il presente e il futuro, creando una dimensione universale che tocca le corde più intime dello spettatore.
Nel 2021, Michimoto ha partecipato al progetto NDJC (New Directions in Japanese Cinema), che ha lanciato il suo cortometraggio Nacchan’s Family. Questo progetto ha rappresentato una nuova fase nella sua carriera, segnando il suo impegno nell’esplorare nuove direzioni nel cinema giapponese, soprattutto per quanto riguarda il racconto di storie intime e familiari. L’anno successivo, ha presentato il suo lungometraggio d’esordio, See You Tomorrow, un’opera che è stata distribuita in Giappone nel settembre 2024 e che ha subito catturato l’attenzione internazionale.
Il film è stato selezionato per la competizione ufficiale del Far East Film Festival 2025 e ha ricevuto una candidatura ai prestigiosi White Mulberry Awards, confermando la sua crescente reputazione nel panorama cinematografico globale. Con See You Tomorrow, Michimoto esplora le dinamiche interpersonali tra giovani adulti, utilizzando una sensibilità unica per trattare temi universali come l’amore, la crescita e la distanza. Il film ha attirato l’attenzione per la sua capacità di raccontare storie complesse con una narrazione sobria e visivamente affascinante.
Michimoto Saki è diventata una figura centrale nel cinema giapponese per la sua abilità di combinare estetica e contenuto, usando la propria arte per esaminare la complessità dell’esperienza umana. Con ogni nuova opera, la regista continua a stupire, offrendo uno sguardo intimo e riflessivo sul mondo che ci circonda, lasciando un’impronta duratura nel cuore di chi guarda.
29 Aprile 2025 | FEFF, News

Anche quest’anno l’Associazione Takamori è lieta di annunciare la sua partecipazione al Far East Film Festival 27, uno degli appuntamenti più importanti in Europa dedicati al cinema dell’Estremo Oriente, in corso a Udinedal 24 aprile al 2 maggio 2025. A ospitare le proiezioni sono il Teatro Nuovo e il cinema Visionario, e noi apartire da oggi, 29 aprile, siamo giunti sul posto per seguire da vicino le giornate conclusive dell’evento cheterminerà con la serata dell’Audience Award.
Trovate tutte le info del festival al seguente link: https://www.fareastfilm.com/
La nostra partecipazione ha l’intento di approfondire il panorama cinematografico asiatico, ponendo particolareattenzione alla produzione giapponese. Vi invitiamo a seguirci sul nostro sito e sui nostri profili social, dove nei prossimi giorni pubblicheremorecensioni, articoli di approfondimento e interviste.
Restate sintonizzati!
25 Febbraio 2025 | FEFF, Film e Serie TV, Rassegna

24 aprile/2 maggio 2025 – Udine, Italy, Teatro Nuovo e Visionario
FAR EAST FILM FESTIVAL 27: nuovi sguardi sul cinema asiatico!
L’immagine del FEFF 27, dedicata al potere dello sguardo e alle traiettorie della fantasia, porta ancora una volta la firma del graphic designer Roberto Rosolin.
Fino al 3 marzo prosegue la campagna accrediti con la speciale tariffa Early Bird.
UDINE – «La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre». C’è chi dice Frank Zappa, c’è chi dice James Dewar e c’è chi dice Albert Einstein: sull’autore non esistono certezze, ma sul valore dell’aforisma nessuno può questionare. Per fare in modo che la mente funzioni è necessario che funzioni la nostra capacità di osservare le cose. La nostra capacità di utilizzare lo sguardo, che della mente è il detonatore. Se gli occhi vedono, però, sono anche capaci di viaggiare, di spaziare, di andare oltre a ciò che stanno effettivamente vedendo? Al grande potere dello sguardo il graphic designer Roberto Rosolin ha dedicato l’immagine ufficiale del Far East Film Festival 27: un intenso ritratto femminile che ci porta altrove, al di là dei limiti e dei muri, lungo le mille possibili traiettorie della fantasia e della libertà.
La ventisettesima edizione del FEFF, che dal 24 aprile al 2 maggio animerà il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e gli spazi del Visionario, è pronta a restituire nuovi sguardi sul cinema asiatico. Nuove traiettorie della fantasia e della libertà che, per nove giorni, trasformeranno Udine nell’epicentro orientale d’Europa. Nato il 10 aprile 1999 e poi cresciuto fino a diventare – citando Variety – «uno dei 50 appuntamenti mondiali da non perdere», il Far East Film Festival non ha mai smesso di essere la casa di autentiche leggende (come Jackie Chan e Joe Hisaishi), registi cult (come Johhnie To, Takashi Miike, Takeshi Kitano, Zhang Yimou), dive e dive, key player.
La campagna accrediti del Far East Film Festival 27, ricordiamo, è in pieno svolgimento. Fino a lunedì 3 marzo, infatti, sarà possibile acquistare online il proprio accredito Red Panda o White Tiger (anche nella versione Under 26) con tariffa speciale Early Bird. I pacchetti Press e Black Dragon saranno invece disponibili a prezzo intero. Novità del 2025 l’accredito Under 18,
dedicato agli appassionati di cinema di età compresa tra i 16 e i 18 anni non
ancora compiuti. Info dettagliate sul sito www.fareastfilm.com.
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