Il Rock ‘n’ Roll non morirà” canta nei suoi brani Haruna Kimishima, nota come Haru Nemuri (春ねむり). È stato proprio il Rock ‘n’ Roll, afferma l’artista, ad averla trovata e cambiata. Originaria di Yokohama, del distretto di Isogo, a soli 25 anni, trasmette la sua fresca energia e sensibilità in qualità di cantautrice e poetry-rapper.

Discografia

Haruna inizia a scrivere all’università e la sua discografia si compone di un EP, Kick in The World (2018) e tre mini-album: Sayonara Youthphobia (2016), Atom Heart Mother (2017) e LOVETHEISM (2020).  Oggi vi parliamo del suo album di debutto, Haru to Shura, acclamato a livello internazionale.

 

Haru to Shura

Titolo: Haru to Shura (春と修羅)

Anno di rilascio: 2018

Casa discografica: Perfect

Tracce: 17

Durata: 48 minuti

 

       Tracklist

  1. MAKE MORE NOISE OF YOU
  2. Narashite (鳴らして)
  3. Underground
  4. Haru to Shura (春と修羅)
  5. zzz pt. i
  6. Lost Planet
  7. Sekai wo Torikaeshite Okure (せかいをとりかえしておくれ)
  8. Yoru wo Oyoideta (夜を泳いでた)
  9. zzz pt. ii
  10. Nineteen
  11. Yume wo Miyou (ゆめをみよう)
  12. zzz pt. iii
  13. Rock’n’Roll wa Shinanai (ロックンロールは死なない) with SUDDENLYBOYZ
  14. zzz pt. iiii
  15. Yoru wo Oyoideta (Nemu remix)
  16. Underground feat. NERO IMAI (shnkuti remix)
  17. Narashite (Hasegawa Hakushi remix)

Analisi

La natura dell’album si manifesta fin dalla prima traccia: un’esortazione a prendere in mano la propria vita, a portare avanti la propria battaglia, ad amare. Si tratta di un’esortazione insistente, incalzante, espressa attraverso una moltitudine di elementi ricorrenti nei testi. Tra questi la dimensione onirica, la pioggia, la fede, l’amore e il mare, quest ultimo sempre considerato come una dimensione intima, conosciuta; un probabile riferimento alla città natale di Haruna che si affaccia sul mare. Sentimenti ed emozioni sono espressi delicatamente da immagini contrastanti: la luce, il blu; la guerra, la morte.

Il titolo può essere tradotto letteralmente come “primavera e lotta” o “primavera e massacro”: un dualismo, questo, che descrive alla perfezione anche il sound. Se la prima metà dell’album è caratterizzata prevalentemente da chitarre distorte e costellata da intensi scream, la seconda è più vivace, elettronica e pop, il tutto perfettamente amalgamato insieme al parlato/rap.

Haru to Shura è, nel complesso, un album eclettico e capace di trasmettere il suo messaggio fin dal primo ascolto, ricercato e accessibile allo stesso tempo; imperdibile per gli appassionati dell’ambiente giapponese underground contemporaneo.

 

— recensione di Eleonora Cuccu.