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MURAKAMI HARUKI
LA FINE DEL MONDO E IL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Einaudi, Collana Super ET (2008), pp. 515, 15 euro

Traduzione di: Antonietta Pastore

In una realtà in cui tempo e luogo sono indefiniti, un uomo si risveglia alle porte di una misteriosa città isolata dal mondo esterno da altissime mura e da cui gli abitanti non possono uscire. L’uomo, privato della propria ombra, viene incaricato si svolgere il lavoro di lettore di sogni presso la biblioteca comunale. Egli non sa nulla di se stesso e ha la sensazione di aver perso il proprio cuore, oltre ai propri ricordi. Negli stessi momenti, in un’altra realtà, un uomo fugge dai suoi persecutori in una Tokyo fredda e disumana. E’ un cibermatico il cui lavoro consiste nell’immagazzinare grandi quantità di dati nel proprio cervello. Sulle sue tracce sono la Fabbrica e gli Invisibili, che ambiscono a sottrarre dalla sua mente un congegno che rende possibile la creazione della realtà. Il romanzo, insignito del premio Tanizaki, si distacca a tratti dalla narrativa classica di Murakami: all’introspezione di singoli personaggi ben definiti, l’autore sostituisce una riflessione sulla coscienza umana invitando il lettore a soffermarsi sull’eterna tensione, nell’inconscio, tra la ricerca di un’armonia perfetta e la realtà caratterizzata da ricordi spesso spiacevoli. Un’opera sottile, incorniciata da un’ambientazione fantastica e fantascientifica sapientemente tratteggiata da dettagli mai insignificanti.

(Recensione di Nicola Rubini)