Meitei è un compositore e producer di Hiroshima. Su di lui non sappiamo molto, ma sicuro è il suo obiettivo: riportare l’ascoltatore in un’atmosfera ormai perduta. I suoi lavori si ispirano infatti al folklore giapponese e all’estetica ukiyo-e, talvolta rilette con un tocco di ironia come nell’ultimo album Kofū (2020).

Sonorità ambient si mischiano a fruscii, voci, suoni della natura e al parlato/canto. Con un attento ascolto, si può comprendere quanto tutto ciò sia curato nei minimi dettagli a un livello quasi maniacale, da renderlo in un primo momento alienante, ma totalmente immersivo. Per questo possiamo riconoscere come Meitei non sia solo un compositore, ma anche un sound designer.

La sua discografia conta altri due album, Kwaidan (2018) e Komachi (2019). Il primo, ben accolto dalle critiche, è stato secondo Pitchfork uno dei migliori album sperimentali dell’anno. Il secondo è in tutto e per tutto ispirato al concetto di mono no aware e alla morte della nonna a 99 anni. Il termine Komachi è designa una grande bellezza femminile.

Oggi vi parliamo di Kwaidan, caratterizzato da un mood molto differente dagli altri due lavori.

Titolo: Kwaidan (怪談)

Anno di rilascio: (2018)

Casa discografica: Meitei (autoprodotto) /Evening Chants

Tracce: 9

Durata: 35 minuti

 

Tracklist

  1. Sazanami / 漣
  2. Curio / 骨董
  3. Touba / 塔婆
  4. Jizo / 地蔵
  5. Aoyagi / 青柳
  6. Moryo / 魍魎
  7. Sankai / 山怪
  8. Shoji / 障子
  9. Mushiro / 筵

 

Si tratta di un album molto più tetro rispetto ai successivi. La tematica centrale ruota intorno a yokai e yurei, mostri e spettri, e questa si riflette profondamente nel sound. Suoni sinistri fanno da sottofondo a canti/sample con parole ripetute e ben scandite, quasi a ricordare qualche forma di rituale ormai perduta.

Il titolo significa letteralmente “storie di spettri” e effettivamente l’atmosfera che si crea è quella di una notte estiva trascorsa a leggere tali storie, magari nei pressi di una foresta o una fonte d’acqua.

Il processo di creazione dell’album si è svolto in tarda notte per uno studio più accurato del sound e del concetto che Meitei voleva ottenere.

Meitei è un artista giovane e interessante, e Kwaidan è un debutto sperimentale, fortemente consigliato per gli amanti dell’ambient.

 

—recensione di Eleonora Cuccu.