Storie di fiori

Autore: Yoshiya Nobuko

Titolo originale: 花物語

Editore: Atmosphere Libri

Collana: Asiasphere

Traduzione: Paola Scrolavezza

Edizione: 2020

Pagine: 240

 

Da come si può intendere dal titolo, Storie di fiori, è una raccolta di diciotto racconti (su cinquantadue) scritti da Yoshiya Nobuko tra il 1916 e il 1924 e pubblicati sulla rivista Shōjo gahō.

Con i suoi diciotto racconti, Storie di fiori rappresenta una rivoluzione letteraria per quanto riguarda la figura femminile dell’epoca Taishō e pone le basi per la cultura shōjo futura. I racconti, infatti, trattano di storie di amicizie romantiche, più o meno sottili, tra ragazze adolescenti o giovani donne. Dunque, le protagoniste si trovano proprio in quella fase di età precedente al matrimonio, ovvero la più libera per una donna dell’epoca.
Ogni capitolo è intitolato con il nome di un fiore che sta a rappresentare la giovinezza delle protagoniste e le vicende da loro vissute. Inoltre, il fiore rimanda all’incredibile delicatezza e leggerezza dei racconti che presentano anche una tenue sensazione di nostalgia.

Yoshiya Nobuko fa passare le relazioni tra le ragazze come “apprendistato al matrimonio”, ma dalla lettura dei racconti si intende benissimo come questo apprendistato sia solo una scusa; le storie possono essere più o meno palesi, ma si capisce che quello che lega i personaggi, seppur platonico, è amore.
Le protagoniste, infatti, amano ciò che è “identico” a loro; questo identico non si limita al genere, ma si protrae anche nella vita e nei costumi delle ragazze dell’epoca Taishō. Amano, dunque, chi vive una condizione uguale alla loro in una società che impone il ruolo di buona moglie e madre saggia.

Storie di fiori è una lettura piacevole che trasporta il lettore in una dimensione quasi onirica, facendolo vivere nel Giappone di epoca Taishō dal punto di vista delle giovani donne.

 

— recensione di Aurora Maceri.