The Eternal Zero (2013)

 Cineteca JFS!

Anche questa settimana l’Associazione Takamori vi fa compagnia raccontandovi un nuovo film. Quello che vi presentiamo oggi è The Eternal Zero, del 2013, diretto da Yamazaki Takashi.

Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, un aereo giapponese minaccia la flotta statunitense, che si trova nell’Oceano Pacifico. Kyūzō , il pilota, è altamente qualificato, ma considerato un codardo dai suoi compagni poiché ricorre ad ogni stratagemmma, pur di tornare sano e salvo dalle battaglie. Miyabe Kyūzō era terrorizzato dalla morte e ossessionato dalla vita; definito un genio, ma anche un codardo. Perché si è unito ai corpi speciali? È questa la domanda-chiave che lo spettatore si pone, che avrà una risposta solo dopo che Kentaro e Keiko avranno scoperto la sconvolgente verità, nascosta per 60 anni.

Guarda il nostro video qui!


L’Associazione Takamori dispone di un ampio database di sottotitoli italiani per film giapponesi a cura dei membri dell’associazione stessa. Per ulteriori informazioni, contatti e collaborazioni:

Indirizzo di posta elettronica: info@takamori.it

Journey to the Shore (岸辺の旅) (2015)

Journey to the Shore, 岸辺の旅

(Giappone, 2015)

Regia: Kurosawa Kiyoshi

Cast: Asano Tadanobu, Fukatsu Eri

Genere: drammatico, sentimentale

Durata: 128 minuti

 

Journey to the Shore è un film drammatico del regista Kurosawa Kiyoshi, presentato al Festival di Cannes nel 2015 nella sezione Un Certain Regard, per cui ha vinto il premio per la miglior regia. La rivista francese Cahiers du cinéma l’ha posizionato al decimo posto nella lista dei miglior film del 2015.

La trama

Il film racconta la storia di Mizuki, un’insegnante di pianoforte, il cui marito, Yusuke, è scomparso da tre anni. Improvvisamente Yusuke torna a casa, facendole visita come fantasma, rivelando di essere morto in mare. Vuole mostrarle i posti in cui è stato prima di morire e farle conoscere le persone che lo hanno aiutato, così la invita con sé in un viaggio verso la costa, che si rivelerà essere per lei un viaggio alla riscoperta di sé.

L’elemento soprannaturale, sicuramente influenzato dal passato del regista, divenuto famoso come regista di horror, si inserisce nella cornice della storia con leggerezza e intimità, rendendo a tratti difficile distinguere i vivi dai non vivi. Il risultato è un equilibrio esatto tra metafisica e realismo, immaterialità e corporeità: se i vivi sembrano quasi sparire, la presenza dei morti non è motivo di sorpresa per loro, e ha conseguenze tangibili e reali.

 

Nonostante la fotografia sia caratterizzata da colori scuri e freddi, e gli argomenti trattati sono di un certo spessore – l’elaborazione del lutto, la solitudine, il perdono, – il film trasmette un senso di tranquillità e di pace, ostacolato forse solo dai ritmi eccessivamente lenti e contemplativi, che lo rendono a tratti ridondante.

Se inizialmente la scelta degli argomenti trattati può sembrare banale, la prospettiva da cui vengono analizzati – da vicino, come se venissero visti attraverso le lenti di un microscopio – è del tutto originale. La parentesi soprannaturale è così assurda da apparire normale, perché nel mondo di Kurosawa, dove i confini tra la vita e la morte si intersecano, tutto è concesso.

Degne di nota sono la colonna sonora, malinconica al punto giusto, in perfetta linea con l’atmosfera della pellicola, e l’interpretazione dell’attrice protagonista, Fukatsu Eri, abilissima nel comunicare i tumulti interiori di Mizuki e la sua crescita personale, dal risentimento iniziale al perdono finale.

 

— recensione di Giorgia Caffagni.

 

 

The little girl in me (2012)

 Cineteca JFS!

Anche questa settimana l’Associazione Takamori vi fa compagnia raccontandovi un nuovo film. Quello che vi presentiamo oggi è The little girl in me, del 2012, diretto da Kubota Shoji.

The little girl in me è una commedia romantica che pone l’attenzione sul concetto della sessualità. Kensuke entra nella comunità del crossdressing, un mondo nuovo che lo aiuterà a conoscere se stesso e a recuperare la sua vita sociale. Questo film mette in luce la difficoltà di inserirsi nella società a causa del senso di inadeguatezza e la necessità di essere se stessi senza paura per riuscire ad affrontarla.

Guarda il nostro video qui!


L’Associazione Takamori dispone di un ampio database di sottotitoli italiani per film giapponesi a cura dei membri dell’associazione stessa. Per ulteriori informazioni, contatti e collaborazioni:

Indirizzo di posta elettronica: info@takamori.it

Ogawa no Hotori (2011)

 Cineteca JFS!

Anche questa settimana l’Associazione Takamori vi fa compagnia raccontandovi un nuovo film. Quello che vi presentiamo oggi è Ogawa no Hotori, del 2011, diretto da Shinohara Tetsuo.

Ogawa no Hotori è un dramma storico incentrato sul tema della vendetta e la figura del guerriero. Un film squisitamente giapponese, arricchito da una approfondita introspezione psicologica dei personaggi. Una storia avvincente dal finale inaspettato che vi trasporterà nel mondo dei guerrieri giapponesi.

Ricordiamo inoltre che la pellicola vince il premio per il Miglior Attore Non Protagonista, Kataoka Ainosuke, alla settima edizione dell’Osaka Cinema Festival, nel 2012.

Guarda il nostro video qui!


L’Associazione Takamori dispone di un ampio database di sottotitoli italiani per film giapponesi a cura dei membri dell’associazione stessa. Per ulteriori informazioni, contatti e collaborazioni:

Indirizzo di posta elettronica: info@takamori.it

Day and Night (2019)

Day and night, デイアンドナイト

(Giappone, 2019)

Regia: Michihito Fujii

Cast: Shinnosuke Abe, Masanobu Andō, Kaya Kiyohara

Genere: Drammatico, Crime

Durata: 134 minuti

La trama

Il film segue le vicende di Koji Akashi subito dopo il suicidio del padre, che improvvisamente sembra al figlio uno sconosciuto. La sua morte infatti getta sulla sua figura molte ombre al punto che Koji comincia a chiedersi chi fosse davvero, fino a mettere in dubbio la sua moralità. Il giovane comincia dunque a indagare sulla vita del padre, cercando chi lo conosceva e interrogandosi sulle azioni da lui compiute in vita. Arriva così a fare la conoscenza di Kitamura, il direttore di un orfanotrofio locale, che il padre di Koji sosteneva con il suo lavoro. Questa scoperta riaccende la speranza nel giovane, che comincia anch’egli a lavorare per gli orfani e per Kitamura, cercando di ripercorrere quelle che sembrano le orme migliori del genitore. Solo dopo qualche tempo il ragazzo si renderà conto che la struttura dell’orfanotrofio si regge su traffici criminali gestiti dallo stesso Kitamura. Koji dovrà allora decidere se entrare a far parte di questo meccanismo, come suo padre, per il bene dei bambini, o restare legato ai propri concetti netti e definiti di “bene” e “male”.

Moralità, conflitto interiore

Tutto il film si basa sulla dicotomia tra Bene e Male, Giusto e Sbagliato. Koji si tormenta interiormente sulla vita del padre, non riuscendo a capire se egli fosse una “brava” o una “cattiva” persona. I ricordi gli presentano un uomo buono, affettuoso e premuroso, ma le ultime azioni della sua vita sembrano invece ritrarre una spia e un criminale che ha lasciato la propria famiglia in balia dei propri nemici togliendosi la vita. Quale di questi due opposti profili corrisponde alla figura di suo padre?

Le pause, i lunghi silenzi e la lentezza delle scene concorrono alla profonda riflessività del film su temi complessi: la moralità, il bene e il male, ma anche il senso di colpa, la cura delle persone amate, il perdono e l’amore. Quanto ci si può allontanare dal Bene in vista di un “bene superiore”? Koji troverà la sua risposta attraverso la propria esperienza, muovendosi e rapportandosi con altri personaggi, come Kitamura, ma anche Nana, una ragazza dell’orfanotrofio ormai maggiorenne che deve fare i conti con il proprio futuro. È chiaro che però ogni scelta ha delle conseguenze e alla fine Koji dovrà rendere conto delle sue, confrontandosi con la persona che è diventato, con il passato di suo padre che non lo abbandona e con la legge.

 

— recensione di Giulia Zeni.