Gohatto (1999)

Il film che vi presentiamo oggi è Gohatto, un film del 1999 diretto da Ōshima Nagisa e tratto dai racconti di Shiba Ryōtarō.

Il film è ambientato nella Kyōto del bakumatsu, nel 1865, gli ultimi giorni del dominio samuraico. Minacciati da nuovi stili di combattimento e dell’apertura ai paesi europei, gli uomini della Shinsegumi, una milizia di samurai scelti dallo shōgun, stilano una serie di regole da rispettare in maniera ferrea, punendo anche con la morte eventuali violazioni.

A dare inizio alle vicende è l’arruolamento di Sōzaburō Kanō, figlio di un ricco mercante intenzionato a intraprendere, però, la carriera militare. È un guerriero molto capace ma il suo aspetto attrarrà molti membri del gruppo, studenti e superiori, creando tensioni fra gli uomini che inizieranno a gareggiare per avere le sue attenzioni

Il film fu presentato in concorso al 53° Festival di Cannes. Fra i vari premi ricordiamo quelli per miglior film e miglior regista ai Blue Ribbon Awards e agli Hochi Film Awards.

Il film ritrae la crisi del sistema shogunale al termine dell’epoca Edo e con esso anche del codice di valori che i samurai si erano imposti portando allo sgretolamento della società Tokugawa e all’apertura al mondo oltreoceano.

Se anche voi volete sapere cosa accadrà all’interno della shisengumi vi invitiamo a guardare il nostro video cliccando qui.

Her Love Boils Bathwater (2016)

Titolo originale: 湯を沸かすほどの熱い愛

Anno d’uscita: 2016

Regia: Nakano Ryōta

Cast: Miyazawa Rie, Sugisaki Hana, Odagiri Joe

Genere: drammatico

Durata: 125 minuti

Her Love Boils Bathwater è un film del 2016 diretto da Nakano Ryōta. La pellicola è stata selezionata per essere presentata alla 90ª edizione degli Academy Awards, concorrendo per il premio al Miglior Film Internazionale, senza poi ricevere la nomina.

La storia segue la vicenda di Futaba che, insieme alla figlia Azumi, vengono abbandonate dal marito, Kazuhiro. La depressione e il disorientamento in seguito alla separazione la portano a chiudere l’impresa di famiglia, un bagno pubblico.

Passa un anno, alla donna viene diagnosticato un cancro in fase avanzata, per cui le rimangono soltanto pochi mesi di vita. Invece di cadere in una spirale depressiva, Futaba decide di usare il poco tempo che le resta al massimo delle sue possibilità. Ritrova Kazuhiro, a sua volta rimasto solo con una bambina di nove anni, Ayuko, da accudire, e insieme riaprono il bagno di famiglia. Allo stesso tempo, la donna deve far fronte alle difficoltà di Azumi nel farsi valere a scuola, dove è vittima dello scherno dei suoi compagni, e rivelarle la verità su sua madre.

Nel corso del film, la protagonista incontra vari personaggi, tra cui Takimoto, un investigatore privato rimasto vedovo insieme alla figlia Mayu, e Takumi, un giovane figlio di un ricco imprenditore e insoddisfatto della propria vita, alla ricerca di un obiettivo da raggiungere. Futaba riesce a comprendere i bisogni e le sofferenze di chiunque lei incontri, e da buona madre se ne prende cura con amorevolezza.

Her Love Boils Bathwater è una meravigliosa storia d’amore materno, in cui i rapporti si intrecciano attorno alla figura di Futaba, che riesce a colmare quel vuoto d’affetto che tutti i personaggi, in un modo o nell’altro, sembrano condividere. Dal non essere madre di nessuno, a sua volta abbandonata dalla sua stessa madre, diventa madre di tutti, figura in grado di accendere il fuoco della passione nelle persone. Nonostante la morte appaia come tema centrale nell’opera, continuamente reiterato dall’aggravarsi delle condizioni di Futaba, il film si presenta come un inno alla vita, in grado di lasciare una traccia indelebile nella memoria dello spettatore.

Le straordinarie performance di Miyazawa Rie e Sugisaki Hana nei ruoli di madre e figlia hanno vinto il premio come Miglior Attrice e Miglior Attrice non Protagonista, al 40° Japan Academy Prize, al 26° Japanese Movie Critics Awards e al 59° Blue Ribbon Awards.

—recensione di Matteo Aliffi.

Ima ai ni yukimasu (2004)

Ima, ai ni yukimasu, conosciuto anche con il titolo internazionale Be with You, è un film drammatico del 2004 diretto da Doi Nobuhiro e basato sull’omonimo romanzo di Ichikawa Takuji.

La storia si apre con la prematura morte di Mio, una giovane donna, che lascia suo marito Takumi e suo figlio di sei anni, Yuji. Prima di morire, fa al suo amato una promessa apparentemente impossibile da mantenere: un anno dopo, durante la stagione delle piogge, ritornerà da loro.

Al di là di ogni aspettativa, Mio tiene fede al suo impegno: si ripresenta davvero dinanzi a Takumi e Yuji, ma senza nessun ricordo della sua vita precedente. Così, l’uomo cerca di svelare l’inspiegabile mistero relativo al ritorno di sua moglie. Ma alla fine della stagione delle piogge, dovranno separarsi per sempre e dirsi addio definitivamente.

La pellicola ha vinto il premio per il Miglior Attore non Protagonista ai Nikkan Sports Film Awards del 2004, ed è stata nominata ai Japan Academy Awards del 2005 e agli Hong Kong Film Awards del 2006.

Quando due anime si trovano, niente può separarle, neanche la morte. Ecco il messaggio che Ima ai ni yukimasu vuole trasmetterci attraverso una storia così profonda e commovente. Se volete emozionarvi e scoprire il mistero della ricomparsa di Mio, non potete perdere questa occasione!

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A Long Goodbye ー Nakano Ryōta

長いお別れ

A Long Goodbye

(Giappone, 2019)

Regia: Nakano Ryōta

Cast: Aoi Yū, Takeuchi Yūko, Matsubara Chieko, Yamazaki Tsutomu

Genere: family, drammatico, medical

Durata: 127 minuti

A Long Goodbye (長いお別れ) esce nelle sale giapponesi il 31 maggio 2019 e viene diretto dal noto Nakano Ryōta, regista delle pellicole Capturing Dad e Her Love Boils Bathwater.  Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Nakajima Kyōko, il quale si aggiudica il prestigioso premio letterario Chūōkōron (中央公論文芸賞) e il premio Iryōshōsetsu (日本医療小説大賞), specializzato in medical fiction.

La trama

La storia raccontata è quella della famiglia Higashi: i coniugi Shōhei e Yōko vivono da soli a Shizuoka, mentre le figlie ormai adulte conducono le proprie vite. In occasione del settantesimo compleanno del capofamiglia, le due sorelle vengono invitate dalla madre a far visita ai genitori, e qui scoprono il reale motivo della chiamata. Infatti, da almeno sei mesi il padre comincia a mostrare i primi segni di demenza, che poi si rivelerà essere un vero e proprio principio di Alzheimer. Da qui la tacita richiesta della madre di starle accanto durante un momento così difficile, e le conseguenti scelte delle due figlie, che andranno a incidere sulla loro vita privata. Se la maggiore, Mari, fatica a essere presente a causa del marito e del figlio Takashi, con i quali vive in America, la giovane Fumi cerca di conciliare il sogno di lavorare nella ristorazione a Tokyo con questo nuovo aspetto della sua vita. La famiglia Higashi riscoprirà giorno dopo giorno un uomo nuovo: non più l’austero preside scolastico, non più il padre severo, non più il marito coraggioso. Al suo posto, troveranno un uomo che tenta di esprimersi diversamente e che, nei suoi frequenti silenzi, riuscirà a comunicare come non aveva mai fatto prima. Attraverso i suoi ricordi più dolci, la famiglia cercherà di costruirne di nuovi, rendendo questo “lungo addio“, l’occasione per riunirsi e fortificare i legami più importanti.

L’Alzheimer attraverso gli occhi di un maestro

Higashi Shōhei, noto preside e insegnante di scuola, comincia ad avvertire i primi segnali dell’Alzheimer all’età di settant’anni. Sebbene inizialmente si manifesti con difficoltà di orientamento e leggeri vuoti di memoria, l’uomo vedrà presto scomparire anche le identità delle persone a lui più care. Eppure, nonostante non riconosca quasi più i membri della sua famiglia, il suo amore per la cultura sembra accompagnarlo fino ai suoi ultimi istanti. Per tutta la durata del film lo vediamo leggere vari volumi – un libro fra tutti, Kokoro di Natsume Sōseki – e fare esercizi di scrittura di kanji molto complessi. Da questa sua caratteristica, il nipote Takashi comincerà a chiamarlo “kanji master”, provando una grandissima ammirazione nei confronti del nonno.

Shōhei ci fa quindi capire che la passione può talvolta superare la malattia, facendo sì che la demenza non impedisca di compiere azioni come leggere, scrivere, suonare uno strumento. Allo stesso modo, l’uomo non dimentica l’amore che prova verso la moglie e le figlie, e ne diventa “maestro”. Per la prima volta riesce ad aiutarle nel momento del bisogno e prova emozioni nuove, quali gratitudine, orgoglio e commozione.

Super-aging: l’invecchiamento nella società giapponese

Dal 2006 il Giappone è al primo posto fra le super-aging societies, ovvero gli stati in cui la popolazione “anziana” è molto alta rispetto a quella dei giovani. In particolare, in una decina di anni il Giappone ha portato la popolazione sopra i 65 anni a oltre un quarto di quella totale, con la previsione che entro il 2050 possa raggiungere un terzo – ricordiamo che l’Italia è in seconda posizione con più di un quinto. In una situazione del genere, l’invecchiamento della popolazione è diventato un argomento molto discusso in Giappone, rendendo molto più frequenti anche gli accenni alle varie forme di demenza che ne conseguono.

Tuttavia, se è vero che per il 2025 la demenza colpirà un anziano su cinque, il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare sta mettendo in atto piani specializzati per la normalizzazione della malattia. L’obiettivo è infatti quello di creare delle comunità in cui le persone possano vivere insieme e non sentirsi escluse dalla società. Qui possono essere seguite anche nello sviluppo della demenza, cercando di utilizzare esercizi e attività che aiutino i pazienti al recupero della memoria. Dato per certo che attualmente non ci sia una vera e propria cura per questa malattia, è rilevante l’impatto che un trattamento del genere possa avere su un anziano con demenza. L’amore familiare, il continuo allenamento della memoria e un ambiente del tutto inclusivo, possono ridare dignità a chi pensava di averla perduta per sempre.

Nonostante il romanzo trattasse di un padre con l’Alzheimer, mi ha fatto ridere e dato conforto.

Il film che volevo realizzare doveva essere esattamente così.

Nakano Ryōta

A Long Goodbye è un film dolce e malinconico, e ci mette di fronte alla paura di perdere una persona cara. Attraverso le piccole azioni quotidiane della famiglia Higashi, partiremo per un viaggio alla riscoperta dei ricordi più profondi, delle parole mai dette e delle emozioni più intime. Aggrappatevi alla giostra!

 

ー recensione di Laura Arca


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